La maternità avvicina a Dio, ama e perdona sempre
Domenica 13 maggio si festeggia in Italia la festa della mamma.
Misterioso il disegno divino che dà alla donna la prerogativa di trasmettere la vita. Una prerogativa che insieme alla grande capacità di amare e di perdonare avvicina in maniera particolare le madri a Dio.
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Secondo il tredicesimo Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo di Save the Children, il Niger è diventato il Paese peggiore al mondo dove essere madre, raccogliendo questo drammatico testimone dall’Afghanistan, che ha occupato l’ultima posizione nei 2 anni precedenti. La Norvegia si conferma invece al primo posto, in una classifica che comprende 165 Paesi e tiene conto di fattori come la salute, l’istruzione e lo stato economico e sociale delle madri, insieme ad indicatori della condizione infantile quali salute e alimentazione. L’Italia è scesa in 2 anni dal 17° al 21° posto e non è stata capace di segnare nell’ultimo anno progressi significativi.
La distanza abissale che separa le condizioni di donne e madri e dei loro figli tra il primo e l’ultimo paese della classifica ben rappresenta le enormi disparità esistenti tra i paesi più sviluppati del pianeta e quelli più poveri.
Domenica sarà la Festa della mamma. Ma, come scriviamo sul numero di maggio di Combonifem magazine, l’Italia non è un Paese per mamme. Basterebbe soffermarsi sui numeri che riguardano la maternità per capire il perché di quest’affermazione: in Italia lavora solo una donna su due; alla nascita del primo figlio una su tre è costretta ad abbandonare il proprio posto di lavoro.
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In occasione della Festa della mamma, che si celebra il 13 maggio, la Fondazione Ismu di Milano presenta una ricerca sulla maternità delle donne straniere in Italia.
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Comunicato stampa Ismu a cura di Laura Zanfrini, responsabile settore Economia e Lavoro della Fondazione ISMU