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martedì 16 luglio 2024

16 luglio: Commemorazione solenne della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (o Madonna del Carmine) - Origine e storia - Il significato dello scapolare - "In Maria un'alba di speranza: in Maria il nostro modo di pregare"

16 luglio: Commemorazione solenne della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (o Madonna del Carmine)
 
Solennità per la Famiglia Carmelitana

LETTURE: 1 Re 18, 42-45; Sal 15; Gal4, 4-7; Vangelo Gv 19, 25-27


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Origine e storia di una delle forme più diffuse di devozione mariana 

Il 16 luglio ricorre la festività della Madonna del Carmine, una delle forme più diffuse di devozione mariana. Il titolo “Santa Maria del Carmelo” fa riferimento al Monte Carmelo, in Palestina, che la tradizione lega spiritualmente al profeta Elia e dove ha avuto origine l’Ordine dei Carmelitani. “Karmel” significa giardino; nelle Sacre Scritture viene infatti ricordato spesso per la sua vegetazione, simbolo di fertilità e bellezza. 

Nella seconda metà del XII secolo alcuni pellegrini provenienti dall’Europa vi si stabilirono e, animati dalla memoria di Elia, iniziarono a condurre vita eremitica. Tra il 1206 e il 1214 gli eremiti chiesero ad Alberto Avogadro, patriarca di Gerusalemme, la vitae formula, cioè una Regola di vita. Una volta tornati in Europa, su loro richiesta, questa venne confermata nel 1247 da Papa Innocenzo IV e divenne a tutti gli effetti la Regola di un Ordine Mendicante fondato in onore della Vergine, di cui i religiosi si professano devoti. Il fine del gruppo costituitosi in Terra Santa è la perfezione evangelica in una solitudine contemplativa, incentrata sulla preghiera continua e sull’ascolto della Parola, a imitazione della vita della Madonna, colei che “tutto serbava nel cuore”. Il nome “Santa Maria del monte Carmelo” è semplicemente un’indicazione del luogo storico-geografico dove sono sorti i primi frati, che non aggiunsero alla devozione nessuna novità di culto o immagine speciale, ma si richiamavano alla Maria di Nazareth narrata nel Vangelo. 

Secondo la tradizione il 16 luglio del 1251 la Vergine apparve a San Simone Stock, Priore generale dell’Ordine dei Carmelitani ad Aylesford, in Inghilterra, che da tempo Le chiedeva un privilegio per il suo ordine, attraversato da una crisi dovuta al passaggio di molti monaci ad altri ordini mendicanti. Nella visione la Madonna era circondata da angeli e teneva in mano uno Scapolare, che consegnò al santo dicendogli che era un segno per lui e un privilegio per tutti i carmelitani: chi fosse morto in quell’abito sarebbe stato salvo. Chi decide di indossare lo Scapolare manifesta, quindi, la propria consacrazione volontaria a Maria, che si impegna a soccorrere il devoto in ogni necessità, nella vita e in particolare nell’ora della morte. C’è, poi, un’altra promessa, legata alla cosiddetta “Bolla Sabbatina”. Nel 1322 Giovanni XXII riferì una sua visione della Vergine, che avrebbe garantito la liberazione dal Purgatorio il primo sabato dopo la morte per i carmelitani e per i “confratelli” dell’ordine che avessero osservato castità, fatto preghiere e indossato lo scapolare, o “abitino”. Entrambe le promesse contribuirono alla diffusione della devozione alla Madonna del Carmelo, tanto che nel ’600 l’identificazione della Madonna del Carmine con la Madonna dello Scapolare poteva dirsi conclusa. 

Nel corso dei secoli XV-XVII si sono sviluppati anche il ramo femminile delle suore di vita claustrale, il terz’ordine e la confraternita dello scapolare. 

Nel 1593 si separò dal ramo originario l’Ordine dei Carmelitani Scalzi, cioè coloro che seguivano la riforma iniziata da S. Teresa di Gesù e S. Giovanni della Croce. Tra le altre figure sante dell’ordine, si ricordano S. Maria Maddalena de’ Pazzi, S. Teresa di Gesù Bambino e i martiri del nazismo: S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e il beato Tito Brandsma, morti nel 1942 rispettivamente ad Auschwitz e Dachau.
(fonte: ZENIT  16/07/2013)

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Il significato dello scapolare della Madonna del Carmine

Lo Scapolare (o Abitino) della Madonna del Carmine è, secondo la tradizione spirituale carmelitana, l'“abito di Maria”, “abito” nel senso latino di “habitus”, cioè modo di essere, stile di vita.
Ricevere e indossare lo Scapolare del Carmine significa accogliereMaria come modello di vita cristiana, seguendo il primato della sequela di Cristo e del suo vangelo, e ispirandosi al carisma e alla spiritualità del Carmelo. Questo richiede ad ognuno – a seconda della vocazione ricevuta – di compiere una scelta esistenziale, vale a dire accogliere Maria come sorella nella fede e discepola del Signore:
  • nell'ascolto orante della Parola di Dio;
  • nella preghiera;
  • nell’attitudine contemplativa, imparando a discernere nelle pieghe complicate e complesse della vita e della storia i segni della presenza operante di Dio;
  • nel costruire ovunque relazioni di fraternità e sororità, di pace e di giustizia, di custodia e cura del creato;
  • nell'annunzio e testimonianza del vangelo;
  • nel servizio solidale e liberante verso i poveri, gli impoveriti, i senza voce e gli “scarti” di umanità del nostro tempo;
  • nell'impegno a promuovere la vera dignità della donna e dell'uomo maschio, affinché siano liberati da ogni forma di patriarcato/matriarcato e in particolare da ogni forma di maschilismo tossico, per ricostruire una relazione uomo-donna più autentica, più umana e più conforme al Vangelo.
Questo, e altro ancora, significa ricevere e indossare lo Scapolare del Carmine, tenendo conto della situazione esistenziale e storica in cui oggi viviamo.
Un’autorevole conferma ci viene dal vangelo che si proclama nella Solennità del 16 luglio della Commemorazione della B. V. Maria del Monte Carmelo. Si tratta della pagina di Giovanni 19,25-27:

«Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé».

Alla luce della pagina evangelica di Giovanni, l’atto di ricevere lo Scapolare del Carmine rievoca e attualizza il gesto della consegna – da parte di Gesù – della Donna-Madre al figlio-discepolo amato e dell'invito rivolto al figlio-discepolo amato ad accogliere la Madre come un dono prezioso per crescere come discepolo del Signore.
Il figlio-discepolo amato rappresenta tutti noi cristiani. Per vivere meglio e con maggior impegno la sequela di Cristo e del suo Vangelo, noi cristiani siamo esortati ad accogliere Maria nel cammino di fede della nostra vita come un dono gratuito, prezioso e splendente della Bellezza di Dio. «Madre e Decoro del Carmelo»: così, noi carmelitani, invochiamo Colei che ci è Madre, Sorella e Discepola nella fede.

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"In Maria un'alba di speranza:
in Maria il nostro modo di pregare"

Lettera congiunta OCARM-OCD per l'Anno di Preghiera e la Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, 16 luglio 2024


Una lettera congiunta dei due superiori generali, Míċeál O'Neill, O. Carm., e Miguel Márquez Calle, OCD, viene rilasciata in occasione della solennità di Nostra Signora del Monte Carmelo del 2024, che coincide con l'Anno di preghiera indetto da Papa Francesco per segnare un tempo di preparazione all'Anno giubilare del 2025. Intitolata "In Maria un'alba di speranza: in Maria il nostro cammino di preghiera", la lettera cerca di "ricordare e rivivere le grandi tradizioni del Carmelo in relazione alla preghiera e alla Madonna del Monte Carmelo". Ma l'attenzione si concentra sul "frutto della nostra esperienza personale del carisma carmelitano", e non come un trattato teologico.

La lettera, di circa 3.500 parole, ripercorre i vari aspetti della spiritualità di Maria presenti nelle sue apparizioni nei Vangeli e nella tradizione carmelitana. Si conclude con le possibilità che la "sinfonia della preghiera" di Papa Francesco diventi realtà, riconoscendo la dignità della persona che prega e rinnovando la nostra preghiera di carmelitani. Mettere la preghiera al centro della nostra vita e la nostra volontà e il nostro desiderio di pregare, scrivono i due relatori, rinnoverà la preghiera.

I PP Míċeál e Miguel concludono estendendo la loro preghiera e i loro auguri a tutta la Famiglia carmelitana nel mondo.