L’oscenità di Trump
di Tonio Dell'Olio
Avvenire che non è certo giornale incline a giudizi estremisti o tranchant, ospita oggi l’editoriale di Pasquale Ferrara, diplomatico di lungo corso, già ambasciatore e inviato speciale della Farnesina nelle aree di crisi.
La sua analisi è lucida e senza infingimenti: denuncia l’escalation del conflitto contro Iran e Libano come guerra totale e non limitata, smascherando retoriche e ipocrisie. Colpisce la critica alle parole di Donald Trump, giudicate “oscene” per l’idea di riportare l’Iran “all’età della pietra”. Ferrara dà voce al dolore di chi teme la distruzione di un intero popolo. Centrale, poi, il passaggio: “La guerra millenarista del sionismo messianico e dell’evangelismo integralista contro il regime teocratico sciita non ha in realtà nulla di religioso e molto di suprematista. C’è, infatti, la chiara impronta neocoloniale degli stereotipi, dei pregiudizi, dei luoghi comuni che accomunano tutte le narrative imperialiste”, in linea con la lezione di Edward Said. E ancora: “Al di là di ogni prevedibile celebrazione del trionfo, questo conflitto sarà ricordato (…) come uno dei più grandi errori strategici (…) e come la chiusura di un ciclo di incontrastato dominio dell’Occidente”.
(Fonte: Mosaico dei Giorni - 07.04.2026)
