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giovedì 3 marzo 2011

GESÙ, UOMO PER GLI ALTRI di Arturo Paoli

Quali sono gli idoli in cui non credere? Abbiamo parlato del denaro e del potere. Il terzo idolo è la legge, che ci dovrebbe liberare e di fatto ci assoggetta, ci impedisce quella libertà che Dio ha dato a ogni uomo. La posizione di Gesù è in contrasto netto con quella di Mosé, anche se ricalca la scena della salita al monte in cui il profeta dell’antico testamento ricevette le tavole della legge. Anche Gesù salì sul monte, e come fu seduto si accostarono a lui i discepoli, allora aprì la sua bocca per ammaestrarli e proclamò il famoso discorso della montagna, il nuovo codice delle beatitudini. Beati vuol dire felici o meglio gioiosi, perché quelli che metteranno in pratica il codice delle beatitudini raggiungeranno la felicità della persona realizzata, di chi è veramente diventata persona. Quando Gesù parla di felicità non intende la gioia spensierata, il voler essere contenti a costo di tutto, intende la persona che ha trovato finalmente come stare bene al mondo, che si sente realizzata nella verità, che ha raggiunto l’adesione a quel progetto di Dio che ci dà la garanzia di arrivare in fondo alla vita senza recriminazioni. Bisognerebbe che di ciascuno si potesse dire: questa persona ha veramente vissuto la vita che doveva vivere.




«Gesù di Nazaret. Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla resurrezione»

Quattro anni dopo la prima parte del «Gesù di Nazaret», esce la seconda intitolata «Gesù di Nazaret. Dall'ingresso in Gerusalemme fino alla resurrezione». 348 pagine, che saranno disponibili contemporaneamente in sette lingue. La Libreria Editrice Vaticana, d'intesa con l'editrice tedesca Herder, ha divulgato alcuni brani.


Leggi in anteprima alcuni brani del libro del Papa

mercoledì 2 marzo 2011

IL LIEVITO DEI FARISEI di Enzo Bianchi

Dopo la seconda moltiplicazione dei pani e prima della confessione di Pietro, Gesù sulla barca rivolge ai suoi discepoli una parola apparentemente strana, di cui è difficile cogliere subito la portata: “Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei” (Lc 16.6). Cosa mai potrà essere il lievito dei farisei nel loro essere comunità, visto anche che non hanno con sé alcun pane...
Gesù ha fatto ricorso all’immagine del lievito anche per indicare la dinamica del regno di Dio che lui è venuto ad annunciare e inaugurare: “Il regno dei cieli si può paragonare al lievito che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta la pasta si fermenti” (Mt 13,33).
Proprio questa dinamica nascosta del lievito del regno è presente e opera nella vita di coloro che cercano di seguire Gesù, così come è presente il rischio dell’altro lievito, quello dei farisei e dei sadducei, cioè degli uomini religiosi: sacerdoti, scribi, quelli che apparivano come i più qualificati appartenenti al popolo di Dio, le sue guide e pastori...

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Io, superstite dei monaci di Tibhirine


Marocco, Midelt. Frate Jean Pierre Schumacher (il sopravvissuto di Tibhirine) 
nella sala in memoria dei martiri di Tibhirine al monastero di Notre Dame de l’Atlas à Midelt.



Scampato alla strage del 1996, non aveva mai parlato dopo la morte dei monaci di Tibhirine. Abbiamo ritrovato frère Jean-Pierre in un monastero del Marocco, dove ha accettato di confidarsi in esclusiva per "Le Figaro Magazine". Parla dei confratelli scomparsi, dei tragici eventi che hanno vissuto, del film di Xavier Beauvois, "Uomini di Dio" ("Des hommes et des dieux"). Ma anche della sua fede e della sua speranza. Un colloquio luminoso.

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Vedi anche i nostri precedenti post:

Le sorprese del linguaggio di Gesù di Carlo Maria Martini

Gesù parlava in parabole. Basta scorrere le pagine dei Vangeli per averne la prova. E dobbiamo presumere che non lo facesse raramente, a giudicare dal numero di parabole che gli evangelisti ci hanno trasmesso. Alcuni passi inducono addirittura a pensare che Gesù non parlasse alla gente in altro modo che in parabole. Si ha l’impressione che Gesù considerasse questo modo di esprimersi come il più adeguato alla capacità di comprensione degli ascoltatori e quindi il più adatto a trasmettere efficacemente il suo messaggio.
Ma perché privilegiare questo tipo di linguaggio? Per quale ragione preferirlo al linguaggio diretto e esplicito? E quali sono le sue caratteristiche specifiche? Quali gli obiettivi che consente di raggiungere? Chi sono, infine, i destinatari di questo parlare in similitudini? Interrogativi come questi aprono la strada a una riflessione di ampio respiro. Noi ci limiteremo a suggerire qualche considerazione di carattere generale, alla luce dei testi evangelici. Una cosa, in ogni caso, è opportuno precisare sin d’ora: quella che affrontiamo non è semplicemente una questione esegetica. La posta in gioco è ben più alta. Dietro la domanda: «Perché Gesù parlava in parabole», sta infatti una questione attualissima e gravissima: quella del «linguaggio religioso», del come parlare adeguatamente di Dio oggi.

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martedì 1 marzo 2011

Primo Marzo 2011 Sciopero degli "stranieri"

Primo Marzo 2011 Sciopero degli "stranieri"
Stranieri non dal punto di vista anagrafico, ma perché estranei al clima di razzismo che avvelena l'Italia del presente. Autoctoni e immigrati, uniti nella stessa battaglia di civiltà.

Appello nazionale del movimento Primo Marzo insieme contro il razzismo, contro i ricatti, per i diritti di tutte e tutti
Lo scorso Primo Marzo oltre 300mila persone si sono mobilitate in tutta Italia per dire no al razzismo, alla legge Bossi-Fini, al pacchetto sicurezza, ai CIE e sì a una società multiculturale e più giusta. In molte città lavoratori italiani e migranti hanno scelto di scioperare insieme, uniti dalla consapevolezza che il razzismo istituzionalizzato (in spregio alla nostra Costituzione oltre che al diritto internazionale e alla normativa europea), le politiche di esclusione, lo sfruttamento del lavoro, le violazioni dei diritti sono tasselli di un’unica strategia repressiva che, a partire dai più deboli e inermi, aspira a colpire tutti e a imporre la precarietà come orizzonte di vita.

 
 

La scuola: serve ancora?

Cesare Segre e Paola Mastrocola attribuiscono al Priore di Barbiana e alla sua pedagogia una responsabilità nei guasti dell'istruzione attuale. Noi la vediamo in un altro modo.

Del libro di Paola Mastrocola (Togliamo il disturbo. Saggio sulla libertà di non studiare, Guanda) si parlerà a lungo, perché coglie con intelligenza quei problemi dell' insegnamento che preoccupano docenti, discenti e innumerevoli famiglie

Oggi un ra­gazzo può agevolmente chiedersi se lo studio serva ancora. Il dram­ma è che noi adulti abbiamo ri­sposto di no. Così i giovani non studiano. Al liceo ho molti stu­denti che si interessano alle lezio­ni, bravi ragazzi, che però a casa non aprono libro. E non c’è nes­suno che faccia loro comprendere l’importanza dello studio». Non lo fa la scuola, non lo fa la famiglia, non lo fa la società. Ne consegue, pare di capire, una sorta di grande inganno i cui i nostri ragazzi sono le vere vittime.

Siamo sicuri che serva ancora andare a scuola?
Fabio Fazio intervista Paola Mastrocola a CHE TEMPO CHE FA

La scuola: pubblica o privata?

L'intervento del premier al convegno dei Cristiano Riformisti:
"Libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, e liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato, dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli dei genitori

Le affermazioni del premier Berlusconi contro gli insegnanti della scuola pubblica fanno insorgere tutte le opposizioni che si schierano a difesa della scuola statale.
Leggi tutto: Bersani difende la scuola pubblica Berlusconi: "Sono stato frainteso"

Il Ministro dell'Istruzione: «Statale o paritaria, è sempre pubblica e al servizio dei cittadini»
Leggi tutto: Gelmini: Berlusconi non ha attaccato la scuola pubblica

Indignazione, ma anche una rassegnata insofferenza, di fronte alle parole del premier sulla istruzione pubblica. "Un insulta alla nostra dignità". "E' il posto in cui si può riuscire a trasformare i sudditi in cittadini, è quello che non vogliono"
Leggi tutto: L'indignazione dei prof corre sul web e anche i sindacati insorgono




lunedì 28 febbraio 2011

L'OMELIA DI P. GREGORIO BATTAGLIA

Omelia di P. Gregorio Battaglia
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)
VIII Domenica del Tempo Ordinario anno A - 27.02.2011

Credo che la pagina del Vangelo abbia suscitato in voi qualche perplessità... Stiamo ascoltando il discorso della montagna... dobbiamo fare la fatica di rileggerlo, riascoltarlo a casa, perchè se non ci cibiamo di queste Parole c'è il rischio che altre parole, altre voci condizionino la nostra vita...
La pagina di oggi diventa più comprensibile se riusciamo ad avere uno sguardo più completo del discorso della montagna... al centro, il cuore di questo discorso è la preghiera...

ASCOLTA


Giornata Mondiale della Lentezza.

La vita è troppo frenetica? Il mondo va eccessivamente di corsa? Niente paura, torna la Giornata Mondiale della Lentezza.

La quinta Giornata mondiale della lentezza cade lunedì 28 febbraio, e non è un caso. Il suo ideatore Bruno Contigiani l'ha voluta proprio "di lunedì, il giorno più antipatico e furioso della settimana, quello in cui tutti sono sulla linea di partenza con i motori accesi, in attesa che si abbassi la bandierina dello starter".

La Giornata Mondiale della Lentezza è una manifestazione che nasce da un'idea della Onlus L'Arte del Vivere con Lentezza per riflettere sui danni economici, ambientali, sociali e culturali del vivere a folle velocità. Ognuno di noi è chiamato a cambiare il suo pezzettino di mondo con le proprie idee e il proprio entusiasmo. La V Giornata Mondiale della Lentezza si svolgerà a New York e nel mondo lunedì 28 febbraio 2011 e ha come tema: Ambiziosi e Altruisti - Slow life, green life, better life.

I primi 14 comandalenti, per trovare la velocità giusta nella vita... ... e i 7 comandalenti in cucina
Leggi tutto: I 14 comandalenti




domenica 27 febbraio 2011

“Cristianesimo e Occidente. Quale futuro immaginare?”

L’Occidente è ormai un campo di vaste estensioni, perché la globalizzazione porta la cultura occidentale a intaccare molte altre culture, quali quelle latino-americane e nord-americane, attraverso la tecnologia, le scienze e gli stili di vita. Uno degli aspetti che in pochi decenni si è propagato nei Paesi europei e altrove è la disaffezione alle tradizioni religiose, fino alla completa cancellazione del rapporto col divino, col conseguente distacco dalle profonde radici culturali da cui si sono nutrite la storia e la cultura del passato. Di qui l’urgenza di una riflessione profonda e capace di staccarsi da formule codificate del passato per affrontare le sfide che connotano il nostro presente: la teologia deve farsene carico per lanciare nuove suggestioni.
 
Il tradizionale convegno della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, “Cristianesimo e Occidente. Quale futuro immaginare?” intende mettere a fuoco il nesso fra cristianesimo e cultura occidentale.
L’ottica in cui si muove la ricerca è quella della missione evangelizzatrice del cristianesimo, che ha trovato anche nella recente costituzione del “Consilium per la promozione della nuova evangelizzazione” un impulso rinnovato.
 
Programma 

sabato 26 febbraio 2011

I giovani preti sulle orme di San Tommaso

Da lunedì 21 a venerdì 25 febbraio i preti giovani dell’Ismi vivranno insieme con l’Arcivescovo il tradizionale pellegrinaggio annuale. Questo momento è sempre atteso e molto significativo nel cammino formativo dei preti dei primi anni di ordinazione. A caratterizzare il pellegrinaggio di quest’anno è la figura di San Tommaso D’Aquino.

Nel corso del pellegrinaggio Ismi il cardinale Tettamanzi 22 febbraio 2011 ha presieduto la celebrazione eucaristica nell'Abbazia di Montecassino 
Leggi il testo dell'omelia dell'Arcivescovo "Il dono del sapere cristiano"

Santuario del Volto Santo di Manoppello 21 febbraio 2011 al Clero delle Arcidiocesi di Milano e di Chieti-Vasto
 
Come unisco nella mia vita studio teologico, cammino spirituale e ministero apostolico?
Leggi: Domande per il discernimento

"Adolescenza, il tempo delle opportunità"

Il mondo è giovane, ma non è per i giovani. Sono 1,2 miliardi gli abitanti del pianeta che hanno un'età compresa tra 10 e 19 anni.
Nove su dieci di essi vivono nei Paesi in via di sviluppo e condividono con gli adulti le difficoltà economiche e sociali, con in più le difficoltà della loro età e della carenza di diritti.
Leggi tutto: Rapporto UNICEF "La Condizione dell'infanzia nel mondo 2011"
 
Non sono più bambini, non sono ancora "grandi": vivono un'età veloce, delicata e contradditoria. In tutto il mondo il mondo gli adolescenti sono 1 miliardo e 200 milioni, la maggior parte dei quali vive nei Paesi in via di sviluppo. Ad essi l'Unicef dedica il Rapporto 2011. Se ne occupa perché, come dice il direttore generale, l'americano Anthony Lake, altrimenti «rischiamo di vanificare i successi ottenuti con chi ha un'età compresa tra 0 e 10 anni».
Leggi tutto: Unicef: adolescenti, età in bilico

"Il Discorso sul Monte Mt 5-7" relazione di P.Gregorio Battaglia



I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA 2011
"DAL TESORO DELLO SCRIBA
  Lettura del Vangelo di Matteo"
promossi dalla
 Fraternità Carmelitana 
di Pozzo di Gotto (ME)






3° Incontro del 9 Febbraio 2011 


(previsto il 2 febbraio)




Il Discorso sul Monte: Mt. 5-7
di P. Gregorio Battaglia