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lunedì 27 aprile 2026

LEONE XIV al REGINA CAELI - Oggi il Vangelo ci invita a fidarci del Signore - Ogni impiego dell’energia atomica sia al servizio della pace

REGINA CAELI

Piazza San Pietro
IV Domenica di Pasqua, 26 aprile 2026

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Al Regina caeli il Papa ricorda il 40° anniversario del tragico incidente nucleare a Chernobyl

Ogni impiego
dell’energia atomica
sia al servizio della pace


Nel 40° anniversario del tragico incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, «che ha segnato la coscienza dell’umanità» Leone XIV ha auspicato che «ogni impiego dell’energia atomica sia al servizio della vita e della pace». Il suo monito è riecheggiato in piazza San Pietro al termine del Regina caeli di ieri, 26 aprile. Affacciatosi a mezzogiorno dalla finestra dello Studio privato del Palazzo apostolico vaticano, il Pontefice ha introdotto la recita della preghiera mariana commentando come di consueto il vangelo domenicale, nella circostanza quello di Gesù buon pastore (Giovanni 1, 1-10). Ecco la meditazione del Papa.

Il testo integrale:
Leone XIV

Fratelli e sorelle, buongiorno e buona domenica!

Mentre proseguiamo il nostro cammino nel tempo pasquale, il Vangelo ci riporta oggi le parole di Gesù che paragona se stesso a un pastore e poi alla porta dell’ovile (cfr Gv 10,1-10).

Gesù mette in contrapposizione il pastore e il ladro. Infatti, afferma: «Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante» (v. 1). E più avanti, in modo ancora più chiaro: «Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (v. 10). La differenza è chiara: il pastore ha un legame speciale con le sue pecore e, perciò, può entrare dalla porta dell’ovile; se uno invece ha bisogno di scavalcare il recinto, allora è certamente un ladro che vuole rubare le pecore.

Gesù ci sta dicendo di essere legato a noi da una relazione di amicizia: Egli ci conosce, ci chiama per nome, ci guida e, come fa il pastore con le sue pecore, ci viene a cercare quando ci perdiamo e fascia le nostre ferite quando siamo malati (cfr Ez 34,16). Gesù non viene come un ladro a rubare la nostra vita e la nostra libertà, ma a condurci nei giusti sentieri. Non viene a sequestrare o ingannare la nostra coscienza, ma a illuminarla con la luce della sua sapienza. Non viene come a inquinare le nostre gioie terrene, ma le apre a una felicità più piena e duratura. Chi si affida a Lui non ha nulla da temere: Egli non mortifica la nostra vita, ma viene per donarcela in abbondanza (cfr v. 10).

Fratelli e sorelle, siamo invitati a riflettere e soprattutto a vigilare sul recinto del nostro cuore e della nostra vita, perché chi vi entra può moltiplicare la gioia oppure, come un ladro, può rubarcela. I “ladri” possono assumere tanti volti: sono coloro che, nonostante le apparenze, soffocano la nostra libertà o non ci rispettano nella nostra dignità; sono convinzioni e pregiudizi che ci impediscono di avere uno sguardo sereno sugli altri e sulla vita; sono idee sbagliate che possono portarci a compiere scelte negative; sono stili di vita superficiali o improntati al consumismo, che ci svuotano interiormente e ci spingono a vivere sempre all’esterno di noi stessi. E non dimentichiamo anche quei “ladri” che, saccheggiando le risorse della terra, combattendo guerre sanguinose o alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità.

Possiamo interrogarci: da chi vogliamo farci guidare nella nostra vita? Quali sono i “ladri” che hanno provato a entrare nel nostro recinto? Ci sono riusciti, oppure siamo stati capaci di respingerli?

Oggi il Vangelo ci invita a fidarci del Signore: Lui non viene a rubarci nulla, anzi, è il Pastore buono, che moltiplica la vita e ce la offre in abbondanza. La Vergine Maria ci accompagni sempre nel nostro cammino e interceda per noi e per il mondo intero.

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Dopo il Regina Caeli

Cari fratelli e sorelle,

oggi ricorre il 40° anniversario del tragico incidente di Chernobyl, che ha segnato la coscienza dell’umanità. Esso rimane un monito sui rischi inerenti all’uso di tecnologie sempre più potenti. Affidiamo alla misericordia di Dio le vittime e quanti ne soffrono ancora le conseguenze. Auspico che, a tutti i livelli decisionali, prevalgano sempre discernimento e responsabilità, perché ogni impiego dell’energia atomica sia al servizio della vita e della pace.

Ed ora mi rivolgo a voi, romani e pellegrini di vari Paesi: benvenuti!

Saluto i Cavalieri e le Dame dell’Ordine di San Giorgio, Ordine europeo della Casa Asburgo-Lorena. Saluto i bambini del gruppo di danza “Malva”, di Brovary, in Ucraina; il Coro Cantica Sacra dell’Arcidiocesi di Trnava in Slovacchia; i fedeli di Vienna, di Madrid e delle Isole Canarie; i Dirigenti e i Professori della Scuola “São Tomás” di Lisbona.

Saluto il folto gruppo di ragazzi della Val Camonica (Diocesi di Brescia) e i piccoli ministranti di Biadene e Caonada; come pure i fedeli di Treviso, Vicenza, Crotone e Cariati, Oria e Lecce; e i partecipanti al convegno dell’Associazione apostoli della Divina Misericordia.

Un saluto speciale ai familiari e amici dei nuovi presbiteri della Diocesi di Roma, che ho ordinato questa mattina nella Basilica di San Pietro: accompagnate sempre con la preghiera questi giovani ministri del Vangelo.

A tutti auguro una buona domenica.


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Vedi anche il post precedente: