ANGELUS
Piazza San Pietro
III Domenica di Quaresima, 8 marzo 2026
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Leone XIV: servire l'umanità assetata di verità e giustizia,
no alle contrapposizioni
All'Angelus della terza domenica di Quaresima, quando si può "intensificare il cammino", dice Leone, la vicenda della Samaritana suggerisce di attivarsi per cercare l'incontro autentico con l'altro, abbandonando ogni pregiudizio. Così si potrà offrire anche ai "reietti" l'opportunità di dissetarsi alla vera sorgente spirituale che è Gesù. "Quante persone cercano nella Chiesa questa stessa delicatezza, questa disponibilità!"
Scorgendo il Papa affacciato dal Palazzo apostolico (@Vatican Media)
La terza Domenica di Quaresima coincide, oggi, con la giornata internazionale della donna. E proprio di uno dei personaggi femminili più affascinanti dei Vangeli, della prima di tante annunciatrici della Buona Notizia, la liturgia domenicale offre il racconto: è quello della Samaritana che si reca a prendere acqua al pozzo e trova Gesù. L’incontro con Lui attiva nel profondo di ciascuno 'una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna', come si legge nel testo di Giovanni. All'Angelus, di fronte a una piazza San Pietro gremita di 15 mila persone, il Papa si sofferma su questa sete e sull'acqua del Messia, rigeneratrice.
Gesù è la risposta alla nostra sete
Per evidenziare la liberazione interiore sperimentata dalla Samaritana, Leone XIV attinge a un'altra donna straordinaria, la giovane Etty Hillesum, la mistica ebrea morta ad Auschwitz, che, anche nei campi di concentramento, scelse continuare a credere nell’umanità. Peraltro, in questi giorni, anche il cardinale Koovakad l'ha citata in una conferenza dedicata a donne, leadership e dialogo. Nel suo diario, lei scriveva che la sorgente spirituale le appariva sovente coperta da pietre e sabbia: "allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo". È l'immagine di un riportare alla luce:
Carissimi, non c’è energia spesa meglio di quella che dedichiamo a liberare il cuore. Per questo, la Quaresima è un dono
Nella Chiesa si cerca delicatezza e disponibilità
"Là dove noi non vediamo nulla, la Grazia è già in azione e i frutti sono pronti da raccogliere", avverte il successore di Pietro, commentando le parole di Gesù ai discepoli con cui li invitava a guardare alle belle sorprese dei campi pronti per la mietitura. Gesù supera le convenzioni dell'epoca che suggerivano un atteggiamento di pregiudizio e distanza verso donne che, come lei, non erano più legate al proprio marito. Lui "le parla, la ascolta, le dà credito senza secondi fini e senza disprezzo". Da qui l'insegnamento per l'oggi:
Quante persone cercano nella Chiesa questa stessa delicatezza, questa disponibilità! E come è bello quando perdiamo il senso del tempo per dare attenzione a chi incontriamo, così com’è.
Servire l'umanità assetata di verità e giustizia
La testimonianza della Samaritana ha un valore straordinario e di grande attualità: "dal suo villaggio di disprezzati e reietti", afferma il Papa, molti vengono incontro a Gesù, e anche in loro la fede sgorga come acqua pura. È l'incontro il fattore decisivo, fa intendere il Pontefice - che nel pomeriggio di oggi si recherà nel quartiere romano di Torrevecchia per la sua quarta visita pastorale nella parrocchia Santa Maria della Presentazione -, l'incontro sincero, aperto, capace di scavalcare ogni stigma sociale.
Chiediamo oggi di poter servire, con Gesù e come Gesù, l’umanità assetata di verità e di giustizia. Non è il tempo delle contrapposizioni tra un tempio e l’altro, tra “noi” e gli “altri”.
(fonte: Vatican News, articolo di Antonella Palermo 08/03/2026)
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LEONE XIV
(testo integrale)
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Il dialogo fra Gesù e la donna samaritana, la guarigione del cieco nato e la risurrezione di Lazzaro, fin dai primi secoli della storia della Chiesa, illuminano il cammino di chi, a Pasqua, riceverà il Battesimo e inizierà una vita nuova. Queste grandi pagine evangeliche, che leggiamo a partire da questa domenica, sono donate ai catecumeni, ma nello stesso tempo vengono riascoltate da tutta la comunità, perché aiutano a diventare cristiani oppure, se lo si è già, a esserlo con più autenticità e più gioia.
Gesù, infatti, è la risposta di Dio alla nostra sete. Come suggerisce alla Samaritana, l’incontro con Lui attiva nel profondo di ciascuno «una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna» ( Gv 4,14). Quante persone, in tutto il mondo, cercano anche oggi questa sorgente spirituale! «A volte riesco a raggiungerla – scriveva la giovane Etty Hillesum nel suo diario –, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo». Carissimi, non c’è energia spesa meglio di quella che dedichiamo a liberare il cuore. Per questo, la Quaresima è un dono: entriamo nella terza settimana e possiamo ormai intensificare il cammino!
Nel Vangelo è scritto anche che «giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che [Gesù] parlasse con una donna» (Gv 4,27). Fanno così fatica a sentire come propria la sua missione, che il Maestro li deve provocare: «Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura» (Gv 4,35). Il Signore dice ancora alla sua Chiesa: “Alza gli occhi e riconosci le sorprese di Dio!”. Nei campi, quattro mesi prima della mietitura, non si vede quasi nulla. Ma là dove noi non vediamo nulla, la Grazia è già in azione e i frutti sono pronti da raccogliere. La messe è molta: forse gli operai sono pochi, perché distratti da altre attività. Gesù, invece, è attento. Quella donna samaritana, stando alle consuetudini, avrebbe dovuto semplicemente ignorarla; invece Gesù le parla, la ascolta, le dà credito senza secondi fini e senza disprezzo.
Quante persone cercano nella Chiesa questa stessa delicatezza, questa disponibilità! E come è bello quando perdiamo il senso del tempo per dare attenzione a chi incontriamo, così com’è. Gesù dimenticava persino di mangiare, tanto lo nutriva la volontà di Dio di raggiungere tutti nel profondo (cfr Gv 4,34). Così la Samaritana diventa la prima di tante evangelizzatrici. Dal suo villaggio di disprezzati e reietti, molti, per la sua testimonianza, vengono incontro a Gesù, e anche in loro la fede sgorga come acqua pura.
Sorelle e fratelli, a Maria, Madre della Chiesa, chiediamo oggi di poter servire, con Gesù e come Gesù, l’umanità assetata di verità e di giustizia. Non è il tempo delle contrapposizioni tra un tempio e l’altro, tra “noi” e gli “altri”: gli adoratori che Dio cerca sono uomini e donne di pace, che lo adorano in Spirito e verità (cfr Gv 4,23-24).
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Dopo l'Angelus
Cari fratelli e sorelle,
dall’Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione. Agli episodi di violenza e devastazione, e al diffuso clima di odio e paura, si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi, e altri Paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità.
Eleviamo la nostra umile preghiera al Signore, perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli. Affido questa supplica a Maria, Regina della Pace: interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e di speranza.
Oggi, 8 marzo, ricorre la Giornata della donna. Rinnoviamo l’impegno, che per noi cristiani è fondato sul Vangelo, per il riconoscimento della pari dignità dell’uomo e della donna. Purtroppo molte donne, fin dall’infanzia, sono ancora discriminate e subiscono varie forme di violenza: a loro in modo speciale va la mia solidarietà e la mia preghiera.
Do il benvenuto agli studenti provenienti da College Station, Texas, da Kansas City, Missouri, da Fort Wayne, Indiana, negli Stati Uniti d’America, e da Jerez e Cádiz in Spagna; come pure al gruppo di pellegrini da Perù, Panama, Honduras, México e Cile.
Saluto i fedeli di Brescia, Castrolibero, Gravina di Puglia, Perugia, e delle parrocchie San Clemente Papa e San Pio da Pietrelcina in Roma.
Saluto la comunità “Casa di Maria” di Roma, il gruppo di cresimandi della Diocesi di Orvieto-Todi, i ragazzi di Mantova e la squadra di rugby di Rovigo.
Auguro a tutti una buona domenica.
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