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mercoledì 16 settembre 2026

Ricordando don Roberto Malgesini sei anni dopo: «La santità è compiere straordinariamente bene l’ordinario»

Ricordando don Roberto Malgesini sei anni dopo
«La santità è vivere straordinariamente bene l’ordinario.» 
 

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«La santità è vivere straordinariamente bene l’ordinario.» 

È questa la frase che accompagna la prima puntata di “Ho visto dei fratelli”, la nuova rubrica del podcast della Diocesi di Como dedicata a don Roberto Malgesini. A inaugurare questo percorso è il Vescovo Oscar Cantoni, che racconta don Roberto attraverso la sua vita quotidiana, fatta di gesti semplici, incontri, attenzione e prossimità. Una santità vissuta nelle cose di ogni giorno, nel prendersi cura delle persone e nel riconoscere in ciascuno un fratello. Un viaggio attraverso le testimonianze di chi ha conosciuto don Roberto e ha condiviso con lui un tratto di strada, per continuare a scoprire la sua vita e il segno che ha lasciato nella nostra Chiesa.

“Ho visto dei fratelli” 
📅 Ogni 15 del mese 
⏰ Alle 7.30 

Il 15, giorno in cui don Roberto è morto, diventa così un appuntamento per fermarsi, ascoltare e fare memoria. Perché ricordare don Roberto significa anche lasciarsi provocare dalla sua vita e chiederci come, nelle nostre giornate ordinarie, possiamo vivere qualcosa di straordinario.

Guarda il podcast

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«La santità è compiere straordinariamente bene l’ordinario», don Malgesini sei anni dopo

Nel primo episodio del podcast della Diocesi di Como, il cardinale Cantoni ricorda il sacerdote valtellinese: «Un uomo sereno e un prete semplice, capace di chinarsi sui poveri con amore e rispetto».

«Di don Roberto esiste una foto molto bella, che diventa l’icona della sua personalità: lo si vede alle prese con un bambino a cui fa succhiare il latte nel biberon. Quando guardo questo scatto penso sia la migliore raffigurazione della tenerezza di Dio che un uomo può descrivere attraverso la sua umanità».

In poche parole, il cardinale Oscar Cantoni ha riassunto al meglio i tratti più significativi della vita di don Roberto Malgesini, ucciso sei anni fa esatti come ieri. Nel giorno dell’anniversario, la Diocesi di Como ha pubblicato online la prima puntata di “Ho visto dei fratelli”, un podcast dedicato alla figura del sacerdote valtellinese con i ricordi di chi lo ha conosciuto e ha condiviso con lui un tratto di strada.

E non poteva che essere il vescovo Cantoni il primo testimone della vita e delle opere di don Malgesini: legato a lui da una sincera amicizia fin dai tempi del Seminario, nei primi anni di ministero episcopale nella Chiesa lariana lo ha sempre sostenuto e incoraggiato nella sua missione.

Una missione, appunto. Ma non definitela “straordinaria”: no, tutt’altro, visto che «la santità è compiere straordinariamente bene l’ordinario». Ne è convinto il cardinale, pensando anche all’avvio dell’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione del Servo di Dio.

«Don Roberto ha vissuto una vita del tutto normale, tranquilla, molto simile alla nostra. Ha semplicemente cercato di valorizzare bene l’ordinario, cioè compiere scelte di bene secondo le occasioni che gli si sono presentate, rispondendo con amore a tutto ciò che gli capitava, con tutte le persone che ha aiutato e confortato».

In merito alla causa di beatificazione, aperta solennemente il 6 giugno a Como, nella prima puntata del podcast Cantoni spiega che «si tratta di un momento di grazia molto forte. Ci stiamo rendendo conto che lo Spirito Santo è vivo e opera nella Chiesa di oggi, in mezzo a noi, con delle persone che credono alla sua azione e collaborano con lui per rendere più bello e più vivibile, ma soprattutto conforme al disegno di Dio, il nostro mondo».

La santità, ovvero «la meta comune di tutti i cristiani», dunque «non è un ideale astratto e irraggiungibile, ma una realtà anche per noi». Dunque, «se don Roberto con il suo stile di vita diventa un modello significativo per noi, allora viene spontanea una domanda: se per lui è possibile diventare santo, perché non posso diventarlo anche io?», si è chiesto il vescovo.

Di don Malgesini «si parla ovunque, oltre i nostri territori, in Italia e all’estero. È piaciuta la sua figura di uomo sereno e prete semplice. Non si dava importanza, né tantomeno si credeva un eroe. Soprattutto ha colpito la sua mitezza verso tutti, anche verso coloro che lo hanno osteggiato e certamente non lo hanno capito. Sorrideva di fronte a certi giudizi duri e non rispondeva al male con il male, ma continuava per la sua strada», il ricordo del cardinale.

«Ha cercato di tradurre il Vangelo soprattutto quando ha imparato a riconoscere nei bisognosi la carne stessa di Gesù. È stato colpito dall’azione di Cristo che riconosce l’azione compiuta verso il povero come fatta a lui. Solo per amore di Gesù si è chinato sui poveri con grande riverenza e rispetto», sempre con «un cuore ospitale» e «mai giudicante».

Il cammino verso la beatificazione è lungo, senza dubbio. Ma i germi di santità, per l’appunto, sono molto evidenti: lo erano già in vita, lo sono ancora adesso. «Don Roberto oggi ci chiede una cosa sola: diventare veri amici di Gesù. Questo è il segreto di don Roberto: chi segue la Parola del Signore e coltiva ogni giorno nella preghiera il proprio rapporto con Dio, si innamora di lui e, con l’aiuto dello Spirito Santo, diventa come lui, mite e umile di cuore, capace di fare della propria vita un dono per tutti i fratelli».
(fonte: La Provincia unica, articolo di Filippo Tommaso Ceriani 15/09/2026)

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Numerosi sono i post che abbiamo dedicato a don Roberto Malgesini, ne segnaliamo solo alcuni per chi volesse saperne di più su di lui: