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domenica 22 luglio 2012

XVI domenica del tempo Ordinario Anno B - Commento al Vangelo di Enzo Bianchi

XVI domenica del tempo Ordinario Anno B
Mc 6,30-34

Di ritorno dalla missione gli apostoli “si riuniscono attorno a Gesù e gli riferiscono tutto quello che hanno fatto e insegnato”. Essi hanno continuato l’attività e la predicazione di Gesù (cf. Mc 6,6), sono stati intimamente associati alla sua autorevolezza, e ora Gesù stesso li vuole soli con lui, lontani dalla folla. Gesù è davvero il pastore che vigila sul “piccolo gregge” (Lc 12,32) della sua comunità e, come tale, chiama i suoi discepoli al riposo: “Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po’”. E Marco aggiunge un’annotazione umanissima: “era molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare”.
“In disparte”: questa espressione non indica solo un luogo di riposo a cui Gesù invita i Dodici, ma designa un vero e proprio ritiro nella sua intimità, per rinsaldare e rinnovare il legame con lui, non solo per ritemprarsi in vista della missione. Si tratta cioè semplicemente di “stare con Gesù” (cf. Mc 3,14), di vivere con lui momenti di comunione gratuita, senza alcuno scopo che non sia quello di dimorare con il Signore della propria vita. È Gesù stesso che dà l’esempio a coloro che chiama alla propria sequela, cercando costantemente di approfondire la sua comunione con il Padre: egli si sveglia all’alba, si reca in luoghi solitari e prega (cf. Mc 1,35; Mc 6,46), resta in luoghi deserti (cf. Mc 1,45); i suoi discepoli devono imitarlo, facendo tesoro della parabola del granello che, una volta seminato, cresce da sé anche quando l’agricoltore riposa (cf. Mc 4,26-27).
Ma per gli apostoli, come per Gesù, il riposo talvolta può diventare impossibile. Già in precedenza il ritiro nel deserto non era stato sufficiente a proteggere Gesù dall’accorrere delle folle (cf. Mc 1,45); qui il segreto progetto di sosta viene scoperto nonostante la partenza su una barca per l’altra riva del lago: il riposo di colui che annuncia il Regno è tanto necessario quanto incerto, e il discepolo deve mettere in conto il fallimento dei propri progetti, esercitandosi all’arte di assumere l’imprevisto. Sì, il riposo sarà certo nel tempo escatologico, nel sabato eterno (cf. Eb 4,9-11; Ap 14,13), ma sulla terra rimane sempre aleatorio…

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Amnesty International da Lampedusa Flashmob e "SOS" rivolto all'Europa e all'Italia

A Lampedusa il 14 luglio sono arrivati in 75. Ma questa volta non si tratta di migranti, ma di attivisti e simpatizzanti di Amnesty International provenienti da 20 paesi, che fino ad oggi hanno animato ilprimo campeggio internazionale della ong. Dopo quello nazionale del luglio scorso, Amnesty ha deciso di ripetere e allargare questa esperienza diformazione, attivismo e solidarietà nella meravigliosa isola delle Pelagie con un’iniziativa che rappresenta un momento saliente dell’attivismo per la campagna dell’organizzazione in difesa dei diritti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Europa, che si concentra sulle politiche di controllo dell’immigrazione alle frontiere da parte dei Paesi europei.
Lampedusa non è stata scelta a caso e non solo perché avamposto della “Fortezza Europa”. Nel 2011 questo pezzo di terra in mezzo al Mediterraneo è stato suo malgrado al centro, e vittima, di una risposta profondamente inadeguata alla crisi umanitaria in corso sulla sponda sud del Mare nostrum. Il sistema di accoglienza italiano è collassato con l’arrivo simultaneo di alcune migliaia di persone dalla Tunisia e dalla Libia (sarebbero state in tutto meno di 60.000 nell’anno), mentre Tunisia ed Egitto, alle prese con la loro “primavera araba”, si facevano carico di un numero almeno 10 volte superiore di persone in fuga dalla Libia.
“Lampedusa è così diventata il simbolo di come i paesi europei e l’Unione europea affrontano l’immigrazione in Europa - ha affermato Carlotta Sami, direttrice generale di Amnesty International Italia - ed è proprio da qui, che Amnesty International ha trasmesso in questa settimana i propri messaggi di solidarietà e di rispetto per i diritti umani di migranti, richiedenti asilo e rifugiati”, con l’obiettivo di fare dei 75 giovani attivisti gli ambasciatori internazionali di una campagna di sensibilizzazione resa ancora più numerosa dalla contemporanea presenza del Lampedusa in Festival e di altre iniziative che vedono protagoniste associazioni nazionali come l’Arci, e locali come Alternativa Giovani, Askavusa e Legambiente

Nel 2011 circa 1500 persone sono morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo, l’organizzazione critica l’Italia per gli accordi sottoscritti con la Libia
Uomini e donne, mano nella mano, hanno dato vita ad un“SOS” nelle acque cristalline dell’isola per chiedere salvataggio e sull'assistenza delle persone che arrivano in condizioni disperate sulle coste italiane. La grande mobilitazione di Amnesty International sull'isola di Lampedusa è cominciata ieri per chiedere all'Unione europea di concentrarsi sugli aiuti anziché rafforzare costantemente le sue frontiere nel tentativo di tenerle alla larga.

Venerdì 20 luglio, attiviste e attivisti di Amnesty International provenienti da 20 paesi europei oltre che da Australia, Israele, Marocco e Tunisia insieme ad abitanti dell'isola, hanno formato in acqua la gigantesca scritta "SOS" rivolta all'Europa e all'Italia perché modifichino le politiche europee in tema d'immigrazione.
Flashmob di Amnesty a Lampedusa - 20/07/2012

Da Lampedusa, un video messaggio in 24 lingue per il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri "Le vite vanno salvate e non respinte verso la tortura!"
Le vite vanno salvate e non respinte verso la tortura!


sabato 21 luglio 2012

Più soldi agli ospedali, meno alle armi - C’è un’Italia che non ne può più e dice basta.

Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, difende l’acquisto dei 90 cacciabombardieri. La replica dei parlamentari dubbiosi o contrari. E del mondo pacifista.
Leggi tutto: F-35, decolla la polemica

Coraggiosi, inflessibili. Quasi spietati con pensionati, lavoratori, famiglie configli e malati. Remissivi, invece, e anche pusillanimi con ammiragli, generali e vertici dell’industria bellica. Così non va.
In tempi di crisi non ci sono zone franche. O terreni minati dove evitare di mettere piede. Se si guarda fino al centesimo per le spese correnti, si aprano gli occhi sui miliardi di euro per riempire gli arsenali. Se siamo sull’orlo del baratro, perché sperperare i soldi per comprare armi? «Svuotiamo gli arsenali e riempiamo i granai», si sarebbe detto un tempo. Oggi potremmo dire: «Più lavoro e meno bombe». È una questione di buonsenso. Di saggia amministrazione.
C’è un’Italia che non ne può più e dice basta.

Ai senatori del Pd Della Seta, Ferrante, Di Giovan Paolo, Nerozzi, Vita, Amati, Granaiola, Ignazio Marino, firmatari di emendamenti alla spending review che prevedono tagli ai fondi previsti per l'acquisto degli ormai famigerati cacciabombardieri F35, non è piaciuta per niente la risposta del ministro della difesa Giampaolo Di Paola che, in un'intervista al Corriere della Sera sottolinea che la rinuncia all'acquisto degli F35 «avrebbe ricadute pesanti su Finmeccanica e sull'occupazione»...
Ma i senatori del Pd non ci stanno e non la pensano come il ministro: «Rinunciare all'acquisto di alcune decine di cacciabombardieri che costerebbero allo Stato oltre 10 miliardi di euro, con cui si potrebbero finanziare spese e interventi infinitamente più utili, non è furore ideologico, come pensa il ministro della difesa Di Paola: è banale buonsenso. L'unica vera utilità di questo investimento ereditato dal passato è per la lobby dell'industria bellica...

La prima rata dell’Imu pagata nell’intera provincia di Palermo, 110 milioni e rotti di euro, non basterebbe per acquistare un solo F-35, cacciabombardiere ad alta tecnologia prodotto dalla Lockeed. Bene, anzi male, perché l’Italia di F-35 a suo tempo ne ordinò 131, per una spesa complessiva superiore ai 15 miliardi di euro...
Allora, pretendere qui da noi una revisione drastica del programma di acquisto degli F-35 non è, almeno non è soltanto, una richiesta di stampo pacifista. E’ soprattutto un’esigenza elementare di responsabilità verso l’Italia e verso gli italiani...
Leggi tutto: F35, ora fermatevi

Vedi anche alcuni dei nostri precedenti post:

"Beati gli operatori di guerra?" Comunicato stampa di PAX CHRISTI



"Beati gli operatori di guerra?" Comunicato stampa di PAX CHRISTI

PAX CHRISTI
Comunicato stampa
Beati gli operatori di guerra?

“Riteniamo grave e incomprensibile che il ministro-ammiraglio Di Paola continui a difendere il progetto dei cacciabombardieri F-35 e dichiari che il governo vuole intensificare la presenza militare italiana in Afghanistan dotando i nostri AMX di capacità di attacco al suolo. Siamo dentro una logica distruttiva.”
Lo avevamo scritto lo scorso 29 gennaio. Lo ribadiamo anche oggi, alla luce delle notizie di bombardamenti nella provincia afgana di Farah da parte di caccia Amx del contingente italiano.
Pax Christi denuncia nuovamente con fermezza che “si rischia di annullare l’orientamento della Costituzione italiana che ripudia la guerra”.
Chiediamo che intervenga il parlamento. E che il silenzio di gran parte della politica e dei mezzi d’informazione non sia così assordante, da lasciar parlare solo le bombe.
Come possiamo condannare – doverosamente! – le bombe della strage di 20 anni fa in via D’Amelio, che uccisero il giudice Borsellino e la sua scorta, e ‘benedire’ le bombe in Afghanistan e il progetto dei caccia F35?

Leggi tutto: Beati gli operatori di guerra? di Nandino Capovilla coordinatore nazionale di Pax Christi Italia

La grande sinfonia della pace tra i popoli non è mai del tutto compiuta. Per giungere alla pace bisogna impegnarsi, lasciando da parte la violenza e le armi, impegnarsi con la conversione personale e comunitaria, con il dialogo, con la paziente ricerca delle intese possibili.”

PAPA BENEDETTO: LA SINFONIA DELLA PACE
SENZA VIOLENZA E SENZA ARMI

“Dalla molteplicità dei timbri dei diversi strumenti, può uscire una sinfonia. Ma questo non accade magicamente, né automaticamente! Si realizza soltanto grazie all’impegno del Direttore e di ogni singolo musicista. Un impegno paziente, faticoso, che richiede tempo e sacrifici, nello sforzo di ascoltarsi a vicenda, evitando eccessivi protagonismi e privilegiando la migliore riuscita dell’insieme.
Mentre esprimo questi pensieri, la mente si rivolge alla grande sinfonia della pace tra i popoli, che non è mai del tutto compiuta.
… per giungere alla pace bisogna impegnarsi, lasciando da parte la violenza e le armi, impegnarsi con la conversione personale e comunitaria, con il dialogo, con la paziente ricerca delle intese possibili.”
(Benedetto XVI, 11 luglio 2012, a commento delle sinfonie 5 e 6 di Beethoven)



Estate - caldo - incendi - mafia...

Giorni di fuoco per l'Italia, con numerosi roghi e incendi che, aiutati da caldo torrido e siccità, stanno flagellando numerose regioni 

... La maggior parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono d'emergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo.

Mentre questa settimana l'anticiclone africano aggredisce il Centro-Sud, è allerta per gli incendi.
Gli incendiari scelgono infatti i giorni più caldi per colpire, certi che il fuoco potrà propagarsi con maggiore facilità ed essere più distruttivo. 
Le statistiche dicono che circa il 70% degli incendi è di origine dolosa, ma probabilmente la percentuale andrebbe rivista al rialzo. Nonostante dal 2000 sia stato introdotto in Italia il reato di incendio boschivo, la difficoltà di cogliere l'incendiario in flagranza fa sì che la maggior parte dei reati rimanga impunita.


In questi giorni si moltiplicano gli attentati nei terreni confiscati alla mafia, alla 'ndrangheta e alla camorra. Interi raccolti dati alle fiamme per privare i soci delle cooperative, della rete di Libera, che li avevano coltivati del frutto del loro lavoro.
Il presidente del Gruppo Abele e di Libera, don Luigi Ciotti, risponde alle domande di Alessandra Turrisi, sulle pagine del Giornale di Sicilia. 
Leggi l'articolo La lotta alla mafia (188.21 KB) (pdf)

Vedi anche il nostro precedente post:


venerdì 20 luglio 2012

Povera Italia, sempre più povera...emergenza SPREAD SOCIALE!

Nel 2011, l'11,1% delle famiglie è relativamente povero (per un totale di 8.173 mila persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti (3.415 mila).
Leggi tutto sul rapporto ISTAT :
Povertà, debiti, vecchiaia e disoccupazione: sono questi i problemi che affliggono l'Italia. Un quadro preoccupante quello che emerge dal rapporto "Noi-Italia" 2012, diffuso dall'Istat.

La fotografia dell’Italia povera dell’Istat non sorprende il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi. «Non ignoravamo questa situazione – dice – e stiamo valutando come intervenire». Riconosce l’importanza dei numeri, pur non giudicandoli rivoluzionari.
Leggi tutto: Andrea Riccardi: «Così le famiglie non reggono»

«Sta emergendo un enorme blocco sociale fatto di poveri e disoccupati che va considerato come la prima grande emergenza di questo Paese, con la quale bisogna assolutamente fare i conti. Non possiamo continuare a tollerare ancora, in Italia, la mancanza di una misura strutturale di contrasto alla povertà assoluta». Lo afferma il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, commentando i nuovi dati Istat sulla diffusione della povertà nel nostro Paese

Se ne discute ad Agenda Italia con Paola De Micheli, deputato Pd - Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori e Antonio Galdo, giornalista e direttore del sito www.nonsprecare.it. 



VIZI CAPITALI 4 - "ACCIDIA: il demone della notte" di mons. PIERANGELO SEQUERI

VIZI CAPITALI  - 4

ACCIDIA: 
il demone della notte
di mons. Pierangelo Sequeri

Poco dopo aver fatto la sua comparsa, l'accidia si è mossa, come un'epidemia, da Oriente a Occidente. Anche il suo orario preferito è cambiato, nel passaggio. E non solo quello. 
Era, all'inizio, demone meridiano: un incubo, per i monaci della Tebaide, che hanno scoperto per primi la devastante portata teologica dell'akedia dentro la vita dello spirito...
L'ora simbolo dell'accidia nel frattempo cambierà, perché, con il passaggio in Occidente, anche il monachesimo è cambiato. E con essa i simboli e le metafore di riferimento. Non sarà più un demone meridiano, diventerà un incubo notturno. Non più il languore delle membra che sogna nuove emozioni. Sarà il buco nero dell’abbandono, che porta sul bordo del niente...
Nel tempo, in ragione delle sue molte manifestazioni, l'acedia è stata riconosciuta, accentuandone diversamente il tratto dominante, in molte situazioni connesse: dalla malinconia al lutto, dalla pigrizia all'infingardaggine, dalla tristezza alla depressione, dallo struggimento all’irrequietezza... 

Leggi tutto:
ACCIDIA: il demone della notte
di Pierangelo Sequeri


giovedì 19 luglio 2012

Per tutti i fedeli islamici, in occasione dell’inizio del Ramadan 1433: Ramadan karim!

“L’esperienza di Dio riconsegna gli uomini e i popoli gli uni agli altri in spirito di pace, non li rende né contrapposti né conflittuali”. Un augurio di pace è il saluto che mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia e presidente della Commissione per l‘Ecumenismo Cei, rivolge oggi a tutti i musulmani presenti in Italia che da domani iniziano il mese sacro del Ramadan. “Con domani - dice mons. Bianchi - inizia una testimonianza importante della dimensione e dello spirito religioso anche qui in Italia espresso dalla presenza dei fratelli musulmani. E’ la testimonianza di un orientamento della vita verso l’Assoluto di Dio, di polarizzazione della vicenda delle persone verso Dio. Credo che una società come la nostra, fortemente e profondamente secolarizzata, debba far tesoro anche di questa testimonianza. Vorrei quindi rivolgere un saluto forte ai musulmani presenti qui in mezzo a noi in Italia per questo periodo estremamente significativo della loro vicenda annuale”...

Cari fratelli e sorelle,
in occasione dell’inizio del Ramadan 1433 vi porgiamo i nostri auguri più sinceri e fraterni e niente affatto rituali.
Ci auguriamo che anche quest'anno il periodo di Ramadan possa essere per voi e per tutti i credenti delle altre fedi, in particolare per i cristiani, un momento fecondo di sviluppo della reciproca conoscenza e del reciproco ascolto e rafforzamento dell'amicizia e della stima reciproca, condizioni indispensabili per sviluppare, nell'ambito del rispetto dei principi sanciti nella nostra Costituzione, quella civile convivenza che porta concretamente alla pace...
Auguriamo che la gioia che caratterizza il Ramadan possa contagiare positivamente tutta la società italiana e mondiale nel suo complesso, affinché prevalgano la riscoperta del bene comune, l’amore per la vita ed il rifiuto di ogni violenza, rifiutando l'idea di poter essere padroni di Dio, perché – così abbiamo concluso anche quest'anno il nostro appello - il dialogo è lo sforzo sulla via di Dio che ci compete e ci onora.
Ramadan karim!
Con un fraterno saluto di shalom, salaam, pace
Il Comitato Organizzatore della Decima Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico del 27 ottobre 2012
Leggi tutto: Auguri ai Musulmani per l'inizio del Ramadan 1433

L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, in prossimità del Ramadan, vuole augurare a tutti i musulmani d'Italia un proficuo periodo di spiritualità e riflessione
"Sono giorni difficili per il nostro paese e per tutto il mondo occidentale - si legge nelle nota - La crisi che stiamo attraversando, economica ma in alcuni casi anche etica, è una sfida per le nostre comunità che, soprattutto in momenti di forte precarietà come quello attuale, sono chiamate a testimoniare e proiettare in tutta la società gli straordinari e antichissimi valori di cui sono portatrici.
Siamo ad alcuni ore dall’inizio del mese di Ramadan che dovrebbe cominciare venerdì 20 luglio inshaAllah. Un mese di digiuno che avrà luogo in piena estate dunque, ad un momento dell’anno dove le giornate sono lunghe e le notti corte, nessun dubbio che ci vuole una buona gestione del sonno. 
Leggi tutto: Ramadan 2012: notti che si annunciano corte!

Calendario e orario delle preghiere nelle principali città italiane per il Sacro mese di Ramadan 1433 H 
(20 luglio / 18 agosto 2012)
"Servizio offerto e messo a disposizione da www.arab.it"

in ambito islamico, per determinare l'inizio del mese fa fede la visibilità della luna pertanto le date sono sempre suscettibili di anticipo o posticipo di 24 ore.
Elenco città


Ancona - Asti - Bari - Bergamo - Bologna - Bolzano - Cagliari - Carrara M. - Cuneo - Firenze - Genova - Imperia - Milano - Napoli - Padova - Palermo - Perugia - Pescara - Reggio C. - Roma - Sassari - Torino - Trento - Treviso - Trieste - Udine - Varese - Venezia - Verona - Vicenza




DEPISTAGGI E TRATTATIVE DI STATO CON LA MAFIA – “PRETENDIAMO TUTTA LA VERITA’ PER AVERE GIUSTIZIA” - XX ANNIVERSARIO STRAGE VIA D'AMELIO, IN RICORDO DI PAOLO BORSELLINO E DEI 5 AGENTI DI SCORTA / 4

"Paolo ha cominciato a morire quando ha capito che quello in cui credeva si è rivoltato contro. Non permetterò che Paolo venga ucciso altre volte. 
Speranza, giustizia e verità devono vivere" (Rita Borsellino nella sua pagina Fb...)

“Non c’è più speranza…” con queste parole, a Palermo il 19 luglio 1992, dopo la strage che uccideva il Giudice Paolo Borsellino e la sua scorta, il capo del “pool antimafia” Antonino Caponnetto...

Folla inferocita contro i politici 
ai funerali degli agenti della scorta di  Borsellino

Significativo è il pensiero e la convinzione di Salvatore Borsellino, fratello del Giudice Paolo, descrive nel corso di una intervista Rai, che lascia intravedere una chiave di lettura delle vicende di venti anni fa, ancora aperte con tanti dubbi, tanti sospetti e molte contraddizioni, che oggi sono ancora di grande attualità, e alimentano la controversa questione sulla trattativa stato-mafia. “ perché quello che è stato fatto è proprio cercare di fare passare l’assassinio di Paolo e dei quei ragazzi che sono morti in via D’Amelio come una strage di mafia...
Quello che noi invece cerchiamo in tutti i modi di far capire alla gente è che questa è una strage di stato, nient’altro che una strage di stato.


“PRETENDIAMO TUTTA LA VERITA’ PER AVERE GIUSTIZIA”
intervento di Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo Borsellino


Il Vile agguato. Chi ha ucciso Paolo Borsellino?
Una storia di orrore e menzogna
Intervista a Enrico Deaglio

Vent'anni fa, dal condominio di via D'Amelio esce un uomo, con la sua famiglia. Fa un gesto che all'epoca deve essere sembrato insignificante: scaccia i bambini che giocano vicino a un'utilitaria parcheggiata. È Salvatore Vitale, abita nello stesso palazzo della madre di Borsellino, sarà poi accusato di essere uno degli esecutori materiali della strage.
Vent'anni fa, nello stesso condominio di via D'Amelio, entra Paolo Borsellino: deve portare sua madre dal medico, ma non ne avrà il tempo. Rivediamo la terribile sequenza di immagini: una tranquilla strada in uno dei quartieri cresciuti come erbacce alle pendici del monte Pellegrino, su cui sta appollaiato il Castel Utveggio, sede forse dei servizi segreti e forse luogo da cui sarebbe stato azionato il telecomando della bomba. Un boato tremendo, auto scaraventate in aria, una stradina devastata.
Sulla scena accorre subito una moltitudine di persone, che rende difficile il lavoro di chi dovrebbe fare i rilievi. Così il 19 luglio del 1992 muoiono Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Uno solo si salva: è Antonino Vullo, ferito mentre parcheggiava uno dei veicoli della scorta. Così comincia un mistero che non è stato ancora chiarito. 
Leggi tutto: L'assassinio di Borsellino un mistero lungo 20 anni di Roberto Saviano

 Lucarelli racconta:  
"Il segreto di Paolo Borsellino"

Il peggiore nemico che abbiamo da combattere non è tanto la mafia in sé, quando la «mafiosità», ovvero un certo modo di pensare e di organizzare la società.Ciò richiede un nuovo patto tra cittadini e istituzioni, nella consapevolezza delle proprie responsabilità, certi che un’Italia diversa è possibile, vent’anni fa come oggi. Una riflessione di Ninni Salerno, delegato regionale AC Siciliana nell’anniversario della strage di via d’Amelio. 
Leggi tutto: Mafia. La lotta continua

"La mafia nega il Vangelo. È l’Antivangelo. ..." - Documento AZIONE CATTOLICA SICILIANA - XX ANNIVERSARIO STRAGE VIA D'AMELIO / 3


La delegazione siciliana dell'Ac ha pubblicato un importante documento d'impegno intitolato "Perché la memoria diventi pietra angolare della dignità umana".

Ricordando Paolo Borsellino
”Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana” (P. Borsellino)


PERCHE’ LA MEMORIA DIVENTI PIETRA ANGOLARE DELLA DIGNITA’ UMANA

L’AZIONE CATTOLICA SICILIANA,
riunita ad Erice il 30 giugno e il 1 luglio 2012, per approfondire il tema “Famiglia 1 valore: dagli io al noi e viceversa”, vuole fare memoria dell’attentato del 19 luglio 1992 in via D’Amelio a Palermo, in cui morirono Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta.
Memoria perché ogni vittima della criminalità organizzata ha il diritto di essere ricordata per aver contribuito alla lotta contro la mafia.
Memoria che si trasforma in impegno perché queste vittime non meritano soltanto di essere semplicemente ricordate.
L’impegno preso non porterà alla gloria e non porterà nessuno di noi ad essere eroi; l’impegno preso ci renderà veri cittadini, cittadini che comprendono e rispettano con orgoglio i diritti e i doveri, i fondamenti della solidarietà e della legalità.
La mafia non si può vincere da soli: va combattuta insieme, come tanti alberi piantati su una collina, che solo intrecciando le loro radici possono impedire che scivoli a valle. Così solo tante coscienze intrecciate possono lottare contro la mafia e vincerla.
Leggi tutto: Cittadini degni del Vangelo, nel nome di Giovanni e Paolo...


RICORDIAMO GLI AGENTI DELLA SCORTA DI PAOLO BORSELLINO - XX ANNIVERSARIO STRAGE VIA D'AMELIO / 2



RICORDIAMO GLI AGENTI DELLA SCORTA DI PAOLO BORSELLINO - 
XX ANNIVERSARIO STRAGE VIA D'AMELIO / 2


Quando vado nelle scuole, prima ancora di parlare di Paolo parlo dei "suoi ragazzi" come lui li chiamava (riferendosi agli agenti della scorta ndr) e racconto qualcosa di ognuno di loro; piccoli episodi che facciano capire che sono persone come tutti noi, con i loro sogni, i loro desideri". Così Rita Borsellino, sorella del magistrato morto nella strage in via D'Amelio, parlava riferendosi ai cinque agenti di scorta uccisi insieme a suo fratello.
Così diceva Rita, con una frase che va al di là del tempo, delle circostanze: "Dico sempre che la scorta non è un contenitore vuoto ma che è fatta da persone con un compito straordinario: proteggere la vita di un altro anteponendola alla loro". Nella strage di via D'Amelio rimasero uccisi:
  • Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.
  • Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica.
  • Emanuela Loi, 24 anni, la prima donna poliziotto entrata a far parte di una squadra di agenti addetta alla protezione di obiettivi a rischio.
  • Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.
  • Claudio Traina, 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.
Antonio Vullo, 32 anni, agente, sposato e padre di un figlio è l'unico riuscito a sopravvivere alla strage. Mentre i suoi colleghi si stringevano, come d'abitudine, attorno al magistrato, Vullo parcheggiava la macchina poco distante. (fonte: Polizia di Stato)



mercoledì 18 luglio 2012

XX ANNIVERSARIO STRAGE VIA D'AMELIO, IN RICORDO DI PAOLO BORSELLINO E DEI 5 AGENTI DI SCORTA

XX ANNIVERSARIO STRAGE VIA D'AMELIO, IN RICORDO DI PAOLO BORSELLINO E DEI 5 AGENTI DI SCORTA AGOSTINO CATALANO, EMANUELA LOI, VINCENZO LI MULI, WALTER EDDIE COSINA E CLAUDIO TRAINA

Gli interventi dei famigliari di Paolo Borsellino: i fratelli Salvatore e Rita, e la vedova Agnese

Al Comune di Palermo, Salvatore e Rita Borsellino hanno presentato le manifestazioni organizzate in occasione del ventennale della strage di via D'Amelio. Il 19 luglio del '92, il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta perdono la vita per mano mafiosa. 

Il programma completo delle manifestazioni.
Leggi tutto: Programma 3 giorni per Paolo Borsellino
A 20 anni dalla strage di via D'Amelio, il Corriere della Sera ricorda Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta con il volume 'Paolo Borsellino' curato dal giornalista Umberto Lucentini insieme ai familiari del giudice ucciso: Agnese, Lucia, Manfredi e Fiammetta Borsellino. Nel libro, distribuito dal 14 luglio (3,80 euro più il prezzo del giornale), c'é anche una lettera, inedita, scritta dalla moglie Agnese al marito, che pubblichiamo.
Caro Paolo, da venti lunghi anni hai lasciato questa terra per raggiungere il Regno dei cieli, un periodo in cui ho versato lacrime amare; mentre la bocca sorrideva, il cuore piangeva, senza capire, stupita, smarrita, cercando di sapere.
Mi conforta oggi possedere tre preziosi gioielli: Lucia, Manfredi, Fiammetta; simboli di saggezza, purezza, amore, posseggono quell'amore che tu hai saputo spargere attorno a te, caro Paolo, diventando immortale.
Hai lasciato una bella eredità, oggi raccolta dai ragazzi di tutta Italia; ho idelamente adottato tanti altri figli, uniti nel tuo ricordo dal nord al sud - non siamo soli.
Leggi tutto: 'Cosa ha lasciato mio marito Paolo Borsellino'

Agnese Borsellino legge la lettera scritta al marito nel XX anniversario della sua morte


Auguri a Nelson Mandela che oggi compie 94 anni

Auguri a Nelson Mandela che oggi compie 94 anni

Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria, ma tutti siamo nati per essere fratelli.
(Nelson Mandela)

Il Sudafrica festeggia oggi il 94esimo compleanno di Nelson Mandela: la giornata è iniziata con un "Happy Birthday" intonato da tutti gli scolari del Paese, mentre i sudafricani sono stati invitati a compiere buone azioni in omaggio all'impegno politico dell'eroe anti-Apartheid.
In tutte le scuole del paese, più di 12 milioni di bambini hanno cantato alle 8 in punto "Buon compleanno", seguito da "we love you tata" (Ti amiamo papà), con le radio che hanno trasmesso la stessa canzone alla stessa ora.


Sulla pagina Internet delle Nazioni Unite dedicata all'eroe dell'anti-apartheid campeggia una delle sue frasi più celebri: 
«Possiamo cambiare il mondo e renderlo un posto migliore. È nelle nostre mani fare la differenza». 
Ed è proprio con questo spirito che anche quest'anno l'Onu si è unito alla Fondazione Nelson Mandela per chiedere a tutti i cittadini del mondo di dedicare 67 minuti del loro tempo ad aiutare il prossimo. Un degno modo di celebrare il "Nelson Mandela International Day": Mandela, ricorda il sito, «ha dedicato 67 anni della sua vita al servizio dell'umanità, come un avvocato dei diritti umani, un "prigioniero di coscienza", un conciliatore internazionale e il primo presidente di un Sudafrica libero eletto democraticamente». Quindi, un minuto per ogni anno.

Il Sudafrica e il mondo intero festeggiano Nelson Mandela.

Facciamo nostri i sentimenti di felicitazione che l'arcivescovo Desmond Tutu ha espresso per i sudafricani: «Il più grande dono che potremmo offrire a Nelson Mandela è quello di emulare la sua magnanimità. Egli ha messo la riconciliazione e l'unità nazionale al primo posto del suo impegno politico; è stato capace di ascoltare l'altro, di sollecitare e rispettare il punto di vista altrui; ha dato un esempio di perdono e tolleranza, ispirando speranza e fierezza nelle persone da lui incontrate».

E facciamo eco alle felicitazioni di Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, nel suo messaggio per celebrare il Nelson Mandela International Day festeggiato il 18 luglio: «Nelson Mandela donò 67 anni della sua vita per portare un cambiamento alle persone del Sudafrica. Il nostro dono a lui può e deve essere quello di impegnarci per cambiare il nostro mondo. Prendetevi cura di un bambino; date cibo agli affamati; preoccupatevi dell'ambiente; svolgete volontariato in un ospedale o in un centro sociale. Questo è il modo migliore per augurare a Nelson Mandela un felice novantaquattresimo compleanno. È il modo migliore per ringraziarlo di essere una fonte di ispirazione per tutti noi».


Auguri per Mandela dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama: "la storia personale di Nelson Mandela è quella di una volontà incrollabile, di un'integrità irremovibile, di una costante umiltà. La nostra famiglia è sempre stata ispirata dall'esempio di Madiba" ha proseguito il presidente americano , per il quale " Mandela ha cambiato la storia, trasformato il suo paese, il continente e il mondo". "Mandela - ha concluso - ha dimostrato al mondo lo straordinario potere della non-violenza, della tolleranza".


La storia siamo noi - Un eroe, un mito

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Per le 94 candeline di Nelson Mandela la società Presenz Digital ha creato un video con cui si ripercorre la vita del simbolo della lotta all'apartheid attraverso i social network. Vengono così raccontati i 27 anni in prigione con tanto di foto pubblicate su Foursquare fino alla liberazione nel 1990 con le frasi realmente pronunciate da Mandela e passate alla storia.


AUGURI!

martedì 17 luglio 2012

"Un'ingiustizia sociale di Gesù? " di Gianfranco Ravasi

«Questi ultimi hanno

lavorato una sola ora,
eppure li hai trattati
come noi, che abbiamo
sopportato il peso della
giornata e il caldo!».
(Matteo 20,12)

La parabola evoca, come accade spesso alla predicazione di Gesù, la concretezza di una situazione sociale amaramente costante nella storia dell’umanità. La parola di Cristo non è né eterea né aerea, bensì è piantata saldamente nel terreno delle vicende umane. Di scena è ora la disoccupazione e il precariato. Come è noto, nella piazza del mercato, quella principale della città, stazionavano i braccianti, in attesa che un proprietario terriero o un mediatore (l’infame prassi del “caporalato” dei nostri tempi ne è la continuazione) li prendesse a giornata. 
Sappiamo lo sviluppo della parabola, narrata dal solo Matteo (20,1-16) e scandita sulla suddivisione della giornata secondo l’“orologio” di allora. Si parte con l’alba che è l’ultima parte della notte e la prima del giorno, si procede con la “terza ora”, cioè le nove, si passa alla “sesta” (mezzogiorno) e alla “nona” (le tre pomeridiane) e si giunge all’“undicesima ora”, in pratica le cinque del pomeriggio, alle soglie della sera e della notte. Il compenso pattuito è di un denaro d’argento, l’unità monetaria romana che rappresentava il salario giornaliero di un operaio e la spesa media di una giornata, come si dice nella parabola del buon Samaritano (Luca 10,35). Il denarius recava l’effigie dell’imperatore: si spiega così la scena del tributo a Cesare narrata nei Vangeli (Matteo22,19). 
Strettamente parlando, quel padrone che pattuisce con tutti un denaro di paga, riservandolo anche a chi ha lavorato una sola ora pomeridiana, agisce, da un lato, correttamente sulla base del contratto “separato” stipulato con ciascuno, ma d’altro lato non è certo un modello di giustizia nelle relazioni industriali. Qual è, allora, il senso della parabola, fermo restando che il suo messaggio non può essere orientato all’ingiustizia sociale?

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