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domenica 22 aprile 2012

Lectio del Vangelo della domenica a cura di fr. Egidio Palumbo

Lectio del Vangelo della domenica
a cura di fr. Egidio Palumbo
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)
III DOMENICA DI PASQUA/B - 22.04.2012

1. Proseguiamo l’itinerario mistagogico del tempo pasquale, sostando ancora nel luogo dove si trovano riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro. La pagina del vangelo di questa domenica (Lc 24,35-48), infatti, ci parla dell’incontro del Crocifisso Risorto con gli Undici e con gli altri, incontro che avviene mentre i discepoli di Emmaus narrano loro di «ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane» (Lc 24,35). 

2. Il luogo non è semplicemente quello architettonico di un edificio, ma lo spazio vitale della comunità, fatta di persone concrete, di persone sconvolte, paurose, incerte, stupite e incredule. 
È in questa comunità, attraversata da questi sentimenti, che il Risorto si fa presente. E la sua presenza è reale, non fittizia o immaginaria; è stabile («stette»), non momentanea e sostituibile con altri… ; è centrale («in mezzo a loro»), non marginale o onoraria, perché lui sta in mezzo come colui che serve (Lc 22,27) 
Per questo la sua è una presenza che avanza e si impone con la forza della gratuità e dell’amore, perché è lui che prende l’iniziativa per farsi riconoscere. 
Infatti, dona la Pace, vale a dire, prende lui l’iniziativa per ristabilire quella relazione di comunione e di fraternità che si era interrotta al momento dell’arresto con la fuga dei discepoli. 
Inoltre, invita a toccarlo, mostrando le mani e i piedi, ovvero i segni dei chiodi del Crocifisso, ma anche quelle mani che hanno donato, condiviso, abbracciato, salutato, sostenuto, rialzato, e quei piedi che hanno camminato sulle strade, sulle rive del lago, che hanno attraversato città e villaggi, che hanno trovato ospitalità e riposo nelle case. Sì, mostrando le mani e i piedi, è come se Gesù mostrasse tutta la sua vita, quello che ha detto e quello che ha fatto. 
Ma gli Undici e gli altri che stanno con loro (e anche noi con loro) fanno fatica a credere, ad affidarsi a lui, a riprendere quella relazione di comunione fraterna con lui...


sabato 21 aprile 2012

"7 km da Gerusalemme" film che si ispira all’incontro dei discepoli di Emmaus con il Signore, trasponendo la vicenda ai nostri giorni


"7 km da Gerusalemme" 
film che si ispira 
all’incontro dei discepoli di Emmaus con il Signore, 
trasponendo la vicenda ai nostri giorni



Tratto dall’omonimo romanzo di Pino Farinotti, il film del 2007 diretto dal regista Claudio Malaponti si ispira all’incontro dei discepoli di Emmaus con il Signore, trasponendo la vicenda ai nostri giorni (l’Emmaus del Vangelo è indicato come un luogo a sette miglia da Gerusalemme e non a sette km come nel film)
Questo film non è un racconto sulla vita di Gesù, ma una riflessione sulla comunicazione tra Dio e la superficiale esistenza dell’uomo moderno. Nel film, il Gesù incontrato non dice di sé e non offre risposte esplicite alle interrogazioni del viandante. È un compagno di viaggio discreto e silenzioso, che lascia l’interlocutore libero di parlare della realtà e delle persone significative della sua esistenza. 

LA TRAMA
È la storia di Alessandro Forte, pubblicitario 43enne il quale, in piena crisi esistenziale, si trova quasi per caso a partire per la Città Santa. Tra la sabbia e le colline del brullo deserto, sulla strada verso Gerusalemme incontra un uomo scambiato per un bizzarro artista di strada, che dice di chiamarsi Gesù. Dopo l’iniziale sconcerto, tra i due nasce un intenso legame fatto di interrogativi e confronti, causa di un forte cambiamento nell’esistenza di Alessandro.
Mentre passano sullo schermo i flashback della sua vita si colgono, come in una rappresentazione figurativa, la crescita spirituale del protagonista unitamente agli illusori miraggi del mondo moderno. Dal punto di vista cinematografico sono di grande richiamo gesti come la frazione del pane e i momenti in cui Gesù appare e scompare, ma anche il moderno Messia che beve Coca Cola e in macchina si allaccia la cintura di sicurezza. Una sorta di parabola moderna le cui immagini richiamano alla mente le illustrazioni religiose dei vecchi libri che tanto ci hanno incantati da piccoli.

Leggi:





“I discepoli di Emmaus”: un brano che ha sempre affascinato - Carlo Maria Martini

“I discepoli di Emmaus”: 
- un brano che ha sempre affascinato - 

Carlo Maria Martini


"Vangelo in miniatura, è un racconto dove fede ed emozione, ragione e sentimento, dolore e gioia, dubbio e certezza si fondono, toccando le corde più profonde del lettore, sia esso credente o soltanto in ricerca, creando profonde risonanze al desiderio di mettersi in cammino verso Colui che offre la pienezza della felicità.
Di esso sono state offerte numerose letture: quella propriamente biblica, quella catechetica, quella liturgica…ognuna da approfondire. Ora ci focalizzeremo sulla interpretazione del racconto.

In cammino verso Emmaus: la vita sconfitta
Gli avvenimenti a Gerusalemme si sono svolti vorticosamente e crudelmente: il processo,l’agonia, la morte, la sepoltura. Due dei discepoli di Gesù, che hanno assistito a tutto ciò, se ne vanno da Gerusalemme verso un villaggio di nome Emmaus e parlano di tutti gli avvenimenti che si sono susseguiti davanti ai lori occhi… hanno subito lo scacco delle loro proiezioni…E’ LA FUGA DAL CROCIFISSO.

Tra le tante chiavi di lettura del brano, sono interessanti i temi della “strada” e della “parola”.
Gesù ed i due discepoli parlano camminando ed il parlare camminando è importante nell’opera lucana. Infatti è propria di questo evangelista la sezione del “grande viaggio”, ben dieci capitoli (9,51-19,27) nei quali viene raccontato il viaggio di Gesù e dei discepoli verso Gerusalemme, all’interno del quale sono inseriti importanti parabole e discorsi del Maestro.
I due discepoli non riescono ad attribuire significato al momento della morte di Gesù. Per loro la croce è ancora un incomprensibile scandalo. Sulla croce è svanito il sogno di poter realizzare con Gesù un cambiamento concreto nel loro paese (“noi speravamo che fosse lui a liberare Israele”).
E’ vero, continua il racconto, che si è sparsa la voce, alimentata da alcune donne, che egli è vivo, ma i discepoli, in fin dei conti, Gesù non lo hanno visto…
I due hanno dato sfogo a tutto quello che avevano dentro. In loro si vede la differenza tra il sapere ed il credere: hanno proclamato un perfetto credo in Gesù di Nazareth, riconoscendone la qualità di profeta, fino alla affermazione: “Egli è vivo”….ma restano nell’incomprensione. Tutto è stato detto, ma tutto resta oscuro. Tutto è razionalmente raccontato, ma di tutto sfugge il senso profondo.

La Parola interpreta la vita
Ora Luca imprime una svolta al racconto. Pone di fronte alla comunità l’ostacolo che non riusciva a superare: la morte di Gesù. Luca dà il senso totale del Cristo attraverso la spiegazione delle Scritture e la frazione del pane. ..."

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“I discepoli di Emmaus” di Carlo Maria Martini  (pdf)


"Al servizio della storia. A cinquant’anni dal Concilio Vaticano II " di Rosario Giuè

Al servizio della storia. 
A cinquant’anni 
dal Concilio Vaticano II

di Rosario Giuè

A cinquant’anni dall’apertura del Concilio Vaticano II si può lavorare per una nuova responsabilità della Chiesa italiana nel Paese? Da tempo la credibilità della Chiesa italiana non trova molta accoglienza nell’opinione pubblica, specialmente tra i giovani. Provate a parlare con i giovani e chiedete loro cosa pensano della Chiesa. Sempre più spesso l’istituzione ecclesiale è vista da molti come un potere temporale, un potere mondano come tanti altri. E se nel corpo ecclesiale vi sono numerosissimi esempi (anche tra i vescovi) di dedizione e di apertura agli altri e alle altre, di disinteressato impegno, di testimonianza con povertà di mezzi. Se nei Paesi e nelle città vi sono uomini e donne che si spendono ogni giorno al servizio della dignità delle persone, spinti dalla causa del Vangelo; se nelle città numerosi cattolici sono impegnati nella ricerca di verità e giustizia; se non sono poche le comunità cristiane che cercano un nuovo linguaggio adatto ai tempi mutati e alle nuove sensibilità e propongono un’essenza della fede liberata da incrostazioni culturali e storiche non più presentabili; se tutto ciò è vero, contemporaneamente a molti l’istituzione ecclesiale, in Italia, appare come un pachiderma che non sposa la causa dell’uomo ma la causa di sé stessa. ..." (Rosario Giuè - Mosaico di Pace - Marzo 2012)

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Al servizio della storia. A cinquant’anni dal Concilio Vaticano II di Rosario Giuè


venerdì 20 aprile 2012

Profanata la tomba di don Peppino Diana trafugati dalla parrocchia di San Nicola il Santissimo e il Calice della Messa, ma... la memoria non si può rubare!

Non c'è pace nemmeno dopo la morte per don Peppe Diana, parroco della chiesa di Casal di Principe intitolata a San Nicola di Bari, ucciso della camorra il 19 marzo del 1994 mentre si trovava nella sua sacrestia. Dopo i danni al parco che porta il suo nome, nel comune reso celebre dagli scritti anti camorra di Roberto Saviano, la cui Giunta è stata sciolta il 6 aprile, è arrivato anche il furto alla sua tomba, dalla quale dei ladri hanno sottratto una mano d'oro del diametro di sette centimetri.

Ormai è chiaro. La parrocchia di don Giuseppe Diana, a Casal di Principe, è tornata nel mirino della camorra. Dopo la profanazione della cappella mortuaria di don Giuseppe Diana e il furto della targa incastonata nel marmo e intitolata al sacerdote anticamorra, sono stati trafugati dalla parrocchia di San Nicola il Santissimo e il Calice della messa. Ce lo riferisce lo stesso don Franco Picone, il successore di don Diana. 

"Se prima si poteva ipotizzare che quello avvenuto nel cimitero di Casal di Principe fosse un semplice furto, ora non ho dubbi nel dire che i due episodi siano collegati"

Profanata la tomba: sabato un appuntamento di preghiera

«... La camorra, con la sua volgarità e il suo cinismo è sempre più insopportabile, le sua azioni vanno prevenute prima ancora che represse. Don Peppino Diana si batteva per questa presa di coscienza e pagò con la vita il suo apostolato di legalità. Non sarà certo il gesto di alcuni sconsiderati che si sono accaniti sulla sua tomba e cancellarne il valore». 

Il documento della forania di Casal di Principe e della Diocesi di Aversa pubblicato in occasione dei vent'anni dell’uscita della celebre lettera aperta redatta proprio da don Giuseppe dal titolo “Per amore del mio popolo”. La rilettura a cura della diocesi di Aversa si intitola “ Poiché il cielo rosseggia”, con “una breve analisi di quanto è avvenuto in questi 20 anni” 



Cos’è più importante nella vita di un uomo, l’obbedienza o la libertà? Vito Mancuso intervistato da Corrado Augias e da Fabio Fazio

Critica e rinnovamento della coscienza cristiana

Cos’è più importante
nella vita di un uomo,
l’obbedienza o la libertà?


Vito Mancuso intervistato
da Corrado Augias e da Fabio Fazio


Vito Mancuso, editorialista de la Repubblica, scrittore e docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, il 30 marzo, è tornato in libreria con Obbedienza e libertà - Critica e rinnovamento della coscienza cristiana; dal 2011, dirige la collana editoriale Campo dei fiori
Il teologo Vito Mancuso affronta con Corrado Augias a “Le Storie - Diario Italiano”, il “tragico paradosso” della coscienza cristiana puntata trasmessa il 20.04.2012

GUARDA IL VIDEO:

Le storie - Vito Mancuso


L'intervista di Fabio Fazio a "Che tempo che fa" puntata del 15 aprile 2012.
GUARDA IL VIDEO


Ricordando don Tonino Bello

20 aprile 2012 - Don Tonino muore il 20 aprile 1993, a 58 anni.
Ancora luce sui nostri sentieri, lo ricordiamo coralmente. Con l’affetto e l’amicizia di sempre.

Il 20 aprile, ricorre il 19° anniversario della scomparsa dell’indimenticabile ed amatissimo don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, Giovinazzo, Ruvo, Terlizzi e Ruvo dal 1982 al 1993. Egli non è ancora salito agli onori degli altari, ma è stato fatto santo dalla sua gente, dalle persone da tutti escluse e che per lui, invece, sono stati i tasselli mancanti per arrivare alla santità.
Leggi tutto: Ricordiamoci di ciò che Don Tonino Bello scriveva ai politici

Per monsignor Luigi Bettazzi: «Ricordare don Tonino vuol dire credere alla nonviolenza, impegnandosi nella solidarietà ai più poveri ed emarginati, e operare a qualunque costo per la pace».
Leggi tutto: Una vita per gli altri di mons. Luigi Bettazzi, Vescovo di Ivrea in JESUS, aprile 1998 (doc)

Torna ogni l'anno l'appuntamento del 20 aprile, data ormai segnata tra gli anniversari da non dimenticare.

Don Luigi Ciotti ricorda don Tonino Bello - 1/2

Don Luigi Ciotti ricorda don Tonino Bello - 2/2

Noi vogliamo ricordarlo così...
«Ho visto con mia grande sorpresa che siete in tantissimi! Avrei voluto stringere la mano di tutti, farvi di persona il mio augurio cordiale, perché ve lo voglio ricambiare. L'augurio che voi avete fatto a me questa sera con il vostro canto e la vostra presenza rimbalza su di voi... ed è un augurio di felicità... Vi faccio tanti auguri per la vostra vita, per i vostri sogni, per il vostro futuro» 
«Grazie ancora… per questa manifestazione di affetto…! – ho detto – vorrei scendere ed abbracciarvi ad uno ad uno… comunque lo faccio con la voce e vi stringo con tantissimo affetto… e vi voglio bene!» (don Tonino Bello)



giovedì 19 aprile 2012

Politica e povertà in Italia,cresce la protesta dei cittadini onesti

Politica e povertà in Italia,
la protesta dei cittadini onesti cresce.

In questo periodo di grande crisi, mentre emergono sempre nuovi scandali che coinvolgono i politici, che in ogni caso si ostinano a non rinunciare ai loro privilegi, il governo chiede  nuovi e pesanti sacrifici alle fasce più deboli, senza lasciarsi condizionare dal drammatico numero dei suicidi! 

Adesso basta! 

La protesta nonviolenta passa da internet!  


Ecco l'ennesimo provvedimento che il governo prepara:
"provvedimento all'esame del Senato cancella la norma che esentava dal pagamento degli esami di laboratorio e delle prestazioni di diagnostica strumentale chi guadagna meno di 8.263"



La protesta passa da internet (tramite mail, facebook,...)
Ecco il testo integrale che gira da diversi giorni


E' IN ATTO UNA VERA E PROPRIA RIVOLUZIONE POPOLARE
TRAMITE INTERNET !!!!
FATE GIRARE, FATE GIRARE!
COSA DICE MONTI ?
· L'EUROPA CI CHIEDE DI AUMENTARE L'ETÀ DELLA PENSIONE PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO.

NOI CHIEDIAMO A MONTI :
· DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI; DI ALLONTANARE DAI PUBBLICI UFFICI TUTTI QUELLI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO, O SI DIMETTONO DA SOLI PER EVITARE IMBARAZZANTI FIGURE.

· DI DIMEZZARE IL NUMERO DI PARLAMENTARI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUN PAESE HA COSÌ TANTI POLITICI.

· DI ELIMINARE I POLITICI DELLE PROVINCIE PERCHÈ CI SONO GIÀ QUELLI DELLE REGIONI ……………. DA 40 ANNI !

· DI DIMINUIRE IN MODO DRASTICO GLI STIPENDI ED I PRIVILEGI A DEPUTATI E SENATORI, PERCHÉ IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO.

· DI POTER ESERCITARE IL “MESTIERE” DI POLITICO AL MASSIMO PER DUE LEGISLATURE, COME IN EUROPA TUTTI FANNO.

· DI METTERE UN TETTO MASSIMO ALL’IMPORTO DELLE PENSIONI EROGATE DALLO STATO (ANCHE RETROATTIVAMENTE) MAX 5.000,00 EURO AL MESE PER CHIUNQUE, POLITICI E NON, POICHE’ IN EUROPA NESSUNO PERCEPISCE 15/20/30.000,00 EURO AL MESE DI PENSIONE COME AVVIENE IN ITALIA.

· DI FAR PAGARE I MEDICINALI, LE VISITE SPECIALISTICHE E LE CURE MEDICHE, AI FAMILIARI DEI POLITICI, POICHÉ IN EUROPA NESSUN FAMILIARE DI POLITICO NE USUFRUISCE, COME AVVIENE INVECE IN ITALIA, DOVE, CON LA SCUSA DELL’IMMAGINE, VENGONO ADDIRITTURA MESSI A CARICO DELLO STATO ANCHE GLI INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA, LE CURE BALNEOTERMALI ED ELIOTERAPICHE DEI FAMILIARI DEI NOSTRI POLITICI !!


INOLTRE,
CARI MINISTRI,

· NON CI PARAGONATE ALLA GERMANIA DOVE:
o NON SI PAGANO LE AUTOSTRADE;
o I LIBRI DI TESTO PER LE SCUOLE SONO A CARICODELLO STATO SINO AL 18° ANNO D’ETÀ;
o IL 90 % DEGLI ASILI NIDO SONO AZIENDALI E GRATUITI E NON TI CHIEDONO 400/450 EURO, COME GLI ASILI STATALI ITALIANI !!

· MENTRE, IN FRANCIA:
o LE DONNE POSSONO EVITARE DI ANDARE A LAVORARE PART-TIME PER RACIMOLARE QUALCHE SOLDO INDISPENSABILE IN FAMIGLIA E PERCEPISCONO DALLO STATO UN ASSEGNO DI 500,00 EURO AL MESE, COME CASALINGHE, PIU’ ALTRI BONUS IN BASE AL NUMERO DI FIGLI.
· ED ANCHE, SEMPRE IN FRANCIA:
o NON SI PAGANO LE ACCISE SUI CARBURANTI PER LE CAMPAGNE DI NAPOLEONE, MENTRE
NOI LE PAGHIAMO ANCORA PER LA GUERRA D’ABISSINIA.

AI NOSTRI POLITICI CHIEDIAMO:
· CHE LA SMETTANO DI OFFENDERE LA NOSTRA INTELLIGENZA; IL POPOLO ITALIANO CHIUDE UN OCCHIO, A VOLTE DUE; UN ORECCHIO E PURE L’ALTRO MA, LA CORDA CHE STATE TIRANDO DA TROPPO TEMPO, SI STA SPEZZANDO. CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE ….. TEMPESTA !!!

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SE APPROVI, DIFFONDI LO STESSO MESSAGGIO E CHIEDI AD ALTRI DI FARLO ! ! !
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"Rovinati dal gioco d’azzardo" di Alex Zanotelli


"Rovinati dal gioco d’azzardo" 

di Alex Zanotelli
I “giocodipendenti” sono un milione e portano alla deriva le loro famiglie. C’è chi li aiuta. Anche la chiesa, missionari in testa, deve impegnarsi.

"A metà dello scorso marzo ho avuto una bellissima sorpresa. Nel Rione Sanità di Napoli, dopo l’incontro che siamo soliti fare ogni giovedì con la rete che mette insieme le diverse realtà che lavorano sul territorio, sono stato invitato a partecipare alla prima riunione dei cosiddetti “Ga”, cioè “giocatori anonimi”.
Questa dei “giocatori anonimi”, non molto conosciuta in Italia, è una straordinaria esperienza di gruppi che aiutano le persone a uscire dalla trappola del gioco d’azzardo compulsivo. L’incontro è stato gestito da Ciro e Maria, marito e moglie, che da anni dedicano le loro serate ad aiutare i giocatori d’azzardo a cambiare strada.
È stato importante per me ascoltare le esperienze dei vari partecipanti: come si entra nella logica del gioco d’azzardo (parliamo di gioco lecito: dalle slot machine al gratta e vinci), come si è portati a spendere e a rischiare sempre di più, come si perdono somme rilevanti, come vengono coinvolte, e non di rado disarticolate, le famiglie...
Sono rimasto di stucco quando mi sono reso conto conto di quanto sia esteso questo mondo e di come si può lavorare per arginare questo fenomeno. La logica che muove i “Ga” è la stessa degli “Aa”, gli alcolisti anonimi. Si riuniscono per condividere esperienze, per acquisire sostegno e speranza dal gruppo, allo scopo di risolvere il comune problema. I gruppi di auto-aiuto non sono affiliati a nessuna setta o partito o chiesa. ...." (Alex Zanotelli -  pubblicato su "Nigrizia" di Aprile 2012)

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Guarda anche il servizio delle "Iene"

Newslot, VLT, Bingo, scommesse e lotterie. Un' immensa torta spartita tra Stato, concessionari ed esercenti.Quest'anno l'industria dei giochi ha fatturato 61,4 miliardi di euro, di cui circa 44 ritornano in vincite, 9,9 vanno nelle tasche dell'erario (+17%), il resto in quello di concessionarie e esercenti. Ma chi ci guadagna davvero? 


SERVIZIO di "REPORT -RAI "



Guarda la puntata integrale di "Report"I Biscazzieri - Report dell'08/05/2011


"Filìa e Logos" di Giovanni Mazzillo

"Filìa e Logos" 
di Giovanni Mazzillo

Un Dio al di sopra di ogni cosa, capace di amare a dismisura, in modo disinteressato e infinito. Ecco ciò in cui credo. Giovanni Mazzillo (Teologo)

"D come Dio. Come DARSI, sì come DONARSI. Non c’è alcun Dio se non il Dio che si dona. Insomma: “Non si dà un Dio che non si dà”. Ma non è un gioco di parole. Per me è una legge metafisica. Superiore persino alla legge gravitazionale di Newton che tiene in moto pianeti e satelliti, stelle e galassie. O se si preferisce: superiore persino all'unica legge, della quale si è tuttora alla ricerca, che unifichi quelle quattro leggi primordiali: la nucleare, che tiene uniti gli atomi e le loro particelle subatomiche; la forza debole della radioattività; la forza elettro-magnetica e appunto la stessa forza di gravità. 
Superiore a questa, perché dà ragione di essa e di tutte le altre da essa dipendenti. L’aveva intuita Empedocle. L’aveva chiamata filìa, da filéin, amore tra simili, amore disinteressato che fa esistere le cose, mentre l’odio, il néikos, le disgrega e le distrugge. Se Dio è la radice di tutte le cose e ogni realtà nasce dall'amore, non si dà un Dio che non si dona. Legge metafisica, perché è oltre le leggi fisiche e ne spiega la sensatezza ultima. Dà la ragione a tutte le altri ragioni. È il Logos, cioè la ragione ultima, oltre la quale non ne esiste un’altra. Similmente a quella scoperta da Parmenide e udita per la prima volta da queste parti, nella scuola di Elea: l’essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere. Oggi sono in grado di tradurla così: Dio è colui che ama e non può non amare. Un dio che non ama non può esistere. Quale sarebbe l’alternativa e quale di fatto è stata ed è per tanti l’immagine di Dio? ... "

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Filìa e Logos di Giovanni Mazzillo

mercoledì 18 aprile 2012

BENEDETTO XVI - UDIENZA GENERALE del 18 aprile 2012



BENEDETTO XVI

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 18 aprile 2012


"Cari fratelli e sorelle,

dopo le grandi feste, ritorniamo adesso alle catechesi sulla preghiera. Nell’udienza prima della Settimana Santa ci siamo soffermati sulla figura della Beata Vergine Maria, presente in mezzo agli Apostoli in preghiera nel momento in cui attendevano la discesa dello Spirito Santo. Un’atmosfera orante accompagna i primi passi della Chiesa. La Pentecoste non è un episodio isolato, poiché la presenza e l’azione dello Spirito Santo guidano e animano costantemente il cammino della comunità cristiana. Negli Atti degli Apostoli, infatti, san Luca, oltre a raccontare la grande effusione avvenuta nel Cenacolo cinquanta giorni dopo la Pasqua (cfr At 2,1-13), riferisce di altre irruzioni straordinarie dello Spirito Santo, che ritornano nella storia della Chiesa. E quest’oggi desidero soffermarmi su quella che è stata definita la «piccola Pentecoste», verificatasi al culmine di una fase difficile nella vita della Chiesa nascente.

Gli Atti degli Apostoli narrano che, in seguito alla guarigione di un paralitico presso il Tempio di Gerusalemme (cfr At 3,1-10), Pietro e Giovanni vennero arrestati (cfr At 4,1) perché annunciavano la Risurrezione di Gesù a tutto il popolo (cfr At 3,11-26). Dopo un processo sommario, furono rimessi in libertà, raggiunsero i loro fratelli e raccontarono quanto avevano dovuto subire a causa della testimonianza resa a Gesù il Risorto. In quel momento, dice san Luca, «tutti unanimi innalzarono la loro voce a Dio» (At 4,24). Qui san Luca riporta la più ampia preghiera della Chiesa che troviamo nel Nuovo Testamento, alla fine della quale, come abbiamo sentito, «il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono colmati dello Spirito Santo e proclamavano la Parola di Dio con franchezza» (At 4,31)."

Leggi l'intervento integrale:
udienza del 18 aprile 2012


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FAR RINASCERE LA FEDE - bisogna accettare la “morte della teologia” - di Arturo Paoli

FAR RINASCERE LA FEDE
- bisogna accettare la “morte della teologia” -

di Arturo Paoli

"Per chiarire questa alternativa di morte – vita che sono due eventi che in qualche modo interagiscono nelle nostre storie individuali, bisogna tornare al peccato originale. Che è il punto di partenza dell’iniziazione cristiana. Fino al nostro oggi è stato qualcosa di misterioso, una macchietta che il neonato da donna si porta nella carne rosea. È misterioso ma il lavaggio del battesimo cancellerebbe questa misteriosa macchia. Il momento storico che stiamo vivendo è un momento molto importante per questo chiarimento. Quello che veramente cambia ed è sempre in un processo di cambio, è il movimento del pensiero. Il pensatore lituano – francese Lévinas ha definito la tappa attuale di questo movimento, morte della filosofia. E conseguentemente muore la teologia che è come il muschio su una pietra umida. Non si può aiutare la diffusione della fede cristiana se non si accetta l’avvenimento morte della teologia. Lo stesso Lévinas che ha annunziato la morte della filosofia ha scoperto un cammino per illuminare il mistero esistente nel centro della relazione creatore – esseri creati che è il centro stesso della nostra fede. Aprendo una parentesi mi pare che la notizia della morte del padre può aprirci alla scoperta di questa paternità universale che sola può introdurci nel senso della nostra esistenza; e forse questo è il solo sentiero della pace. Quante novità positive scopriranno le generazioni dei credenti che abiteranno la terra! L’amico Luigi Zoja, grande esperto dei sentieri dell’anima, è arrivato a scoprire nei greci che questo peccato originale è una tendenza drammatica che si avvinghia alla misteriosa energia che chiamiamo vita. L’acqua battesimale con i suoi riti e i suoi carismi è un’iniziazione alla nostra esistenza ..."

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FAR RINASCERE LA FEDE di Arturo Paoli


martedì 17 aprile 2012

"Le Frontiere dello Spirito" puntata del 15 aprile 2012


"Le Frontiere
 dello Spirito"
 puntata del 15 aprile 2012 
  II Domenica di Pasqua


Il programma di cultura e attualità religiosa, curato e condotto dal Cardinale Gianfranco Ravasi, insigne biblista, e dalla giornalista Maria Cecilia Sangiorgi

Nella prima parte della trasmissione, il cardinale Ravasi commenta con la consueta competenza e autorevolezza la prima lettura (Atti degli Apostoli 4, 32-35) e un frammento del salmo (118) proclamati nella celebrazione della domenica.

Nella seconda parte del programma "I volti e le storie", curata da Maria Cecilia Sangiorgi, il servizio "Il cammino di S. Michele l'Angelo nella grotta" Crescono i pellegrinaggi ai Santuari, con la riscoperta di antichi itinerari di Fede, come il "cammino dell'Angelo"  dedicato all'arcangelo Michele, una devozione che si è riaccesa forse perchè tutti aspiariamo ad un difensore, qualcuno che può sconfiggere il male ....

Guarda la puntata completa:
video dal sito Mediaset


DITTATURA ECONOMICA di Frei Betto


DITTATURA ECONOMICA                                                                                   

di Frei Betto


"La povertà colpisce già 115 milioni di persone dei 27 paesi dell'Unione Europea, ossia quasi il 25% della popolazione e minaccia altri 150 milioni di abitanti. 
In Spagna il tasso di disoccupazione arriva al 22,8%. Grecia e Italia sono governate da primi ministri scelti dal FMI. Irlanda e Portogallo sono insolventi. In Belgio e nel Regno Unito le manifestazioni di piazza confermano che "la festa è finita". 
Adesso la Banca Centrale dell'Unione Europea vuole nominare, per ogni paese in crisi, un revisore per controllare i bilanci. È l'ufficializzazione della dittatura economica. Il Regno Unito e la Repubblica Ceca hanno votato contro, ma gli altri 25 paesi hanno approvato. Rimane da sapere se la Grecia, prima della lista della dittatura economica, accetterà di rinunciare alla sua sovranità e consegnare i suoi conti ad un controllo esterno. 
L'attuale crisi internazionale è molto più profonda. Non si esaurisce nella turbolenza finanziaria. È in crisi un modello di civiltà fondato sull'idea che ci possa essere uno sviluppo economico illimitato in un pianeta di risorse infinite… Questo modello identifica felicità con ricchezza, benessere con accumulazione di beni materiali, progresso con consumismo. Tutte le dimensioni della vita - la nostra e quella del pianeta - soffrono oggi per un processo di mercificazione. Il capitalismo è il regno del desiderio infinito bloccato sul paradosso di realizzarsi in un pianeta finito, con risorse naturali limitate e una ristretta capacità di accogliere popolazione. ..."

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