"Un cuore che ascolta - lev shomea"
"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)
Vangelo:Gv 4,5-42
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)
Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino
III DOMENICA DI QUARESIMA - anno A
Dopo l'incontro con Nicodemo e Giovanni Battista, figure di quanti in Israele sono in attesa del Messia, Gesù incontra una samaritana, simbolo di tutti coloro che sono taglati fuori dalla salvezza, tutti però accomunati dalla medesima ricerca di un'acqua che riesca davvero a dissetare. L'episodio è un unicum in tutti i Vangeli, dove Gesù sembra rivestirsi dei panni di un moralista, un indagatore della vita privata di una donna. Il brano non intende descrivere una lezione di morale matrimoniale, quanto piuttosto di teologia; Gesù non sta intentando un processo alla vita di una donna inquieta, ma desidera condurre la stessa a riconoscere il suo peccato di idolatria. Il dialogo avviene tra Gesù, Parola del Padre, e la comunità dei credenti raffigurata dalla samaritana, non fa riferimento alla sua vita privata (come una lettura superficiale del testo potrebbe suggerire) ma al suo rapporto con quel Dio che dice di adorare. Il brano si comprende meglio se viene letto alla luce dell'esperienza d'amore del profeta Osea che, a partire dalla sua sfortunata vita matrimoniale, per primo utilizzò l'immagine nuziale per indicare la relazione d'amore tra Dio, lo Sposo, e il popolo di Israele, la sposa (cfr. Os 2,2ss). Gesù, lo Sposo, va in cerca della sposa, la comunità infedele perché idolatra, per ricondurla al Padre offrendo se stesso, fonte d'acqua viva, affinché anche la sposa fedifraga impari ad amare allo stesso modo. L'adulterio della samaritana consisteva nell'aver abbandonato il Dio di Israele per servire altre cinque divinità - i Baal - importate in Samaria da abitanti di origine pagana (il termine Baal traduce sia Signore che marito), per onorare le quali i samaritani avevano eretto cinque templi su altrettante colline della Samaria (cfr. 2Re17,24-41). Questa la ragione per la quale i samaritani erano odiati dagli ebrei e ben si comprende la meraviglia della donna alla richiesta di Gesù. Ogni ebreo, infatti, avrebbe preferito morire di sete piuttosto che domandare da bere ad una samaritana. Gesù, invece, le si fa accanto perché ha a cuore il bene della donna e le offre il suo amore, un amore che tutti i suoi idoli non potranno mai offrirle, un amore totalmente gratuito che domanda solo di essere accolto come acqua limpida di sorgente. E alla donna che chiede dov'è che bisogna rendere culto a Dio, Gesù risponde che il Padre non ha bisogno del servizio dell'uomo, ma è Lui stesso che si dona agli uomini servendoli. Vero culto gradito a Dio è quello di un amore simile al Suo, un amore così grande che non si lascia condizionare dalla risposta dell'uomo ma, attraverso Gesù, il vero Sposo; lo riscatta dai suoi fallimenti e gli fa dono del suo stesso Spirito, perché possa, finalmente, anche lui amare il Padre e i fratelli.
