ANGELUS
Piazza San Pietro
II Domenica di Quaresima, 1 marzo 2026
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Leone XIV: Cristo trasfigura le piaghe della storia
e illumina il cuore dell’uomo
All’Angelus della seconda Domenica di Quaresima, Leone XIV riflette sulla rivelazione del volto di Dio, risposta alla disperazione dell’ateismo e alla solitudine agnostica e anticipo della luce pasquale sui corpi che patiscono violenza, dolore e miseria
Leone XIV durante l'Angelus
Su tutti i corpi “flagellati dalla violenza”, “crocifissi dal dolore”, “abbandonati nella miseria” con la Trasfigurazione Cristo irradia un anticipo della luce della Pasqua, “evento di morte e di risurrezione, di tenebra e di luce nuova”.
Così Leone XIV all’Angelus del 1° marzo, seconda domenica di Quaresima, ha commentato il Vangelo del giorno nel quale l’evangelista Matteo (17,1-9) racconta l’episodio di Gesù che sul monte Tabor mostra la sua gloria divina ai discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni.
Mentre il male riduce la nostra carne a merce di scambio o a massa anonima, proprio questa stessa carne risplende della gloria di Dio.
Fedeli in piazza San Pietro per l'Angelus (@Vatican Media)
Lo splendore umano di Dio
Parlando dalla finestra dello studio privato del Palazzo apostolico ai fedeli presenti in piazza San Pietro nell’uggiosa giornata invernale e a quanti lo seguivano attraverso i media, il Pontefice ha evidenziato il cuore del racconto evangelico, quando lo Spirito Santo avvolge di una “nube luminosa” Gesù – dal volto brillante “come il sole” e le vesti “candide come la luce” – consentendo ai discepoli di ammirare lo “splendore umano” di Dio.
Pietro, Giacomo e Giovanni contemplano una gloria umile, che non si esibisce come uno spettacolo per le folle, ma come una solenne confidenza.
Leone XIV affacciato alla finestra dello studio privato del Palazzo Apostolico (@Vatican Media)
Contro disperazione e solitudine
A partire da questo gesto, Gesù trasfigura le “piaghe della storia”, e “illuminando la nostra mente e il nostro cuore” svela con la sua rivelazione “una sorpresa di salvezza”.
Ne restiamo affascinati? Il vero volto di Dio trova in noi uno sguardo di meraviglia e di amore?
Sono le domande del vescovo di Roma, che riflette su come alla “disperazione dell’ateismo” il Padre risponda con il dono di suo figlio, dalla “solitudine agnostica” lo Spirito Santo riscatti con l’offerta di una “comunione eterna” di vita e grazia; e davanti alla “debole fede” stia l’annuncio della risurrezione futura.
Una veduta di piazza San Pietro (@Vatican Media)
Tempo di silenzio e conversione
Tutto ciò, rimarca, i discepoli hanno visto nel fulgore di Cristo, ma “per capirlo occorre tempo”: di “silenzio” per ascoltare la Parola e di “conversione” per gustare la compagnia del Signore.
Mentre sperimentiamo tutto questo durante la Quaresima, chiediamo a Maria, Maestra di preghiera e Stella mattutina, di custodire nella fede i nostri passi.
(fonte: Vatican News, articolo di Lorena Leonardi 01/03/2026)
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LEONE XIV
(testo integrale)
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Oggi il Vangelo della liturgia compone per tutti noi un’icona piena di luce, narrando la Trasfigurazione del Signore (cfr Mt 17,1-9). Per rappresentarla, l’Evangelista intinge il suo stilo nella memoria degli Apostoli, dipingendo il Cristo tra Mosè ed Elia. Il Verbo fatto uomo sta tra la Legge e la Profezia: egli è la Sapienza vivente, che porta a compimento ogni parola divina. Tutto ciò che Dio ha comandato e ispirato agli uomini trova in Gesù manifestazione piena e definitiva.
Come nel giorno del battesimo al Giordano, così anche oggi sul monte sentiamo la voce del Padre, che proclama: «Questi è il Figlio mio, l’amato», mentre lo Spirito Santo avvolge Gesù di una «nube luminosa» (Mt 17,5). Con tale espressione, davvero singolare, il Vangelo descrive lo stile della rivelazione di Dio. Quando si fa vedere, il Signore mostra la sua eccedenza al nostro sguardo: davanti a Gesù, il cui volto brilla «come il sole» e le cui vesti diventano «candide come la luce» (cfr v. 2), i discepoli ammirano lo splendore umano di Dio. Pietro, Giacomo e Giovanni contemplano una gloria umile, che non si esibisce come uno spettacolo per le folle, ma come una solenne confidenza.
La Trasfigurazione anticipa la luce della Pasqua, evento di morte e di risurrezione, di tenebra e di luce nuova che Cristo irradia su tutti i corpi flagellati dalla violenza, sui corpi crocifissi dal dolore, sui corpi abbandonati nella miseria. Infatti, mentre il male riduce la nostra carne a merce di scambio o a massa anonima, proprio questa stessa carne risplende della gloria di Dio. Il Redentore trasfigura così le piaghe della storia, illuminando la nostra mente e il nostro cuore: la sua rivelazione è una sorpresa di salvezza! Ne restiamo affascinati? Il vero volto di Dio trova in noi uno sguardo di meraviglia e di amore?
Alla disperazione dell’ateismo il Padre risponde con il dono del Figlio Salvatore; dalla solitudine agnostica lo Spirito Santo ci riscatta offrendo una comunione eterna di vita e di grazia; davanti alla nostra debole fede, sta l’annuncio della risurrezione futura: ecco quel che i discepoli hanno visto nel fulgore di Cristo, ma per capirlo occorre tempo (cfr Mt 17,9). Tempo di silenzio per ascoltare la Parola, tempo di conversione per gustare la compagnia del Signore.
Mentre sperimentiamo tutto questo durante la Quaresima, chiediamo a Maria, Maestra di preghiera e Stella mattutina, di custodire nella fede i nostri passi.
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Dopo l'Angelus
Cari fratelli e sorelle!
Seguo con profonda preoccupazione quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Iran, in queste ore drammatiche. La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile.
Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile! Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia. E continuiamo a pregare per la pace.
In questi giorni arrivano, inoltre, notizie preoccupanti di scontri tra Pakistan e Afghanistan. Elevo la mia supplica per un ritorno urgente al dialogo. Preghiamo insieme, affinché prevalga la concordia in tutti i conflitti nel mondo. Solo la pace, dono di Dio, può sanare le ferite tra i popoli.
Sono vicino alle popolazioni dello Stato brasiliano di Minas Gerais, colpite da violente inondazioni. Prego per le vittime, per le famiglie che hanno perso la casa e per quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso.
Saluto con affetto tutti voi, romani e pellegrini di vari Paesi, in particolare il gruppo di Camerunesi che vivono a Roma, accompagnati dal Presidente della Conferenza Episcopale di quel Paese, che, a Dio piacendo, avrò la gioia di visitare nel mese di aprile.
Do il benvenuto ai fedeli della Diocesi di Iaşi in Romania, a quelli di Budimir presso Košice in Slovacchia, del Massachusetts negli Stati Uniti e alla Confraternita del Santísimo Cristo de la Buena Muerte di Jaén, in Spagna.
Saluto i fedeli di Napoli, Torre del Greco e Afragola, di Caraglio e Valle Grana, di Comitini, Crotone, Silvi Marina e della parrocchia San Luigi Gonzaga in Roma; come pure i capi scout del gruppo “Val d’Illasi”, presso Verona, e i ragazzi di Faenza che hanno ricevuto la Cresima.
A tutti auguro una buona domenica!
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