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venerdì 26 giugno 2026

Quando l’Europa smarrisce la sua anima di Tonio Dell'Olio

Quando l’Europa smarrisce la sua anima 
di Tonio Dell'Olio


In questi giorni alcuni funzionari dell’Unione Europea hanno incontrato alcuni rappresentanti del governo talebano dell’Afghanistan per facilitare il rimpatrio dei cittadini afghani immigrati nel nostro continente. Si dice che si tratti di una questione tecnica, di identificazione delle persone e di documenti di viaggio.

Ma dietro il linguaggio burocratico emerge una verità inquietante: l’Europa sta scegliendo spietatamente la via della remigrazione nelle forme peggiori. In Afghanistan le bambine vengono escluse dall’istruzione, le donne dalla vita pubblica, dal lavoro e dalla partecipazione politica. E mentre alcune organizzazioni di difensori dei diritti umani parlano apertamente di apartheid di genere, Bruxelles apre le porte ai rappresentanti di quel regime per negoziare i rimpatri. Non per chiedere il rispetto dei diritti, non per ottenere garanzie per le vittime della repressione, ma per rendere più efficaci le espulsioni. Amnesty International ricorda che il principio di non-refoulement vieta di rinviare una persona in un Paese dove la sua vita o la sua libertà possono essere in pericolo. L’Europa, nata dalle macerie delle dittature e delle persecuzioni del Novecento, dovrebbe essere la prima custode di questo principio. 
Un continente che rimanda le vittime nelle mani dei loro persecutori perde una parte della propria anima.