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venerdì 11 settembre 2026

Andrea Monda: 11 settembre La ferita il dolore la memoria

 Andrea Monda

11 settembre
La ferita il dolore la memoria


Alcune date si ricordano. Anche a distanza nel tempo. Anche 25 anni dopo. Sono date dove ognuno sa dove si trovava in quel giorno. Undici settembre. Non c’è bisogno di aggiungere nient’altro, neanche l’anno. Queste due parole sintetizzano tutto quello che c’è da dire. Abbiamo bisogno di queste “sintesi” che sono le date. Sintesi estreme. Perché la storia degli uomini ogni tanto si avvicina così alle sue “estremità” che emerge, scoppia, s’impone, segna con una grande linea rossa e diventa uno spartiacque.

L’undici settembre “scoppiato” all’alba del terzo millennio è già uno spartiacque di questo secolo. Ventidue anni dopo, il 7 ottobre del 2023, un’altra svolta, un’altra “rapida” del fiume della storia, lo stesso fiume che passa da quello spartiacque dell’attentato delle Torri Gemelle. La schiena della storia non è mai dritta, compie delle torsioni e vengono come espulse delle ernie. E il dolore si fa acuto e la memoria si attiva e resta viva. E così ricordiamo e speriamo, ricordando, di evitare l’errore compiuto.

Abbiamo bisogno di ricordare e quindi di raccontare. Il male infatti, come intuisce Paul Ricoeur, non si può spiegare, è l’assenza di spiegazione — come spiegare l’11 settembre?non si può spiegare, ma si può raccontare. Si può e si deve raccontare.

Nei libri di storia campeggiano le grandi date, i grandi personaggi della storia. Per lo più di date di grande tragedie e personaggi che spesso si sono macchiati di grandi crimini. Il male, l’orrore raccontato. O è solo retorica? Queste date, questi nomi, in altre parole segnano veramente la corrente del fiume della storia? La determinano? O sono solo la schiuma, la cresta delle onde in superficie?

Edith Stein nel cuore del momento più buio del XX secolo intuisce che: «Nella notte più oscura sorgono i più grandi profeti e i santi. Tuttavia, la corrente vivificante della vita mistica rimane invisibile. Sicuramente gli avvenimenti decisivi della storia del mondo sono stati essenzialmente influenzati da anime sulle quali nulla viene detto nei libri di storia. E quali siano le anime che dobbiamo ringraziare per gli avvenimenti decisivi della nostra vita personale, è qualcosa che sapremo soltanto nel giorno in cui tutto ciò che è nascosto sarà svelato».

L’intuizione di Edith Stein nasce dalla sua ispirazione religiosa, che affonda le sue radici nell’evento che rappresenta il più grande spartiacque della storia. La morte, alle 3 di un pomeriggio di aprile, alle porte di Gerusalemme, di Gesù di Nazaret. Quel Gesù che dopo due millenni, ancora oggi ci ricorda che la storia passa attraverso il gesto decisivo di chiunque «avrà dato da bere anche solo un bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli» (Mt 10,42).
(fonte:: L'Osservatore Romano 11/09/2026)