Papa Francesco ai poveri:
siete il tesoro della chiesa
05.07.2016 - Papa Francesco ha accolto così questa mattina i partecipanti ad un pellegrinaggio di poveri giunto dalle diocesi francesi della provincia di Lyon
Cari amici,
sono molto lieto di accogliervi. Qualunque sia la vostra condizione, la vostra storia, il peso che portate, è Gesù che ci riunisce intorno a sé. Se c’è qualcosa che ha Gesù, è proprio quella capacità di accogliere. Egli accoglie ciascuno così com’è. In Lui siamo fratelli, e io vorrei che voi sentiste quanto siete i benvenuti; la vostra presenza è importante per me, e anche è importante che voi siete a casa.
Con i responsabili che vi accompagnano, voi date una bella testimonianza di fraternità evangelica in questo camminare insieme nel pellegrinaggio. Infatti voi siete venuti accompagnandovi a vicenda. Gli uni aiutandovi generosamente, offrendo risorse e tempo per farvi venire; e voi, donando loro, donando a noi, donando a me, Gesù stesso.
Perché Gesù ha voluto condividere la vostra condizione, si è fatto, per amore, uno di voi: disprezzato dagli uomini, dimenticato, uno che non conta nulla. Quando vi capita di provare tutto questo, non dimenticate che anche Gesù l’ha provato come voi. E’ la prova che siete preziosi ai suoi occhi, e che Lui vi sta vicino. Voi siete nel cuore della Chiesa, come diceva Padre Giuseppe Wresinski, perché Gesù, nella sua vita, ha sempre dato la priorità a persone che erano come voi, che vivevano situazioni simili. E la Chiesa, che ama e preferisce quello che Gesù ha amato e preferito, non può stare tranquilla finché non ha raggiunto tutti coloro che sperimentano il rifiuto, l’esclusione e che non contano per nessuno. Nel cuore della Chiesa, voi ci permettete di incontrare Gesù, perché ci parlate di Lui non tanto con le parole, ma con tutta la vostra vita. E testimoniate l’importanza dei piccoli gesti, alla portata di ciascuno, che contribuiscono a costruire la pace, ricordandoci che siamo fratelli, e che Dio è Padre di tutti noi.
Mi viene in mente di provare ad immaginare che cosa pensasse la gente quando ha visto Maria, Giuseppe e Gesù per le strade, fuggendo in Egitto. Loro erano poveri, erano tribolati dalla persecuzione: ma lì c’era Dio.
Cari accompagnatori, voglio ringraziarvi per tutto quello che fate, fedeli all’intuizione di Padre Giuseppe Wresinski, che voleva partiredalla vita condivisa, e non da teorie astratte. Le teorie astratte ci portano alle ideologie e le ideologie ci portano a negare che Dio si è fatto carne, uno di noi! Perché è la vita condivisa con i poveri che ci trasforma e ci converte. E pensate bene questo! Non solo voi andate incontro a loro – anche incontro a chi ha vergogna e si nasconde –, non solo camminate con loro, sforzandovi di comprendere la loro sofferenza, di entrare nella loro disposizione [d’animo]; ma voi vi sforzate di entrare nella loro disperazione. Inoltre, suscitate intorno a loro una comunità, restituendo loro, in tal modo, un’esistenza, un’identità, una dignità. E l’Anno della Misericordia è l’occasione per riscoprire e vivere questa dimensione di solidarietà, di fraternità, di aiuto e di sostegno reciproco.
Amati fratelli, vi domando soprattutto di conservare il coraggio e, proprio in mezzo alle vostre angosce, di conservare la gioia della speranza. Quella fiamma che abita in voi non si spenga. Perché noi crediamo in un Dio che ripara tutte le ingiustizie, che consola tutte le pene e che sa ricompensare quanti mantengono la fiducia in Lui. In attesa di quel giorno di pace e di luce, il vostro contributo è essenziale per la Chiesa e per il mondo: voi siete testimoni di Cristo, siete intercessori presso Dio che esaudisce in modo tutto particolare le vostre preghiere.

Tutti insieme, adesso, sotto lo sguardo del nostro Padre celeste, vi affido alla protezione della Madre di Gesù e di san Giuseppe, e vi imparto di cuore la Benedizione Apostolica. E tutti preghiamo il nostro Padre.
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Servizio di TG2000