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giovedì 16 aprile 2026

VIAGGIO APOSTOLICO DI LEONE XIV pellegrino nel Continente africano - 15/04/2026 Gli incontri della mattina - Papa Leone XIV in volo verso il Camerun ai giornalisti: «In Algeria una bellissima opportunità per costruire ponti e dialogo»


VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV
IN ALGERIA, CAMERUN, ANGOLA E GUINEA EQUATORIALE

13-23 APRILE 2026


Mercoledì 15 aprile 2026

ALGERI – YAOUNDÉ

09:40 CERIMONIA DI CONGEDO all’Aeroporto Internazionale di Algeri “Houari Boumédiène”
10:10 Partenza dall’Aeroporto di Algeri per Yaoundé
INCONTRO CON I GIORNALISTI durante il volo  

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Leone XIV pellegrino nel Continente africano - Algeria
Gli incontri di mercoledì pomeriggio

Papa Leone XIV lascia l’Algeria: in volo verso il Camerun per la seconda tappa del viaggio africano 


Prosegue il viaggio apostolico di Papa Leone XIV nel continente africano. L’aereo con a bordo il Pontefice è in partenza dall’Algeria, diretto in Camerun, seconda tappa di una visita pastorale che entra oggi nel suo terzo giorno.

Prima della cerimonia ufficiale di congedo all’aeroporto di Algeri, il Papa ha avuto un breve incontro privato con il presidente Abdelmadjid Tebboune. Un momento riservato che ha preceduto il decollo verso Yaoundé, dove l’arrivo è previsto dopo circa cinque ore di volo.

Subito dopo la partenza, il Pontefice ha fatto pervenire al Presidente della Repubblica Democratica Popolare di Algeria un telegramma di ringraziamento. “Esprimo la mia profonda gratitudine a Vostra Eccellenza e a tutto il caro popolo algerino per la calorosa accoglienza e l’ospitalità che mi sono state riservate durante la mia visita”, ha detto il Papa concludendo il telegramma con un’invocazione di pace sulla Nazione.

La tappa camerunense si inserisce nel programma di un viaggio iniziato sulle orme di Sant’Agostino in Algeria e proseguirà fino al 18 aprile. Durante la permanenza, il Pontefice soggiornerà nella capitale ma visiterà anche Douala, cuore economico del Paese, e Bamenda, nel nord-ovest, una delle aree più colpite dal conflitto civile in corso dal 2013, che ha causato migliaia di vittime e centinaia di migliaia di sfollati.

Tra gli appuntamenti principali spicca la celebrazione eucaristica allo Japoma Stadium, dove sono attese circa 600mila persone, in quello che si preannuncia come il momento culminante della visita.

Il Camerun ha già accolto in passato i Successori di Pietro: San Giovanni Paolo II vi si recò nel 1985 e nel 1995, mentre Benedetto XVI visitò il Paese nel 2009, nell’ambito di un viaggio apostolico che toccò anche l’Angola.

Il viaggio di Papa Leone XIV si inserisce così nel solco della tradizione delle visite pontificie in Africa, con un’attenzione particolare ai contesti segnati da tensioni e crisi umanitarie.
(fonte: Faro di Roma, articolo di Letizia Lucarelli 15/04/2026)

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Leone XIV: in Algeria una bellissima opportunità
per costruire ponti e dialogo

Sul volo da Algeri a Yaoundé, in Camerun, il Papa saluta i giornalisti e traccia un bilancio della prima tappa del viaggio apostolico: “Una visita benedetta”. Ringrazia le autorità algerine e la Chiesa locale “piccola ma significativa”, ribadisce l’attualità del messaggio di Sant’Agostino a “cercare l’unità tra tutti i popoli e il rispetto reciproco nonostante le differenze” e ricorda la visita in Moschea: “Nonostante credenze diverse e modi diversi di pregare, possiamo vivere insieme in pace"


“Un viaggio e una visita davvero benedetta”, oltre che “una bellissima opportunità per continuare a costruire ponti e promuovere il dialogo”. È un Papa che non nasconde emozione ed entusiasmo mentre commenta i due giorni appena trascorsi in Algeria, prima tappa del viaggio apostolico in Africa che oggi prosegue in Camerun e, nei prossimi giorni, in Angola e Guinea Equatoriale.

“Spero che siate riposati”

Meno di quindici minuti dopo il decollo dell’Airbus di Ita Airways da Algeri verso il Camerun, Leone XIV torna a salutare i circa 70 giornalisti di tutto il mondo che lo seguono nella trasferta internazionale. Un breve saluto al microfono, non una conferenza stampa, giusto per ribadire la gratitudine per il lavoro svolto durante i due giorni nel Paese nordafricano e terra di Sant’Agostino (“Spero che siate tutti riposati e pronti per questa prossima tappa del viaggio”), per la prima volta visitate da un Pontefice, e tracciare un bilancio di queste prime giornate che – afferma – sono state “una bellissima opportunità di continuare a costruire ponti e promuovere il dialogo”.

Il grazie alle autorità algerine

Anzitutto, il Papa vuole inviare tramite i media mondiali un ringraziamento a tutte le autorità algerine che hanno reso possibile la visita, mettendo pure a disposizione una scorta durante il sorvolo dello spazio aereo algerino. “È un segno della bontà, della generosità e del rispetto che il popolo algerino e il governo algerino hanno voluto mostrare alla Santa Sede e a me personalmente”.

Una Chiesa piccola ma significativa

Gratitudine Leone XIV la esprime anche alla Chiesa cattolica in Algeria, “piccola ma molto significativa”. Ripercorre, quindi, le “visite speciali” avute il 13 e 14 aprile alla Basilica di Notre-Dame d’Afrique ad Algeri e alla Basilica di Sant’Agostino ad Annaba, sulla collina che domina la città moderna sia le rovine dell’antica città romana di Ippona. Secondo il Pontefice, tutto questo ha “un forte valore simbolico”, perché Sant’Agostino, vescovo di Ippona per più di trent’anni, “è una figura che viene dal passato e ci parla di tradizione, ci parla della vita della Chiesa nei primi secoli del suo sviluppo”, ma, al contempo, rimane una “figura estremamente importante ancora oggi”.

L’attualità di Sant’Agostino

Gli scritti, l’insegnamento, la spiritualità, l’“invito a cercare Dio e a cercare la verità” sono “un messaggio di cui abbiamo tanto bisogno nel mondo contemporaneo, un messaggio molto attuale per tutti noi, credenti in Gesù Cristo, ma anche per ogni persona”, assicura Papa Leone XIV. E ci tiene a ribadire il fatto che il popolo algerino, la stragrande maggioranza del quale non è cristiano, “onora e rispetta profondamente la memoria di Sant’Agostino come uno dei grandi figli della loro terra”.

Costruire unità e rispetto

Per un Papa che da subito si è dichiarato “figlio di Sant’Agostino”, è stata quindi “una grazia particolare” poter ritornare ad Annaba e “offrire alla Chiesa e al mondo” la visione del grande padre della Chiesa: “Quella della ricerca di Dio e dello sforzo di costruire la comunità, di cercare l’unità tra tutti i popoli e il rispetto reciproco nonostante le differenze”.

Vivere in pace nonostante le differenze

Un messaggio che lui stesso ha provato a rendere concreto nei diversi appuntamenti di questi giorni algerini. Uno su tutti la “significativa” visita alla Grande Moschea che ha mostrato come “sebbene abbiamo credenze diverse, modi diversi di pregare e di vivere, possiamo comunque vivere insieme in pace”. “Promuovere questa immagine è qualcosa di cui il mondo ha bisogno oggi, e che possiamo continuare a offrire insieme con la nostra testimonianza mentre proseguiamo questo viaggio apostolico”, conclude Papa Leone.

Da qui gli auguri ai giornalisti di “un viaggio meraviglioso”: “È bello rivedervi tutti. Grazie ancora una volta per il vostro servizio”.
(fonte: Vatican News, articolo di Salvatore Cernuzio 15/04/2026)


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Testi e video integrali

PARTENZA e CERIMONIA DI CONGEDO all’Aeroporto Internazionale di Algeri “Houari Boumédiène” 

Alle ore 09:15 Dopo aver celebrato la Santa Messa in privato ed essersi congedato dalla Nunziatura Apostolica, il Santo Padre ha visitato brevemente l’Asilo Notre Dame d’Afrique, gestito dalle Suore Missionarie della carità. I bambini hanno messo in scena un breve spettacolo per il Papa, che al termine della visita ha salutato loro e le sorelle. Quindi il Santo Padre si è trasferito in auto all’Aeroporto Internazionale di Algeri Houari Boumédiéne per la cerimonia di congedo dall’Algeria.

Al suo arrivo il Papa è stato accolto dal Presidente della Repubblica Democratica Popolare di Algeria, S.E. il Signor Abdelmadjid Tebboune, all’ingresso del Salon d’Honneur. Insieme hanno raggiunto la VIP room per un incontro privato, al quale è seguita la cerimonia di congedo.

Dopo l’esecuzione degli inni, l’Onore alle Bandiere, il passaggio della Guardia d’Onore e il saluto delle rispettive Delegazioni, Leone XIV è salito a bordo di un Airbus A330-900neo di ITA Airways ed è partito alle ore 10:16 locali alla volta del Camerun.


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INCONTRO CON I GIORNALISTI durante il volo 

Sull’aereo che lo portava in Camerun Leone XIV ha rivolto alcune parole di saluto ai presenti sul volo che pubblichiamo di seguito:


Buongiorno a tutti! Spero che siate tutti riposati e pronti per questa prossima tappa del nostro viaggio.

Sono lieto di salutarvi tutti questa mattina, dopo quelli che, a mio avviso, sono stati un viaggio e una visita in Algeria davvero benedetti. E vorrei iniziare esprimendo un ringraziamento a tutte le autorità algerine, che hanno reso possibile questa visita. Come avete visto, ci hanno persino concesso l’onore di una scorta mentre sorvoliamo lo spazio aereo algerino. È un segno della bontà, della generosità, del rispetto che il popolo algerino e il governo algerino hanno voluto mostrare alla Santa Sede, a me stesso. Desidero quindi rivolgere loro un ringraziamento. Così come un ringraziamento va alla presenza, molto piccola ma molto significativa, della Chiesa Cattolica in Algeria.

Abbiamo avuto, come sapete, alcune visite molto speciali sia nella Basilica di Notre Dame d’Afrique, sia ieri ad Annaba, nella Basilica di Sant’Agostino, sulla collina che domina sia la città moderna di Annaba, sia le rovine della città romana di Ippona. E questo di per sé, direi, è anche simbolicamente significativo, perché Sant'Agostino, che fu vescovo, come sapete, di Ippona per più di trent'anni, è in realtà una figura che oggi, da un lontano passato, ci parla di tradizione, ci parla della vita della Chiesa, di come la Chiesa è cresciuta nei primi secoli. Ancora oggi è una figura di grande rilievo, poiché i suoi scritti, il suo insegnamento, la sua spiritualità, il suo invito a cercare Dio e a cercare la verità sono elementi di cui c'è grande bisogno nel nostro tempo; un messaggio che è molto attuale per tutti noi oggi, come credenti in Gesù Cristo, ma anche per ogni persona.

E come avete visto, anche il popolo algerino, la cui grande maggioranza non è cristiana, onora e rispetta profondamente la memoria di sant’Agostino, come di uno dei grandi figli della propria terra. È stata quindi una benedizione speciale per me personalmente tornare ancora una volta ad Annaba ieri, ma anche offrire alla Chiesa e al mondo una visione che sant’Agostino ci offre in termini di ricerca di Dio e di lotta per costruire comunità, per cercare l’unità tra tutti i popoli e il rispetto per tutti i popoli nonostante le differenze.

Quindi, in questi due giorni in Algeria, penso che abbiamo davvero avuto una meravigliosa opportunità di continuare a costruire ponti, a promuovere il dialogo. Penso che la visita alla Moschea [di Algeri] sia stata significativa e che abbia dimostrato che, sebbene abbiamo credenze diverse, modi diversi di pregare e modi diversi di vivere, possiamo convivere in pace. E dunque penso che promuovere questo tipo di visione sia qualcosa di cui il mondo ha bisogno oggi, e che insieme possiamo continuare a offrirla nella nostra testimonianza mentre proseguiamo questo viaggio apostolico.

Vi auguro un ottimo viaggio. È stato bello vedervi tutti. Grazie ancora per il vostro servizio, grazie!

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Vedi anche il post precedente: