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venerdì 21 novembre 2014

"Riscoprire il valore della buona tavola" di Aldo Pintor

Riscoprire il valore della buona tavola 
di Aldo Pintor


Se c’è un qualcosa che in questa triste post modernità abbiamo deprezzato e fatto scadere a un rito veloce è il mangiare. 
Che nostalgia per i tempi in cui sedersi a tavola era condividere la vita. In realtà credo che oggi in pochi siano in grado di cogliere le accuse che venivano rivolte a Gesù “Mangia e beve coi peccatori”. Oggi in epoca di fast food spersonalizzanti si mangia a fianco a chiunque ma all’epoca di Gesù condividere i pasti significava una comunione di vita. Ovviamente i miei rimpianti non riguardano solo la quantità o la qualità dei cibi, ma è mutato profondamente (a mio modesto parere è peggiorato) anche il modo di gustare i cibi. 
Che pena mangiare in piedi da soli e in fretta in posti che offrono appunto di non perdere tempo per il pasto. Oppure anche quando troviamo il tempo di sederci a tavola il cibo esce dal frigorifero e spesso passa per il microonde. 
Nessuno oramai conosce più la lavorazione e provenienza del cibo e purtroppo pochi tra le giovani generazioni hanno presente che preparare un piatto per qualcuno è un atto di benevolenza. Questa tristezza generalizzata passa per progresso, ma sono le brutture del post moderno globalizzato. 
Che passo indietro rispetto a quando i nostri antenati hanno scoperto il cibo cotto e il sedersi a tavola per condividere col pasto pensieri emozioni, volti e parole. Per consolare da questo desolante quadro attuale leggiamo il libro del docente di storia medioevale e dell’alimentazione di Bologna, Massimo Montanari. “I racconti della tavola” ...