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domenica 29 marzo 2026

"Un cuore che ascolta - lev shomea" n° 21 - 2025/2026 - DOMENICA DELLE PALME anno A

"Un cuore che ascolta - lev shomea"

"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino

DOMENICA DELLE PALME - anno A

Vangelo:

«Veramente costui era Figlio di Dio». Grande è il mistero della rivelazione di Dio agli uomini: il Figlio dell'uomo è riconosciuto come Figlio di Dio da un essere immondo, un pagano. I lineamenti del volto di Dio sono stati riconosciuti nel volto di Gesù proprio da coloro che lo hanno inchiodato sul patibolo del nostro peccato. Solo dopo la sua morte in croce siamo finalmente in grado di sperimentare quanto amore c'è nel cuore del Padre. Davanti al corpo straziato del Signore si lacera il velo che celava il volto di Dio e cessa l'ignoranza che da sempre ci fa fuggire lontano da Lui. La morte in croce di Gesù annulla e distrugge per sempre l'immagine di un Dio giudice inflessibile, terribile e vendicativo che noi, abili costruttori di idoli, abbiamo scolpito, scoprendo finalmente il volto di un Padre che, nonostante i nostri crimini, continua ad amarci follemente. Mai potrà esserci peccato più grande dell'assassinio di Gesù, ma ai nostri deliri di onnipotenza, Dio risponde sempre con la impotenza del suo amore. La croce, da infame patibolo, diviene Sapienza di Dio che vince la sapienza dei sapienti, la potenza che riduce al nulla ogni potere di morte (cfr.1Cor 1,18-31). «Nella croce contempliamo stupiti ciò che nessun uomo avrebbe mai sognato di contemplare: l'inimmaginabile amore del Padre per ognuno di noi» (cit.). La croce, apice della storia di Dio e dell'uomo, diviene il luogo teologico dove Dio e uomo si incontrano formando una sola carne. E come ultimo immenso dono, Gesù consegna a noi il suo stesso Spirito datore di vita, che ricrea un mondo e un uomo nuovi non più sottoposti al potere della morte.