Vito Mancuso
ANDARE OLTRE
Io credo alla vita al di là della morte, credo all’immortalità dell’anima: ho delle esperienze — come, penso, tutti i credenti — che mi hanno portato a sentire che la vita ha una domanda dentro, ha un’esigenza, una spinta che chiama alla prosecuzione. Un andare oltre della mente, del cuore, dell’interiorità. Bergson lo ha chiamato élan vital, lo «slancio vitale» che secondo lui è all’origine dell’evoluzione e fa tendere ogni specie vivente verso una diversificazione e prosecuzione infinita. L’idea che la nostra interiorità non abbia un prosieguo mi pare contraria alla legge evolutiva come finora si è sviluppata.
Come sarà questo oltre a cui tendiamo, questa dimensione che attende lo spirito? Se sarà slegato da tutto ciò che è mortale, temporaneo e spazialmente connotato, potremo allora immaginarlo come un’illimitata energia di pura intelligenza, senza alcuna traduzione nella massa corporea; così come gli atomi della luce, i fotoni, sono energia senza massa.
La luce non è materiale, eppure c’è. Infatti di Dio si dice appunto che non è corporeo, eppure esiste: si dice che Dio è luce, luce intelligente.
Il Nuovo Testamento ci dice che la luce che è Dio ancora «splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» (Giovanni 1,4-5) e poi aggiunge che Dio stesso "è luce" (Giovanni 1,5).
Dunque io credo che nell’aldilà avrò un corpo di luce, di spirito.
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(fonte: Bacheca FB dell'autore 02/09/2026)