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martedì 2 ottobre 2012

Un guerriero gentiluomo: in ricordo di Adolfo Parmaliana che si sacrificò per denunciare le complicità tra mafia, politica e magistratura nel messinese.

Il 2 ottobre 2012 è il 4°anniversario della morte del Prof. Adolfo Parmaliana.

Un guerriero gentiluomo: in ricordo di Adolfo Parmaliana che si sacrificò per denunciare le complicità tra mafia, politica e magistratura nel messinese. 

"Adolfo è morto per difendere i suoi ideali e la sua onorabilità. Da anni aveva intrapreso la sua dura lotta per la legalità, che a suo dire, dava fastidio ai pezzi dello Stato nei quali inizialmente credeva". (Biagio Parmaliana, fratello di Adolfo)

"Parmaliana non si è ucciso per disperazione, ma ha fatto l'ultima disperata mossa contro i suoi calunniatori. Ha gettato tra le loro gambe il suo cadavere. E il suo piano ha funzionato" (Alfio Caruso, giornalista e scrittore)




Intervista ad Alfio Caruso  (VIDEO)


"Oggi sono quattro anni da quel triste giovedì, plumbeo nel cielo gonfio di pioggia e nel clima morale. Quel maledetto 2 ottobre di quel maledetto 2008 Adolfo salì in auto e mandando al diavolo tutti gli appuntamenti che aveva in agenda – come mai era accaduto nell’intera sua vita – si portò a Patti, sull’autostrada Messina Palermo. Io mi trovavo a oltre mille chilometri di distanza: la notizia che mi stordì mi raggiunse per telefono nel primo pomeriggio. Oggi, invece, mi trovo a ripassare proprio da quel viadotto, lì dove Adolfo per l’ultima volta guardò il mare di Sicilia, e le Isole Eolie che proprio lì sembrano tanto vicine che ti pare di toccarle. Piangevano, forse, pure le Isole Eolie; piangeva di certo il cielo. Come in un poema omerico, l’eroe buono moriva. Peggio, si toglieva la vita, con uno di quegli atti rivoluzionari che solo un polite warrior, un guerriero gentiluomo, come lui stesso infine era arrivato a definirsi, poteva compiere. Decideva di morire per completare la buona battaglia che aveva combattuto ogni giorno della sua vita. ..." (Avv. Fabio Repici)
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“A quattro anni dal suo suicidio, il sistema mafioso barcellonese che Adolfo Parmaliana ha combattuto in prima persona, è ben oltre la vicinanza al tracollo. Magari, adesso che Olindo Canali è stato condannato per falsa testimonianza in favore del boss barcellonese Gullotti, adesso che il procuratore generale di Messina Antonio Franco Cassata è imputato per diffamazione proprio ai danni di Parmaliana e adesso che Rosario Pio Cattafi è stato arrestato e andrà al 41 bis, a chi ha combattuto per queste verità, Adolfo compreso, verranno riconosciuti i meriti delle battaglie portate avanti. Nessuno di noi, che queste situazioni le abbiamo denunciate per anni, era folle o visionario come alcuni avrebbero voluto far credere. ..." (Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea)
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