Benvenuto a chiunque è alla "ricerca di senso nel quotidiano"



sabato 7 febbraio 2026

EGIDIO PALUMBO: "BEATI I COSTRUTTORI DI PACE (Mt, 5,9) - Il Vangelo e la Pace (VIDEO INTEGRALE)

"BEATI I COSTRUTTORI DI PACE" (Mt, 5,9)
Il Vangelo e la Pace

di Egidio Palumbo


Il 3 febbraio 2026 si é tenuto il primo dei "MARTEDI' DELLA PACE" promossi dalla Famiglia Salesiana di Barcellona Pozzo di Gotto


1. Il Discorso della Montagna (Mt 5-7)

a) È il primo dei cinque Discorsi che Gesù pronuncia nel Vangelo di Matteo: discorso missionario (cap. 10), discorso delle Parabole del Regno (cap. 13), discorso sulla comunità cristiana (cap, 18), Discorso escatologico-apocalittico della Venuta e dell’attesa del Figlio dell’uomo, il Crocifisso-Risorto (cap. 24-25).

Le Beatitudini (Mt 5,1-12), fanno parte del Discorso della Montagna. L’evangelista Luca ha invece il Discorso della Pianura (Lc 6,17-38), molto più breve, ed è considerato l’originale. I due discorsi si integrano e si completano.

Monte = è il punto di vista di Dio dall’alto sulla nostra esistenza e sulla nostra storia.

Pianura = è il punto di vista di Dio dal basso sulla nostra esistenza e storia.

b) Cinque discorsi, a somiglianza della Torah, formata da cinque libri. I Discorsi di Gesù sono l’annuncio della nuova Torah, che però non annulla la prima Torah (Mt 5,17), che è dono di Dio: luce, orientamento, sapienza al cammino del suo popolo.

Sono le cinque colonne della Sapienza (Pr 9,1), che sostengono la casa della nostra vita cristiana.

La prima colonna, che fa da fondamento, è il Discorso della Montagna, che termina appunto con l’esortazione a costruire la casa, non sulla sabbia, ma sulla Roccia, sul fondamento che è Cristo e il suo Vangelo (Mt 7,21-27). Per questo il Discorso della Montagna è considerato la Magna Charta del cristiano, della sua casa, casa come esistenza, famiglia, comunità ecclesiale, società, mondo, creato.

... 

          ♦ Ovviamente nella nostra temperie culturale, in parte violenta e guerrafondaia, chi fa queste scelte sarà certamente deriso, osteggiato e, a volte, perseguitato (Mt 5,10-11) dai vari antagonisti di turno, interni ed esterni alla comunità cristiana. Non c’è da meravigliarsi: ce l’ha già detto Gesù, qui (Mt 5,11-12) e altrove (Mt 10,16-24; 23,34). Ogni discepolo lo sa. Bisogna anche essere consapevoli che vivere le beatitudini consegnateci da Gesù nel vangelo come “buona notizia”, significa diventare profeti di pace («così perseguitarono i profeti che furono prima di voi»: v. 12), cioè anticipare un po’, già qui ed ora, l’esperienza del Regno di Dio, creando uno spazio vitale di fraternità-sororità, di pace, di giustizia, di solidarietà e di gioia nello Spirito del Signore (Rm 14,17).


         Ecco, da parte mia, il tentativo di descrivere le Beatitudini secondo Matteo come itinerario spirituale ed educativo. Un itinerario che aiuta a liberarci dall’indifferenza e nello stesso tempo spinge a domandarci: che cosa ci sta succedendo, oggi?

           Lascio la risposta al card. don Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli:

«Ci sta succedendo che abbiamo imparato a convivere con l’inaccettabile. E sapete qual è la bugia più grande che ci raccontiamo? Che la pace è “complicata”.

Sì, certo: la pace è difficile.

Ma non è “complicata” nel senso in cui lo diciamo per rimandare.

Non è complicata come un modulo da compilare.

Non è complicata come un algoritmo.

La pace è difficile perché è esigente.

Perché ti chiede di cambiare postura.

Perché ti chiede di toglierti dal centro.

Perché ti chiede di guardare l’altro non come un problema, ma come un volto.

E qui, io lo dico da uomo di Chiesa, da pastore: noi possiamo pregare quanto vogliamo – e dobbiamo pregare – ma se la preghiera non ci cambia le mani, diventa un rito senza carne. Una bella cornice senza quadro.

Gesù non ha detto: “Beati quelli che parlano di pace”. Ha detto: “Beati gli operatori di pace”.

Operai. Artigiani. Gente che si sporca»


GUARDA IL VIDEO
Relazione integrale