Il Papa è stato accolto, tra calore e applausi, dal pastore Jeans-Martin Kruse.
La visita alla Christus Kirche, chiesa luterana di Roma che sta per celebrare i suoi 200 anni di presenza nella Capitale, comincia con il dialogo, cioè una sessione di tre domande cui il Papa risponde a braccio.

Poi è la volta di una donna sposata con un italiano, cattolico, e vorrebbe partecipare con il marito alla cena del Signore. Il Papa inizia con una battuta (“Ho paura di parlare davanti a un teologo con il Cardinal Kasper”)
La terza domanda invece riguarda la possibilità dei cristiani di non far rassegnare le persone, di non far loro erigere muri, e si basa su un progetto di sostegno a 80 madri rifugiate (il progetto Orsacchiotto) portato avanti nella comunità luterana di Roma.
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Segue poi una celebrazione, durante la quale il Papa fa una riflessione, anche questa a braccio.
Il pastore Kruse introduce con un breve discorso, in cui sottolinea che per il dialogo ecumenico è “fondamentale che ci orientiamo a Gesù Cristo.” Afferma il Pastore: “L’unità non è un futuro lontano. Se seguiamo la volontà di Gesù, allora è possibile conoscere l’unità già adesso. Proprio come oggi, in cui i nostri cuori sono pieni di gratitudine per la vicinanza che Cristo ci dona. Non è solo un bel momento, è vero e reale.” E poi si rivolge al Papa: “La sua presenza è come un vento caldo alle spalle che ci dà la forza di fare il nostro cammino. Vogliamo collaborare gli uni con gli altri e poi celebrare insieme il culto. Il dialogo nasce dall’incontro delle persone.”
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Quindi, il momento dei regali: una corona d’Avvento, fatta di rami di abete, e un cartellone disegnato dai bambini della comunità, con tutte le loro impronte.


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