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martedì 29 gennaio 2019

«Maria come influencer di Dio. È il Vangelo raccontato dai giovani» Intervista all'arcivescovo teologo Bruno Forte


«Maria come influencer di Dio. 
È il Vangelo raccontato dai giovani»

L’arcivescovo Forte e la frase di Francesco: così indica un modello alternativo. «Il Papa parla con il linguaggio a cui i giovani della cosiddetta rivoluzione digitale sono abituati. Obbedisce all’esempio di Paolo»



Eccellenza, il linguaggio di Francesco nella Veglia della Giornata mondiale della gioventù è stato sorprendente. Il termine «influencer», in genere, è associato a star della Rete che influenzano i ragazzi…
«Papa Francesco obbedisce all’esempio di Paolo che si fa tutto a tutti per offrire a ciascuno la salvezza che viene da Dio. Perciò egli parla con il linguaggio a cui i giovani della cosiddetta “rivoluzione digitale” sono abituati. È il linguaggio degli “influencer” e delle “app”…».

L’arcivescovo teologo Bruno Forte non si stupisce e spiega: «Non si tratta di dire altro rispetto al Vangelo, ma di dire il Vangelo nelle parole con cui meglio può essere accolto e vissuto da coloro cui ci si rivolge. In questo caso i giovani del cambiamento d’epoca in cui ci troviamo».

Che cosa ha voluto dire Papa Francesco ai giovani del mondo?
«Indicando in Maria, donna dell’ascolto e dell’obbedienza incondizionata a Dio, la donna che più di ogni altro essere umano ha influenzato la storia, Papa Francesco ha voluto indicare ai giovani un modello del tutto alternativo a quello del consumismo e dell’edonismo rampante. Per incidere nella storia e dare senso e bellezza alla nostra vita, non è necessario inseguire sogni di grandezza, di ricchezza o di potere. La cosa più importante è credere ed amare, vivendo in obbedienza a Dio il proprio quotidiano e impegnandoci nel servizio agli altri, soprattutto ai più deboli e bisognosi».

Il tema essenziale, anche all’ultimo Sinodo, è la trasmissione della fede ai giovani. Perché, secondo lei, ha scelto Maria?
«Maria è colei che ha creduto alla parola del Signore e proprio così si è messa totalmente al servizio della causa che è la salvezza del mondo. In tal modo offre a tutti noi il dono della Sua fede come esempio e come sfida e ci fa capire che non c’è felicità più grande di quella di chi spende la propria vita per amore, esattamente come ha fatto lei».

Nel Vangelo Gesù parla di cose quotidiane, per l’epoca, la spiga di grano, il chicco di senapa, i gigli nei campi… Nel cristianesimo c’è, fin dall’inizio, lo sforzo di tradurre concetti complessi nel linguaggio che dice l’esperienza di ogni giorno? 
«In quanto religione dell’incarnazione di Dio, il cristianesimo esalta tutto ciò che è veramente umano. L’esperienza di ogni giorno è quella in cui siamo chiamati ad accogliere il dono di Dio e a trasmetterlo agli altri. Nel suo messaggio al mondo Papa Francesco ci vuole far sentire la bellezza del Dio vicino, che parla le nostre parole, ama con il nostro cuore, opera con le nostre azioni, se noi ci rendiamo docili e accoglienti alla sua azione, come ha fatto Maria. Lungi dall’essere un’astrazione o un modello irraggiungibile, la giovane donna di Galilea parla alle donne e agli uomini di oggi in maniera semplice, concreta e profonda. Anche Francesco imita Maria nel suo linguaggio e nelle sfide che lancia a tutti noi con il suo magistero e la sua vita».

(fonte: Corriere della Sera, intervista di Gian Guido Vecchi a mons. Bruno Forte 28/01/2019)

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