Benvenuto a chiunque è alla "ricerca di senso nel quotidiano"



domenica 6 settembre 2026

"Un cuore che ascolta - lev shomea" n° 44 - 2025/2026 - XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno A

"Un cuore che ascolta - lev shomea"

"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - anno A

Vangelo:

La correzione fraterna rappresenta la più alta espressione della Misericordia del Padre che si fa carne nella vita personale e comunitaria dei discepoli di Gesù. Non si tratta di un giudizio di condanna, ma di un segno di un amore grande che desidera guadagnare il fratello alla salvezza osando ogni possibile via, perché egli possa rendersi conto del suo errore e ravvedersi, ristabilendo la fraternità ferita dal suo peccato. Correggere vuol dire amare il fratello, fare Verità nella sua vita nella più grande Carità, vuol dire insistere senza stancarsi mai «in modo opportuno e non opportuno» (2Tm 4,2), anche quando il fratello «fa finta di non sentire» (Mt 18,17) e la sua vita somiglia più a quella di un pagano. Trattare qualcuno come fosse un pagano e un peccatore non significa escluderlo dalla vita. Egli è, invece, da amare ancor più perché possa essere riguadagnato alla vita, inserendolo nel cuore stesso dell'evangelizzazione. La Chiesa tutta, non solo Pietro, sa di avere ricevuto la stessa responsabilità del Maestro (Mt 16,19), quella cioè di condurre tutti alla salvezza, comportandosi allo stesso modo di Gesù, perdonando e amando come lei stessa è amata e perdonata: sempre e comunque.