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domenica 22 febbraio 2026

"Un cuore che ascolta - lev shomea" n° 16 - 2025/2026 - I DOMENICA DI QUARESIMA anno A

"Un cuore che ascolta - lev shomea"

"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino

I DOMENICA DI QUARESIMA - anno A

Vangelo:
Mt 4,1-11

Situate tra il Battesimo e l'inizio del Ministero Pubblico, le Tentazioni non sono una casualità, un incidente di percorso nella vita di Gesù, ma la cifra della continua lotta che Egli ha dovuto sostenere lungo tutta la sua esistenza, fino al Golgota. Esse rappresentano la precisa volontà dello Spirito di Dio che conduce Gesù nel deserto perché le affronti e le vinca. Il banco di prova è la sua condizione di Figlio di Dio e di Messia, il modo attraverso il quale è chiamato ad esserlo. E' lo scontro tra due modalità di intendere la vita diametralmente opposte: quella del potere (economico, politico e religioso) che domina, opprime e uccide, e quella di Dio che ama e serve i suoi figli fino al dono totale di sé. Gesù resiste alla seduzione del potere rifiutando con fermezza i progetti messianici del tentatore, perché sa bene che la salvezza che viene dal Padre è totalmente altra rispetto alle attese dell'uomo. La proposta di satana a Gesù, quella di essere Figlio di Dio e Messia attraverso l'uso del potere (si capisce, sempre a fin di bene) è molto seducente. «Il male si presenta sempre a fin di bene, ma non è sufficiente agire a fin di bene, anche i mezzi usati devono essere della stessa natura del fine, altrimenti lo conducono a distruzione» (cit.). Quale uomo - noi compresi - se ne avesse i mezzi, non farebbe ciò che il diavolo propone a Gesù? Così storicamente è stato, così è anche oggi. La Chiesa, come Gesù, da sempre viene sottoposta alle medesime tentazioni e il suo più grande peccato è l'assoluta mancanza di discernimento. Pur affermando di amare e servire il Signore, spesso non pensa e non agisce come Lui (cfr. Mt 16, 22-23). Per questa ragione la Chiesa deve sempre rimanere vigile, per non considerare lecito ciò che Gesù ha scartato come mezzo diabolico.