Benvenuto a chiunque è alla "ricerca di senso nel quotidiano"



giovedì 27 dicembre 2012

"Un bambino è nato per noi" - Lidia Maggi

"Un bambino è nato per noi" 
Luca 2; Matteo 1
puntata di "Uomini e Profeti" con Lidia Maggi
trasmessa da Radiotre il 23 dicembre 2012


"Un continuo rimando alle parole delle Scritture antiche, Luca e Matteo vogliono indicare che il bambino nato a Betlemme è davvero il figlio di Davide che il popolo di Israele attendeva. Ma la piccolezza, la povertà, l’umiltà fanno di questo bambino il re che nessuno si attendeva. Con la pastora battista Lidia Maggi, esploriamo il Vangelo di Matteo, che inizia con una genealogia che risale da Giuseppe ad Abramo, prosegue con una serie di annunci che avvengono in sogno a Giuseppe, e con la nascita del bambino. Una volta nato il bambino, Luca dispiega invece la grande scena del presepe, con angeli e pastori, lontani tutti dai potenti. " (Uomini e Profeti)

Ascolta o scarica l'audio (MP3):
la puntata del 23 dicembre 2012


Riflessioni davanti al presepe...

In questi giorni, come ogni anno, nelle nostre case stiamo allestendo il presepe. Può essere allora utile per ognuno di noi rispolverarne la storia e il significato.

La grotta, il bue e l’asino, mezzanotte: guai se nel nostro presepe mancassero questi elementi che recano con sé tutta l’atmosfera natalizia e le emozioni bellissime di un’infanzia innocente, forse perduta. Ma se scorriamo le righe del racconto evangelico di Luca, di questo apparato non c’è menzione perché esso è sbocciato liberamente come un fiore della tradizione su un testo che è, invece, molto più sobrio. Ecco, allora, alcune brevi annotazioni attorno alla narrazione lucana. 

Sono le 12 e 12 del 12.12.12: ultima volta in cui - almeno nel XXI secolo - sarà possibile questo giochino del momento perfetto. Perfetto però per mettermi a fare il presepe, ancora una volta (che vorrei non fosse l'ultima). Appoggiando due fogli di compensato sulla cassapanca antica, rivedo con la memoria la colla di Luca Cupiello e mi domando: come si chiama chi fa il presepe? Presepista no, sa di professionista: una cosa che si fa e si disfa una volta all'anno non è un lavoro.Costruttore di presepi neppure, sa tanto di costruttori di cattedrali, e con loro non c'è gara. Eppure anche lui, direbbe Pietro, è una pietra viva che edifica la Chiesa.
Leggi tutto: Pensieri poco santi facendo il Santo Presepe...

... Per i detentori del potere un Dio vicino fa paura ed una pace a portata di mano mette imbarazzo. L'evangelista Matteo narra che alla notizia della nascita del Messia "il re Erode si turbò, e con lui tutta Gerusalemme". Loro, i grandi, amano pregare un Dio lontano e invocare una pace che voli alto. Ma noi sappiamo che, da quando Dio ha posto la sua tenda tra noi, la vera pace cammina con i piedi dei Francesco, non vola sulle ali dei Condor.
Leggi tutto: Togliamo Gesù dal presepe


mercoledì 26 dicembre 2012

NATALE 2012 - Omelia di P.Alberto Neglia (messa del giorno)

NATALE 2012 (messa del giorno) 
Omelia di P.Alberto Neglia 
Fraternità Carmelitana di Pozzo di Pozzo di Gotto

"E' il Natale del Signore Gesù e noi, guardandoci, ci facciamo gli auguri, con sincerità; anche la liturgia attraverso le letture che abbiamo ascoltato, ci fa un augurio, ci propone qualcosa, la prima lettura presa dal libro del profeta Isaia ci dà un annuncio di gioia... c'è qualcuno che ci sta portando la pace quale augurio più bello, di quello di vivere pacificati non dilaniati, in noi stessi, interiormente e poi anche con gli altri...
... dobbiamo mettercela tutta per accogliere davvero questo respiro di Gesù, questa bontà di Gesù, questa presenza di Gesù in noi, e crescere come figli, e, se cresciamo come figli cresceremo anche come fratelli... noi a volte ci domandiamo perché la Storia non cambia? Ci lamentiamo e siamo a volte nauseati da come si comporta chi ha incarichi di gestire il bene comune la politica, e diciamo perché Dio non interviene, non li punisce? Ma il Signore non è il giudice che ci deve punire. Dio è il Padre che ci rende responsabili, che ci fa crescere come figli. E se cresciamo come figli, se questa passione di Gesù cresce nel nostro cuore, nel nostro animo, diventa passione per la vita e costruiremo rapporti tra di noi che non sono di isolamento, ma di fratelli, per cui ci interesseremo davvero l'uno alla vita dell'altro..."  

GUARDA IL VIDEO

Lectio del Vangelo di Natale a cura di fr. Egidio Palumbo

Lectio del Vangelo
a cura di fr. Egidio Palumbo
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)

Natale del Signore - anno C - 25-12-2012


Notte di luce 

1. Per comprendere e vivere la solennità del Natale del Signore al quale ci siamo preparati con il cammino dell’Avvento, è necessario uscire prima da un luogo comune, frutto di un sentimento infantile regressivo, che fa sentire il Natale come il “giorno del compleanno di Gesù”. Sarà questo un sentire positivo – non lo si nega – che comunica emozioni forti e sentimenti di bontà e di pietà, ma è il “nostro” Natale, un Natale “a nostra misura”, un Natale “beautiful”, che però non corrisponde al Natale del Signore. 


2. Ci viene richiesta, allora, una comprensione di fede più matura che ci aiuti a vivere il Natale del Signore come l’attesa del Signore Crocifisso Risorto che viene in mezzo a noi nel segno potente, luminoso – ovvero salvifico – della piccolezza, della povertà e della fragilità. 

È questo il senso del Natale del Signore, narrato dai vangeli di Luca 2,1-20 e Matteo 2,1-12, cantato, pregato e creduto nella Liturgia, mostrato mistagogicamente per la nostra contemplazione nelle icone della chiesa orientale. Il Natale del Signore sintetizza mirabilmente la memoria della sua venuta nella carne, della sua incarnazione nella storia, della sua passione, morte e risurrezione, e della sua Parusia, cioè l’attesa della sua venuta come Crocifisso Risorto. 

È una grande visione di fede che contempla: 
- nel Bambino nato nella carne, il Risorto rinato a vita nuova; 
- nella gloria cantata dagli angeli, la gloria della Risurrezione; 
- nell’Oggi della sua nascita come primogenito, l’Oggi della sua Risurrezione come primogenito risorto dai morti; 
- nelle fasce che lo avvolgono come bambino, le bende che avvolsero il suo corpo morto crocifisso; 
- nella mangiatoia dove viene adagiato, la tomba dove fu deposto e la mensa del pane della sua Parola e del suo Corpo dove viene donato per il nostro nutrimento; 
- nei pastori che vegliano nella notte e che per primi ricevono l’annuncio della Nascita, le donne che alle prime luci dell’alba vegliano nel “luogo del memoriale” e che per primi ricevono l’annuncio della Risurrezione; 
- nel piccolissimo villaggio di Betlemme che accoglie il Bambino con Maria e Giuseppe, la “casa del pane” (questo significa “Betlemme”); 
- nella piccolezza e fragilità del Bambino, lo stile umile, povero e mite del Gesù adulto. 

E così il Natale del Signore è contemplato, narrato e annunciato nella prospettiva della sua Pasqua...

Leggi tutto:  Notte di luce


martedì 25 dicembre 2012

A U G U R I


BAMBINO GESÙ 
Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli! 
Accarezza il malato e l'anziano! 
Spingi gli uomini a deporre le armi e a stringersi in un universale abbraccio di pace! 
Invita i popoli, misericordioso Gesù, ad abbattere i muri creati dalla miseria e dalla disoccupazione, dall'ignoranza e dall'indifferenza, dalla discriminazione e dall'intolleranza. 
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme, che ci salvi liberandoci dal peccato. 
Sei Tu il vero e unico Salvatore, che l'umanità spesso cerca a tentoni. 
Dio della Pace, dono di pace all'intera umanità, vieni a vivere nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia. 
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia! 
Amen.
Giovanni Paolo II


B U O N  N A T A L E !


NOTTE DI NATALE 2012 - Omelia di P. Aurelio Antista


NATALE DEL SIGNORE 
MESSA DELLA NOTTE

25.12.2012

Omelia di P.Aurelio Antista 
Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto 
Barcellona P.G. (ME) 

"Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce" così iniziava il brano del profeta Isaia, che abbiamo ascoltato nella prima lettura, ed è proprio vero l'evento che celebriamo in questa notte santa è un evento di luce, è luce che squarcia le nostre tenebre, vince le nostre paure, illumina di gioia il nostro cammino, dà speranza ai piccoli della Storia .... 
anche il nostro è un tempo buio... ma nella notte buia dei nostri giorni, risuona lo stesso annuncio gioioso oggi, nel nostro oggi, nasce un Salvatore, che è Cristo Signore ..."

GUARDA IL VIDEO

 

Un Bimbo. Il "Dio che rischia non è solo spirito" di Serena Noceti

Un Bimbo. 
Il Dio che rischia non è solo spirito 
di Serena Noceti 

«In principio era il Logos, il Logos era presso Dio e il Logos era Dio... E il Logos divenne carne».
Con la loro incisiva lapidarietà queste parole del Quarto Vangelo, che vengono proclamate nelle chiese ogni anno nella liturgia del Natale, consegnano a una prospettiva essenziale, davanti al profluvio di parole sulla solidarietà, la condivisione, la bontà con cui si offre la reinterpretazione del Natale in una società ormai secolarizzata e post-cristiana, ma sempre segnata nei tempi del vivere collettivo dalla sua tradizionale storia cattolica.
Sono parole che sintetizzano la coscienza di fede cristiana sulla ineliminabile relazione di Dio con il mondo, sulla sua compromissione radicale con la storia dell’umanità, e insieme vogliono esprimere una parola significativa sull’umano, a partire dalla concreta vicenda di Gesù di Nazareth.
Le parole del Vangelo di Giovanni sono parole che possono raggiungere nella loro paradossalità anche gli uomini e le donne - credenti e non - abitatori di questa tarda modernità, perché parlano di «divenire» e di «carne», di un definitivo (che non è l’assoluto) nel frammento di un'esistenza singolare e limitata; perché hanno la capacità di interpellarci attraverso il tempo a riconsiderare in modo nuovo la nostra stessa storicità, dischiudendone orizzonti di senso e di resistente speranza.
Quando la Bibbia ricorre al termine «carne», infatti, esprime l’essere umano integrale visto nella sua fragilità, nella debolezza, nella mortalità, nello stare in una rete di relazioni che qualificano l’identità singolare e nell’essere determinato e «de-finito» dallo spazio e dal tempo...


Leggi tutto: Dio che rischia non è solo spirito di Serena Noceti 


lunedì 24 dicembre 2012

"La ricerca di un Natale diverso, ricco di pace e speranza" di Bruno Forte

In questa vigilia di Natale vorrei fermarmi su una figura chiave della scena della natività: la Madre. Chi è Maria nel suo profilo di donna, di credente, di testimone del Messia? Come ha vissuto il suo rapporto con Dio e le sue relazioni umane? 
Proverò a rispondere a queste domande secondo quanto la discrezione dei Vangeli consente di farlo, convinto che la conoscenza di Maria può aiutare credenti e non credenti a vivere non banalmente questi giorni speciali. 

Omelia di P. Alberto Neglia

Omelia di P. Alberto Neglia
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)
IV domenica di Avvento / C 23.12.2012

Ormai siamo molto vicini al Natale di Gesù... la liturgia di questa IV domenica di Avvento ci aiuta a comprendere il senso del Natale, che cosa significa fare Natale per noi, non è solo ricordare che è nato Gesù nella grotta di Betlemme tanti anni fa... fare Natale, ci dice la liturgia attraverso i testi che abbiamo ascoltato, è consentire ancora al Verbo di Dio, alla bontà di Dio di farsi carne nella nostra vita, siamo noi che dobbiamo ospitare, accogliere nella nostra vita ancora una volta lo Spirito di Dio che bussa e che ci chiede di essere ospitato, accolto in modo che in ognuno di noi possa nascere e crescere il Figlio di Dio. Questa è la nostra vocazione di essere figli di Dio...

Per ascoltare l'omelia clicca qui


"La gioia del Natale" di Nella Barbera





"La gioia del Natale"
di Nella Barbera


I giorni dell'Avvento ci introducono al mistero dell'incarnazione del nostro Salvatore. Nelle nostre vite, agitate da continue occupazioni e preoccupazioni quotidiane, irrompe un evento eccezionale che ferma lo scorrere del tempo.
Gesù, il figlio di Dio facendosi uomo entra nella storia degli uomini e nella vita di ciascuno di noi, innalzandola a nuova dignità e affrancandola dal peccato.
Il Natale, come tutto ciò che proviene da Dio, va contro ogni regola e sconvolge ogni convenzione. La nascita di Cristo non appare, all'inizio, come un momento di gioia, ma di dolore perché il Figlio di Dio nasce povero tra i poveri, in una misera mangiatoia ed al freddo, con la prospettiva di un destino segnato non dalla gloria e dalla felicità, ma dalla morte in croce.
Tuttavia, ed è questa la grandezza del messaggio che rispende dall'umile grotta di Betlemme, tanto dolore genererà la salvezza dell'umanità, la vittoria del bene sul male, dell'amore sull'odio, della vita sulla morte.
Come i pastori di Betlemme possiamo solo sentirci smarriti ma ricolmi di gioia davanti a tanto amore.

Mi auguro che il gioioso annuncio del Natale del Signore raggiunga tutti, anche chi non crede di aver bisogno della lieta novella, e apra all'amore anche i cuori più duri.
Luminoso Natale di Grazia a tutti.


UN NATALE ‘ARMATO’ di Alex Zanotelli

UN NATALE ‘ARMATO’
di Alex Zanotelli

Il 10 dicembre eravamo a Roma davanti al Parlamento per protestare contro la Riforma delle Forze Armate voluta dal Ministro della Difesa, l’ammiraglio Di Paola. I rappresentanti dei movimenti per la pace erano stretti attorno a una gigantesca bandiera della pace che occupava la larghezza dell’anti-piazza davanti al Parlamento. Eravamo lì per chiedere ai Parlamentari di non votare la Riforma delle Forze Armate. Tutto inutile! Quel pomeriggio il Parlamento ha definitivamente approvato il disegno di legge delega. La Destra ha votato compatta a favore, nonostante avesse appena sfiduciato il governo. Il PD, nonostante alcune voci contrarie, ha pure votato a favore. Unico partito contrario: IDV. Un amaro regalo di Natale questo che il governo Monti ci lascia prima di dimettersi. Un regalo alla casta dei militari, alla lobby dei mercanti di morte. La riforma infatti ci costerà nei prossimi dieci anni, l’astronomica cifra di 230 miliardi di euro!...
... Mi amareggia il silenzio della Conferenza Episcopale Italiana. Altro che ‘pace in terra agli uomini di buona volontà’ che è il cuore del messaggio natalizio.
Il nostro paese sceglie ancora una volta la via della morte invece della vita.
E’ un Natale amaro, un Natale ‘armato’.
Leggi tutto: UN NATALE ‘ARMATO’ di Alex Zanotelli

Vedi anche i nostri precedenti post:


domenica 23 dicembre 2012

Preghiera dei Fedeli - Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME) - IV domenica di Avvento - anno C

Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)






Preghiera dei Fedeli
IV domenica di Avvento anno C
23 dicembre 2012



"Che cosa significa mangiare insieme" di Enzo Bianchi

In tutte le culture la festa è l’occasione per “vivere insieme” un evento, una memoria,un’appartenenza, una speranza condivisa ma nelle culture ispirate dal cristianesimo la festa del Natale è sentita anche da parte di chi non professa la fede nella nascita a Betlemme di Gesù di Nazaret, il Dio fatto uomo. Per cristiani e non cristiani queste feste natalizie accolgono il senso che viene loro dato, ma soprattutto offrono l’occasione a quanti si sentono legati da sentimenti affettivi di “stare insieme”.
Natale rimane così nel sentimento di moltissimi uomini e donne dell’occidente la festa in cui si celebra l’amore. Certo, non sempre e non nello stesso modo, perché gli eventi della vita possono oscurare la festa o impedire di assaporarla in modo pieno, ma non appena la data si avvicina, nel cuore si fa strada la domanda: “Con chi vivrò quei giorni? con chi condividerò il pranzo di festa? con quali piatti allieterò la tavola?”.
Sappiamo fin troppo bene che le feste natalizie oggi, segnate dalle esigenze del consumismo che si fanno sentire già a novembre, sono percepite come occasioni per scambiarsi doni in una società opulenta e, seppure in crisi, incapace di sobrietà e portano con sé abitudini che fanno ripetere gesti e parole magari svuotati di passione. Eppure dobbiamo riconoscere che restano un’occasione per “vivere insieme” qualcosa: davvero la ragione profonda permane non sconfitta in queste feste è lo “stare insieme”. Gli esseri umani sentono questo bisogno nonostante lo sfilacciamento della vita sociale, l’individualismo dominante che ammorba l’esistenza, la diffidenza e la paura dell’altro che ormai minaccia anche la vita familiare. Trovarsi insieme, aprire almeno per un giorno la casa ad altri che abitualmente non vivono con noi ma che noi amiamo, cercare di contraddire la solitudine, l’isolamento cui sovente sembriamo condannati dalla vita di oggi e dalle architetture che abitiamo: questo può essere il Natale.

Leggi tutto: "Che cosa significa mangiare insieme" di Enzo Bianchi


Lectio del Vangelo della domenica a cura di fr. Egidio Palumbo

Lectio del Vangelo della domenica
a cura di fr. Egidio Palumbo
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)

IV DOMENICA di AVVENTO - anno C - 23-12-2012


«Caro cardo salutis» 


1. Ci avviciniamo al Natale, e già ne sentiamo l’eco nelle pagine bibliche di questa domenica: la nascita del Messia dal grembo di una donna. 

Due madri in gravidanza si incontrano: Maria ed Elisabetta (Lc 1,39-45). Due madri che vivono in simbiosi con il bambino che portano nel grembo. Nel loro incontro, infatti, e nel loro abbraccio si rivela la visita e la presenza del Messia Gesù che, dal grembo di Maria, comunica la Pace ad Elisabetta e a tutta la sua casa, e dal grembo di Elisabetta subito la risposta esultante e danzante del profeta Giovanni Battista al quale si associa la benedizione di Elisabetta per la Madre del Signore e per il Figlio nel grembo e il riconoscimento della beatitudine di Maria a motivo del suo affidarsi all’adempimento della Parola di Dio. 


2. L’incontro delle due madri in gravidanza attira l’attenzione su un tema dominante nelle pagine bibliche di questa domenica: il corpo. Il profeta Michea annunzia che da Betlemme, la più piccola delle città di Giuda, uscirà il Re e Pastore d’Israele, e questo avverrà per mezzo del corpo di una donna partoriente (prima lettura: Mi 5,1-4a). L’autore della Lettera agli Ebrei, ponendo il Sal 40 sulle labbra di Gesù, fa dire a Gesù al Padre mentre “entra nel mondo”: «un corpo mi hai preparato», un corpo per compiere la volontà del Padre, un corpo per offrire la sua esistenza in obbedienza al Padre e per amore dei falliti della storia (seconda lettura: Eb 10,5-10). Il vangelo mette in risalto il corpo delle due madri, ognuna a suo modo portatrice di un dono, ma è del corpo di Maria la vocazione e la missione di portare e comunicare la visita del Signore nella casa di Zaccaria, nella casa degli uomini (Lc 1,39-45). 


3. Dire “corpo” significa dire la persona...

Leggi tutto:  «Caro cardo salutis»