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mercoledì 5 dicembre 2012

Enzo Bianchi "Il Concilio e il nostro tempo" - video

Incontro pubblico con Enzo Bianchi che si misura con la lettera C di Chiesa, Concilio e Comunità.

Giovedì 22 novembre 2012 
Basilica Santa Maria Gloriosa dei Frari 
ENZO BIANCHI Il Concilio e il nostro tempo 



5 Dicembre Giornata Mondiale del Volontariato


Giornata Mondiale del Volontariato

Oltre un milione di volontari si spendono, ogni settimana, per far fronte ai disagi e alle nuove povertà. In un Paese dove la forbice tra ricchi e poveri è sempre più larga.

Il 5 dicembre il mondo celebra la Giornata internazionale del volontariato dell’Onu. Quest’anno, però, c’è poco da festeggiare. Il 2012, infatti, ha dispensato molte delusioni. In Italia, almeno...
Leggi tutto: Ma il buon samaritano ha ancora seguaci

I volontari, riuniti nella VI Conferenza Nazionale del Volontariato dell’Aquila, rivolgono il seguente appello ai cittadini e a tutte le componenti sociali, istituzionali, politiche, produttive ed economiche del Paese.
Anche se questa crisi sta colpendo duramente tutti, e soprattutto i più deboli, noi crediamo che sia un’occasione per ripensare a fondo la nostra società e il nostro modello di sviluppo e per delineare un futuro più sostenibile e giusto.
Occorre però affrontarla con un grande sforzo culturale, per individuare le strade del cambiamento, con disponibilità e capacità di innovazione, perché non è una crisi solo economica e finanziaria, ma anche sociale, politica, culturale e spirituale. In questo sforzo culturale vogliamo coinvolgere i cittadini, la politica, le Istituzioni.
Noi, che già siamo presenti in tutte le situazioni più difficili e ovunque ci sia da difendere il bene comune, ci impegniamo ad esserlo ancora di più, con la gratuità, la solidarietà e la responsabilità che ci contraddistinguono.
Ci impegniamo a...
Chiediamo...
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Oggi, 5 dicembre, è la giornata internazionale del volontariato. In Italia la partecipazione ad attività di volontariato è in crescita. Secondo i dati Istat, in poco meno di 20 anni la percentuale di persone che si dedicano al volontariato è passata dal 6,9% al 10%. Nel 2011, secondo le stime dell’Istituto di statistica, sono più di 5 milioni gli italiani che hanno svolto una qualche attività gratuita presso un’associazione di volontariato. Inoltre, secondo una ricerca pubblicata nel 2011 (“La valorizzazione economica del lavoro volontario nel settore non profit” di Istat e Cnel) il valore economico delle attività volontarie in Italia è pari a quasi a 8 miliardi di euro...


“Non sono numeri” Presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2012 22° Rapporto Caritas e Migrantes di mons. Bruno Forte


“Non sono numeri”
Presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2012
22° Rapporto Caritas e Migrantes
di
+ Bruno Forte
Arcivescovo di Chieti-Vasto

Vorrei rispondere con semplicità ad alcune domande che tanti si fanno davanti al fenomeno dell’immigrazione, così seriamente documentato dal Rapporto Caritas e Migrantes 2012.
La prima è questa: il nostro Paese può chiudere le porte all’immigrazione? La risposta mi pare evidente: l’Italia è la nazione che per forza di cose, dal punto di vista geografico, non può né potrà sottrarsi al fenomeno dell’immigrazione. Naturalmente, in quanto il nostro Paese è parte della cosiddetta “casa comune europea”, il quadro complessivo del fenomeno migratorio rimanda necessariamente all’Europa, che non può affatto restare immobile, come fosse una passiva spettatrice di fronte al problema, che condensa spesso in sé tanto dolore e disperazione.
La seconda domanda è conseguenza di quanto appena detto: che cosa sta accadendo a Bruxelles riguardo alla sfida immigrazione?...


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martedì 4 dicembre 2012

"La brace sotto la cenere" di Vito Mancuso


La brace sotto la cenere 
di
Vito Mancuso

Padre Karl Rahner usava volentieri l’immagine della brace che si nasconde sotto la cenere. Io vedo nella Chiesa di oggi così tanta cenere sopra la brace che spesso mi assale un senso di impotenza. Come si può liberare la brace dalla cenere in modo da far rinvigorire la fiamma dell’amore? Per prima cosa dobbiamo ricercare questa brace”. 
Questa immagine della brace usata da Carlo Maria Martini nella celeberrima ultima intervista pubblicata da Il Corriere della Sera il 1° settembre scorso, evoca la vita spirituale. Se la brace è indice del fuoco ma è sommersa da tanta cenere – istituzionale, ecclesiale, politica, economica –, come faccio giorno dopo giorno, nel grigiore della quotidianità, ad alimentare la speranza, a non far spegnere dentro di me la fiamma della vita spirituale?

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OREUNDICI - IL QUADERNO DI DICEMBRE 2012: LA BRACE SOTTO LA CENERE - "IL CRISTIANESIMO E' SEMPLICE l'uomo veramente vivente è la gloria di Dio" di Arturo Paoli e L'EDITORIALE di Mario De Maio


IL QUADERNO DI DICEMBRE 2012 
LA BRACE SOTTO LA CENERE


L'EDITORIALE 
di Mario De Maio

Il sorriso segreto dell'essere è il titolo suggestivo di un libro scritto da Mauro Bergonzi (Oscar Mondadori) che potrebbe riassume i contenuti di questo quaderno, nel quale riportiamo la maggior parte dei temi del nostro ultimo convegno, svoltosi a Roma nei primi giorni di novembre. Abbiamo parlato del “fuoco”, che è la ricchezza della vita che porta in sé ogni essere umano, e della tanta “cenere” che lo copre e lo mortifica. Ci siamo chiesti come cogliere "il segreto sorriso" della vita, che con la sua vibrante presenza tenta di esprimersi in noi e in ogni essere vivente. È suggestiva l'ipotesi di una spiritualità basata sul "levare", levare la tanta cenere che copre il meraviglioso fuoco che ci è stato consegnato venendo all'esistenza. Diversamente dalle tante spiritualità religiose e laiche quasi sempre orientate a "mettere" obblighi e a insegnare tecniche, “levare” le tante inutili costruzioni, nate per difenderci, permette di scoprire le innumerevoli sfumature del vivere che ogni giorno ci sono donate. Levare tutto ciò che impedisce di godere del semplicemente vivere e vivere con semplicità.

Il sorriso del "bambinello", nel Natale ormai prossimo (con o senza il bue e l'asinello!), auguro possa segnare per ognuno e per tutti l'inizio della consapevolezza di una umanità inedita da far nascere in ogni cuore. Buon Natale!


IL CRISTIANESIMO E' SEMPLICE 
l'uomo veramente vivente è la gloria di Dio
di Arturo Paoli

Proseguiamo la pubblicazione di alcune delle omelie predicate la domenica da fratel Arturo nella comunità di San Martino in Vignale a Lucca.

Marco 10,46-52 (domenica 28 ottobre) 
... A volte sentiamo la stanchezza, il pessimismo pensando che Gesù dopo tanti secoli non sia intervenuto nella nostra storia. Non ci ha mandati a chiamare. Non ci ha guariti, non ci ha salvati. La vera domanda che dobbiamo farci è questa: che cosa vuole Gesù da noi? Noi spesso lo invochiamo ma non lo ascoltiamo come si dovrebbe. La religione non deve essere concepita come una pratica con la quale possiamo ottenere guarigioni, chiedere miracoli, raccontare a Dio le nostre volontà, riempire i nostri vuoti. Il cristianesimo è essenzialmente una religione che chiama ad una collaborazione. Signore insegnaci a collaborare con te, questa è la chiave della relazione con Gesù...

Mc 12,28-34 (domenica 4 novembre)
... Il cristianesimo è molto semplice. Qualche volta sembra complicato perché siamo noi a farlo complicato. Il cristianesimo è Dio che si offre a noi come una fontana zampillante che distribuisce l’acqua pura che inonda la terra. Dio è l’unica fonte di amore non solo per i cristiani, per gli ebrei, per i musulmani, ma anche per quelli che non credono, perché l’unica fonte della vita è l’amore. Questo amore entra in noi e mette ordine laddove trova confusione e contraddizione. Quello che mette ordine, armonia, bellezza dentro di noi è il ricevere questo amore con consapevolezza, per darlo agli altri e non per trattenerlo, legarlo, tradirlo. Solo così ci trasforma e ci dà una nuova vita...

Mc 13,24-32 (domenica 18 novembre)
L’ultima domenica dell’anno liturgico ci fa pensare alla successione del tempo: il tempo non è una realtà statica e neppure chiara fin dall’inizio. Il tempo si potrebbe definire la camminata dell’uomo, della storia, dell’umanità che non avviene nel buio assoluto, ma certamente un po’ a tastoni. La ragione è che non siamo capaci di assumere totalmente il tempo che passa, e questo è il nostro limite...


Sta sbiadendo la luce della stella,
il giorno viene strisciando da oriente e scardina la notte.
I pastori contano le pecore prima di spargerle sui pascoli.
Iosef sta sulla porta.
Ieshu, bambino mio, ti presento il mondo.
Erri De Luca



lunedì 3 dicembre 2012

Omelia di P. Alberto Neglia

Omelia di P. Alberto Neglia
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)
 I domenica di Avvento anno C 2.12.2012

Abbiamo ascoltato la Parola del Signore in questa prima domenica di Avvento che è un periodo liturgico che ci pone in attesa; in attesa immediata del Natale in cui facciamo memoria della nascita di Gesù, però soprattutto il periodo liturgico dell'Avvento ci ricorda che tutta la nostra vita è attesa, non solo di una festività, ma attesa di qualcuno che viene ed è il Signore Gesù che viene non solo a Natale, ma viene ogni giorno e verrà al compimento di questa nostra storia...

Per ascoltare l'omelia clicca qui


"De Caritate Ministranda - Intima Ecclesiae natura" Lettera Apostolica in forma di "Motu Proprio" sul servizio della carità

«L'intima natura della Chiesa si esprime in un triplice compito: annuncio della Parola di Dio (kerygma-martyria), celebrazione dei Sacramenti (leiturgia), servizio della carità (diakonia). Sono compiti che si presuppongono a vicenda e non possono essere separati l’uno dall’altro» (Lett. enc. Deus caritas est, 25).
Anche il servizio della carità è una dimensione costitutiva della missione della Chiesa ed è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza (cfr ibidem); tutti i fedeli hanno il diritto ed il dovere di impegnarsi personalmente per vivere il comandamento nuovo che Cristo ci ha lasciato (cfrGv 15,12), offrendo all’uomo contemporaneo non solo aiuto materiale, ma anche ristoro e cura dell’anima (cfr Lett. enc. Deus caritas est, 28). All’esercizio della diakonia della carità la Chiesa è chiamata anche a livello comunitario, dalle piccole comunità locali alle Chiese particolari, fino alla Chiesa universale; per questo c’è bisogno anche di un’«organizzazione quale presupposto per un servizio comunitario ordinato» (cfr ibid., 20), organizzazione articolata pure mediante espressioni istituzionali.

Con una lettera apostolica in forma di Motu proprio "De Caritate Ministranda", Benedetto XVI mette ordine nelle attività caritative. Intervista al cardinale Robert Sarah presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

Trasparenza nell'uso dei fondi, ruolo rafforzato dei vescovi nell'organizzare le attività caritative, nel stimolarle e garantirne efficacia e operatività, sono richiesti dal Motu proprio del Papa "De Caritate ministranda", pubblicato oggi. Si tratta di un documento che completa un iter di circa due anni di lavoro e nasce da uno spunto della enciclica di Benedetto XVI, "Deus Caritas est".


Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità 2012 - Disabilità, giornata oltre le barriere

Disabilità, giornata oltre le barriere

Oggi è la Giornata internazionale delle persone disabilità. E la maggior parte di queste persone, troppo spesso, non riesce a partecipare pienamente alla vita sociale ed economica.

Don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, realtà storica di solidarietà, commenta l’appuntamento, lui che per anni si è battuto per il welfare e per la carità nella Chiesa con un’attenzione particolare ai portatori di handicap. «La disabiità sta cambiando e sta crescendo di dimensioni. Oggi ci sono due nuove forme: la prima legata alla malattia che curata allunga la vita ma porta la disabilità; così nei casi di ictus, insufficienze respiratorie o cardiache. E la seconda legata all’anzianità, all’età che avanza esponenzialmente».
"Rimuovere le barriere per creare una società inclusiva e accessibile per tutti" è il tema scelto dalle Nazioni Unite per questa edizione. Un’utopia?

Il 3 dicembre è la Giornata internazionale delle persone con disabilità e il tema dell’edizione di quest’anno è “Rimuovere le barriere per creare una società inclusiva e accessibile”. Comunità e città per tutti, insomma. In quest’occasione, non mancano le iniziative nelle città italiane, come quella del Ministero per i beni culturali per rendere accessibile il patrimonio di parchi, musei, gallerie e siti archeologici, attraverso percorsi di visite “non convenzionali” e progetti speciali di divulgazione. Va nella linea indicata dalle Nazioni Unite, che hanno istituito la Giornata internazionale nel 1982, e con le parole del segretario Ban Ki-Moon, ricordano che “occorre colmare il divario tra le buone intenzioni e le azioni attese da tempo; dobbiamo sforzarci di raggiungere gli obiettivi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, quelli di eliminare la discriminazione e l’esclusione e di creare delle società che valorizzino la diversità e l’inclusione”.

Si sono dati appuntamento a Madrid, alla vigilia della Giornata internazionale europea dei disabili che si celebra il 3 dicembre. Sono arrivati nella capitale, a bordo di 300 autobus, circa 15mila portatori di handicap - secondo gli organizzatori - per dare vita a una manifestazione storica contro i drastici tagli che colpiscono i più vulnerabili, per lanciare un grido di aiuto, per ribadire il loro diritto e la loro volontà di esistere, di non essere relegati in un angolo, nel silenzio e nell'emarginazione. 



Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità 2012 "Rimuovere le barriere per creare una società inclusiva e accessibile per tutti".

"Ogni persona, pur con i suoi limiti fisici e psichici, anche gravi, è sempre un valore inestimabile, e come tale va considerata. Incoraggio le comunità ecclesiali ad essere attente e accoglienti verso questi fratelli e sorelle. Esorto i legislatori e i governanti a tutelare le persone con disabilità e a promuovere la loro piena partecipazione alla vita della società."
Queste le parole di Benedetto XVI all'Angelus del 2 dicembre per ricordare la Giornata Internazionale dei diritti delle persone con disabilità.

Il 3 Dicembre si celebra l'annuale appuntamento di riflessione e impegno sui diritti delle persone disabili. Il tema dell'edizione 2012 è: "Rimuovere le barriere per creare una società inclusiva e accessibile per tutti". Le Nazioni Unite: "Colmare il divario fra le buone intenzioni e le azioni concrete". Nel nostro paese e in tutto il mondo eventi e appuntamenti per festeggiare la ricorrenza: ecco quelli principali.

Leggi tutto il dossier di SUPERABILE: 


domenica 2 dicembre 2012

"Questo sistema ci sta uccidendo! Dobbiamo convertirci e lottare contro il drago" di P. Alex Zanotelli

Il 30 novembre 2012, ad Aversa il ‘Premio don Diana - Per amore del mio popolo’, è stato consegnato a Padre Alex Zanotelli, padre comboniano sempre in lotta per i diritti civili, che ha vissuto per 12 anni nella baraccopoli di Korogocho in Kenya. Fortemente impegnato a creare condizioni di pace e di giustizia solidale.
Il Premio Annuale Nazionale Premio Don Diana – Per Amore del mio popolo, è stato istituito da: Comitato don Diana, Libera Caserta e la Famiglia di Don Giuseppe Diana 

"Questo sistema ci sta uccidendo!
Dobbiamo convertirci e lottare contro il drago!"

L'INTERVENTO DI P. ALEX ZANOTELLI


Buon Avvento!


Siamo, Padre, davanti a te all'inizio di questo Avvento. 

E siamo davanti a te insieme,
in rappresentanza anche di tutti i nostri fratelli e sorelle 
di ogni parte del mondo.
In particolare delle persone che conosciamo; 
per loro e con loro, Signore, 
noi ti preghiamo.

Noi sappiamo che ogni anno si ricomincia 
e questo ricominciare 
per alcuni è facile, è bello, è entusiasmante, 
per altri è difficile,
è pieno di paure, di terrore.

Pensiamo a come si inizia questo Avvento
nei luoghi della grande povertà, 
della grande miseria; 
con quanta paura la gente guarda 
al tempo che viene. 

O Signore, noi ci uniamo a tutti loro;
ti offriamo la gioia che tu ci dai di incominciarlo,
ti offriamo anche la fatica,
il peso che possiamo sentire nel cominciarlo. 

Questo tempo che inizia nel tuo nome santo, 
vissuto sotto la potenza dello Spirito, 
sia accoglienza della tua Parola. 

Te lo chiediamo per Gesù Cristo, 
tua Parola vivente che viene in mezzo a noi e viva qui,
insieme con Maria, Madre del tuo Figlio, 
che con lo Spirito Santo e con Te 
vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen. 

Card. Carlo Maria Martini

(fonte: Quotidianità luogo di Dio, Paoline 2006)



Lectio del Vangelo della domenica a cura di fr. Egidio Palumbo

Lectio del Vangelo della domenica
a cura di fr. Egidio Palumbo
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)

I DOMENICA di AVVENTO - anno C - 2-12-2012

Maranà tha, Vieni Signore Gesù!

1. Entriamo nel tempo di Avvento, tempo di invocazione e di attesa del Signore che viene. Come si era concluso, così si apre l’Anno Liturgico. Infatti riascoltiamo oggi le stesse pagine evangeliche del discorso escatologico-apocalittico, discorso profetico che ci proietta verso il futuro, verso il fine della nostra esistenza – cioè la risurrezione – (discorso escatologico) e ci rivela la fine che Dio realizza (discorso apocalittico; “apocalisse” vuol dire “rivelazione”) delle situazioni inique e catastrofiche che viviamo in questo mondo, realizzate da noi o con il nostro assenso. 

Al di là di certi luoghi comuni, è bene ricordare che il discorso escatologico-apocalittico non è un discorso catastrofico e pessimistico, non è neppure un discorso di spiritualisti ingenui, bensì un discorso realistico e denso di speranza, di quella speranza che non delude, «perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato» (Rm 5,5). 

Qual è la logica che sta dietro a questo discorso? 

Di fronte a situazioni di oppressione, di violenza, di arroganza, di distruzione, di occupazione indebita… ogni uomo e donna di buon senso, ma anche ogni cristiano e cristiana maturi nella fede, non sperano altro, non la fine del mondo, ma la fine di queste situazioni di ingiustizia, e si adoperano, per amore delle vittime, di trovare i modi e i mezzi adeguati per accelerare tale processo; a meno ché uno non si adatta acriticamente alla situazione, cercando di ricavare anche qualche profitto personale: certo, a costui non gli importerà di sperare nella fine delle ingiustizie, anzi, al contrario, visti i vantaggi personali, cercherà in tutti i modi di approvarle e di sostenerle. 

Impegnarsi nel porre fine a situazioni di ingiustizia, chiede la capacità e la perseveranza di vedere nella “notte” e in mezzo alle “macerie” della storia di questo mondo uno spiraglio di luce: per il cristiano questa luce è la venuta del Figlio dell’uomo, ovvero la venuta del Signore Crocifisso e Risorto, che porta a compimento l’opera che Lui ha iniziato (cf. Fil 1,6). 

Ebbene, se l’anno liturgico si apre e si chiude nel segno della venuta del Signore Crocifisso e Risorto, questo vuol dire che tutta l’esistenza cristiana (di cui l’Anno Liturgico è cifra) è marcata da questa attesa, che l’Avvento ne è quasi il “sacramento” e il Natale è la memoria-attualizzazione della venuta del Signore Crocifisso e Risorto nella “notte” e nelle “macerie” della nostra storia, venuta non nel segno del potere, della grandezza e della ricchezza mondani, ma nel segno della piccolezza e della povertà, segni tipici della Gloria di Dio. 

2. La pagina del vangelo di questa prima domenica di Avvento (Lc 21,25-28.34-36), dunque, è ancora una pagina escatologico-apocalittica, una pagina profetica e di rivelazione. 

Leggi tutto: Maranatà, Vieni Signore Gesù!

sabato 1 dicembre 2012

Benedetto XVI incontra circensi, fieranti, artisti di strada, bande musicali e madonnari

Incontro inedito e festoso, stamani in Aula Paolo VI. Benedetto XVI ha ricevuto in udienza la gente dello spettacolo viaggiante, oltre settemila persone provenienti da tutto il mondo. Un evento, promosso dal dicastero per i Migranti e gli Itineranti, che ha dato la possibilità al Papa di rinnovare la sua vicinanza ai circensi. La Chiesa, ha detto il Papa, è pellegrina come voi e vi invita a collaborare nell’impegno della nuova evangelizzazione. Il discorso del Pontefice è stato preceduto dall’indirizzo d’omaggio del cardinale Antonio Maria Vegliò, da alcune testimonianze e da uno spettacolo di alcuni artisti presenti all’udienza.
Leggi tutto e ascolta: Il Papa alla gente del circo: la Chiesa è pellegrina come voi, conservate i vostri valori

Far capire ai lavoratori dello spettacolo viaggiante che la Chiesa non li ha abbandonati, anche se oggi sono spesso costretti a vivere in condizioni di marginalità. E’ questo uno dei motivi dell’udienza che Benedetto XVI concede, questa mattina, a circa 7 mila tra circensi, fieranti, artisti di strada, bande musicali e madonnari, provenienti da numerosi Paesi europei, ma anche dalla Russia e dagli Stati Uniti. L’udienza è il momento culminante di un pellegrinaggio cominciato ieri con una celebrazione eucaristica nella Basilica Vaticana e uno spettacolo in Piazza del Popolo. Nelle due giornate sono allestiti in Piazza San Pietro tre simboli dello spettacolo viaggiante, una giostra, un tendone da circo e un teatrino di burattini. Ma come nasce l’occasione di questa udienza? Fabio Colagrande lo ha chiesto, per Radio Vatticana, al cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti che lo ha organizzato

La parrocchia è "la chiesa tra le case": tra le case fisse e le case mobili; tra le case abitate stabilmen­te e le case abitate occasionalmente. Anche le piazze, le strade fanno parte della parrocchia. Nessun luogo ne è escluso, nessuna perso­na è esclusa. E se c’è una preferen­za – come ricordava il parroco don Primo Mazzolari – questa è per i poveri, i lontani.
In occasione dell’udienza straordinaria con la gente dello spettacolo viaggiante e popolare, Benedetto XVI desidera invitare i circensi, i fieranti, i luna­parchisti, i musici e gli artisti di strada a sentirsi parte della par­rocchia, delle tante parrocchie in cui per alcuni giorni risiedono per il proprio spettacolo, con il pro­prio tendone, la giostra e l’attra­zione, la campina. Le parrocchie devono costituire una sorta di 're­te' che dice come la Chiesa è in o­gni luogo, dappertutto.


Consulta tutti i documenti della Chiesa cattolica su FIERANTI, CIRCENSI E ARTISTI DI STRADA


“ECCO FACCIO UNA COSA NUOVA” CONVERTIRSI - HOREB 63 (2012) N. 3

“ECCO FACCIO UNA COSA NUOVA” 
CONVERTIRSI 

 HOREB 63 (2012) N. 3


TRACCE DI SPIRITUALITÀ
A CURA DEI CARMELITANI


"Il termine conversione oggi sembra essere fuori dal lessico comune dei cristiani. Eppure la conversione è esperienza che dovrebbe qualificare l’intera esistenza cristiana. Essa è un riconoscersi peccatori, ma accorgersi, nello stesso tempo, di essere avvolti e amati dallo sguardo di Dio che in tutto il discorso biblico si manifesta come Padre-Madre amante, e il suo amore si fa gesto che raccoglie, guarisce, nutre, accarezza, accompagna.
«Bruna sono, ma bella» (Cant 1,5), confida la creatura nel Cantico dei Cantici. È la confessione di chi sta vivendo una situazione di smarrimento e di avvilimento, di inaridimento interiore, di drammatico oscuramento, provocato nella sua vita dal peccato. 
Eppure confida che non c’è oscurità che le sottragga quella bellezza di cui in un passato ancora più remoto, di quello che è stato segnato dal suo fallimento, qualcuno l’ha guardata e l’ha amata.
Dall’oscurità del suo peccato, intravede nella misericordia di Dio un raggio di luce che la sta tirando fuori da una situazione di morte e la sta facendo rinascere come persona nuova. Per questo si dichiara anche “bella” perché coltiva una incrollabile fiducia che chi l’ha creata ancora la guarda con straordinario affetto, l’abbraccia e la rende partecipe della sua bellezza.
Convertirsi, per chiunque, è accorgersi di questo sguardo di Dio che si manifesta in Cristo Gesù, nel suo mistero di amore. Convertirsi è sentirsi amati e tirati fuori da un io che si affaccia alla vita come rinchiuso entro l’ambizione di possedere persone e cose a proprio vantaggio, è sentirsi liberati dell’illusoria volontà di fondare il senso del proprio esistere in se stessi. Nello stesso tempo, è accoglienza dello Spirito del Signore Gesù che chiede alla creatura la libera decisione di consegnarsi alla sua Parola fatta carne, e di consentire che essa si incida nella sua esistenza e determini la sua storia. 
Convertirsi è partecipare al mistero pasquale, che introduce alla vita nuova dei figli di Dio, apre a relazioni di gratuità nella chiesa e nella società, e proietta verso un avvenire imprevedibile.
Da questo orizzonte muove l’articolarsi della monografia .... (Editoriale)

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- Editoriale (PDF)

- Sommario (PDF)


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CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)