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sabato 7 luglio 2012

Il dialogo è gratuita attenzione all'altro di Bruno Forte

Il dialogo è gratuita attenzione all'altro
 di Bruno Forte 

"Quanto sta avvenendo in Italia, in Europa e nell’intero “villaggio globale” mostra con evidenza quanto ci sia bisogno di dialogo: dalla crisi che attraversiamo non si uscirà se non insieme.
Sembra lo stiano comprendendo anche le forze politiche, o almeno i più. Dialogare, però, non è facile: può farlo veramente solo chi crede in un interesse superiore alle parti, nel bene comune da amare e servire più del proprio o di quello di gruppo. Riflettere sulle condizioni che rendono possibile e autentico il dialogo non è allora un esercizio astratto, risulta anzi tanto importante, quanto urgente. Il dialogo comporta sempre una sorta di uscita da sé, dalle ristrettezze del proprio punto di vista, per arrivare alla condivisione e all’incontro con l’altro: a tutti i livelli, il dialogo è il linguaggio della vita vissuta come dono e come impegno, e perciò il luogo dove propriamente può realizzarsi la ricerca del bene comune. Dove non c’è impegno generoso per gli altri non potrà esserci dialogo; e, analogamente, dove non c’è dialogo è dubbio che possa esserci attenzione  adeguata al bene di tutti e spirito di servizio. Si potrebbe rischiare l’affermazione che il dialogo è la misura dell’autenticità della vita, della ricchezza di umanità di ciascuno e della credibilità delle proposte fatte per il bene comune. Perciò, nulla si oppone di più alla natura del dialogo che la strategia o il tatticismo: dove il dialogo è strumento per dominare l’altro o per usarlo ai propri fini, lì cessa di esistere. Il dialogo, in tutti i campi e specialmente in politica, ha la dignità del fine e non del mezzo: esso esige la gratuità dell’intenzione e si propone come una possibilità feconda d’incontro che nasce dalla volontà di servire la causa del bene di tutti.
Proprio per questo il dialogo non nasce e non si sviluppa lì dove la dignità e la consistenza dell’altro non siano rispettati. Il monologo, che ignora le esigenze e gli apporti altrui, vanifica l’incontro, rendendolo puramente accidentale: il dialogo, al contrario, vive della “reciprocità delle coscienze” (Maurice Nédoncelle), dello scambio fecondo in cui il dare e il ricevere sono misurati dalla gratuità e dall’accoglienza di ciascuno dei due. La massificazione anonima esclude ogni possibilità di esistenza dialogica: il riconoscimento dell’alterità come dono da accogliere, e non come rischio da cui difendersi, è essenziale al dialogo. E questo vale nel rapporto interpersonale come in quello fra gruppi (si pensi, ad esempio, alla presenza degli immigrati fra noi). ..."

Leggi il testo integrale:
Il dialogo è gratuita attenzione all'altro di Bruno Forte  (PDF)

venerdì 6 luglio 2012

Premio Archivio Disarmo Colombe d’Oro per la pace 2012 a Mons. Ignatius Kaigama, Arcivescovo di Jos in Nigeria

Premio Archivio Disarmo Colombe d’Oro per la pace 2012

Il Premio giornalistico Colombe d'oro per la pace vuole essere di stimolo a tutti gli operatori dell'informazione a farsi portatori degli ideali di pace e di convivenza tra i popoli, le nazioni e gli stati. Istituito nel 1986 - anno internazionale della pace. 
La giuria, composta da Fabrizio Battistelli, Giorgio Bertinelli, Miriam Mafai, Andrea Riccardi, Tana De Zulueta e presieduta dal premio Nobel Rita Levi-Montalcini, assegna annualmente delle Colombe d’oro a giornalisti operanti nell'ambito dei quotidiani, dei periodici e delle radio-televisioni, nonché a una personalità distintasi in campo internazionale.

Il prestigioso riconoscimento quest'anno è stato attribuito a Mons. Ignatius Ayau Kaigama  per il coraggio e l’impegno con cui promuove ogni giorno i valori della comprensione, della riconciliazione e della pacifica convivenza nel grande paese africano dilaniato dal conflitto etnico e religioso. Per la sezione giornalisti le Colombe d’Oro sono state assegnate a Francesca Caferri de La Repubblica, che da oltre dieci anni segue le maggiori crisi umanitarie del mondo arabo e musulmano con particolare attenzione al genere femminile, a Giovanni Porzio, storico inviato di Panorama autore di servizi e reportage dai fronti di guerra più caldi e a Giovanni Tizian, della Gazzetta di Modena, che con tenacia denuncia il radicamento della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale dell’Italia settentrionale.

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“Sempre più persone parlano di dialogo ma i giornalisti non lo raccontano, come se preferissero le bombe”: a parlare con la MISNA è monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza episcopale della Nigeria, a Roma per ricevere il premio Colombe d’oro per la pace.
L’arcivescovo, si legge nella motivazione diffusa dagli organizzatori di Archivio Disarmo, è “uomo di dialogo che non si limita a condannare le violenze ma si adopera attivamente per interrompere la spirale d’odio”. Un lavoro cruciale in Nigeria, dove gli attentati del gruppo islamico Boko Haram contro caserme di polizia, chiese o mercati dominano ormai da mesi i notiziari e le pagine dei quotidiani nazionali.


Discorso del Rev.Ignatius A. Kaigama, vescovo cattolico di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, in occasione del premio Colombe d’oro per la Pace 

Il coraggio e l’impegno per promuovere ogni giorno il dialogo tra cristiani e musulmani nel grande Paese africano dilaniato dalle violenze interreligiose. Con questa motivazione mons. Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos in Nigeria e presidente della Conferenza episcopale nigeriana, è stato insignito del Premio Archivio Disarmo – Colombe d’oro per la pace 2012. Alla premiazione tenutasi ieri sera a Roma era presente per noi (n.d.r. Radio Vaticana) Marco Guerra che lo ha intervistato


Il dissenso inizia con Gesù di Christian Albini


Il dissenso inizia con Gesù
di Christian Albini

Non è il grido di rivolta dei puri che, spada in pugno, vogliono costruire una nuova chiesa. Il dissenso cristiano appartiene piuttosto allo spazio della "correzione fraterna"

Che spazio ha il dissenso nell'esperienza cristiana?
Una caratteristica della stagione ecclesiale in corso è l'emergere, a livello internazionale, di nuovi fronti del dissenso, un fenomeno che sembrava estinto, o comunque di atteggiamenti di critica e di tensione nei confronti di alcune posizioni attualmente prevalenti tra la gerarchia e di alcuni comportamenti.
Alcuni esempi: l'appello dei teologi tedeschi dello scorso anno, l'iniziativa dei preti austriaci, la Conference des baptsisés in Francia, il caso delle suore statunitensi... In Italia, abbiamo, tra gli altri, gli incontri de "Il Vangelo che abbiamo ricevuto", o le analisi contenuti nei testi di Giorgio Campanini e Saverio Xeres, di Vinicio Albanesi e altri... Non entro nel merito dei singoli casi; mi interessa piuttosto riflettere sul fenomeno nella sua globalità. Tenendo presente che la categoria del dissenso - e c'è chi parla piuttosto di "disagio", con buone ragioni - è una denominazione comoda da usare, ma può trarre in inganno, perché rinvia troppo facilmente alle dinamiche delle stagioni della contestazione politica.
Bisogna, allora, precisare che con dissenso non intendo la contestazione di principio della fede o della Chiesa. Mi riferisco piuttosto a quella parola - maturata nella coscienza e nella preghiera assidua - che, dentro la Chiesa cattolica, pone un'obiezione a comportamenti o posizioni dell'autorità ecclesiale, in nome della fedeltà al Vangelo e all'amore per la Chiesa. C'è fatica ad accettare questo dissenso come parte di una sana vita cristiana. Anzi, lo si considera un esempio di relativismo da condannare, soprattutto da parte di chi pensa che tutto ciò che viene dai pastori sia autenticamente vero e indiscutibile.
Non così per Gesù. È, infatti, lui il modello di questo dissenso.


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giovedì 5 luglio 2012

Ottava edizione della manifestazione "Diversitalavoro" che favorisce l'inserimento nel mondo del lavoro di disabili, stranieri o iscritti alle categorie protette

Lavoro e diversità uguale Diversitalavoro
Ottava edizione della manifestazione che favorisce l'inserimento nel mondo del lavoro di disabili, stranieri o iscritti alle categorie protette

Annunci di lavoro 365 giorni all'anno con Diversitalavoro
Sul portale Diversitalavoro, le aziende partner pubblicano annunci di lavoro e ricevono le candidature durante tutto l'anno. 
Se non si ha la possibilità di partecipare ai career forum Diversitalavoro, c'è quindi l'opportunità di registrarsi, caricare il proprio cv ed entrare in contatto con le aziende.
Anche il portale degli annunci è dedicato a persone con disabilità e a persone di origine straniera, alle persone transgender oltre che agli appartenenti alle categorie protette.
Per consultare le offerte di lavoro occorre visitare la sezione "Annunci di Lavoro"



IL MINISTRO AUMENTA LA SPESA MILITARE - APPELLO "LAVORO NON BOMBE" AL PARLAMENTO

Crescono le adesioni all’appello contro il DDL Di Paola
Il Parlamento sta discutendo DDL di revisione dello strumento militare presentato dal ministro Di Paola. Pensiamoci bene! Leggi l'Appello con le adesioni aggiornate

Appello al Parlamento

Pensiamoci bene!

Il Parlamento sta discutendo il disegno di legge delega di revisione dello strumento militare presentato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che:
1. aumenta la spesa pubblica;
2. aumenta la spesa per gli armamenti;
3. impegna non meno di 230 miliardi per i prossimi 12 anni a sostegno di un enorme apparato militare;
4. autorizza il Ministero della Difesa a vendere armi italiane nel mondo;
5. taglia il personale e vende le caserme per comperare nuove armi;
6. stabilisce che in caso di calamità naturali gli interventi di soccorso dell’esercito dovranno essere pagati da chi li richiede;
7. trasforma le FFAA in uno strumento da guerre ad alta intensità.
Mentre s’impongono agli italiani tanti sacrifici, mentre si taglia la spesa pubblica e la spesa sociale, noi sottoscritti chiediamo al Parlamento di non approvare questa legge delega e di avviare una seria riforma dello strumento militare rendendolo compatibile con le possibilità economiche del Paese e coerente con una nuova idea di sicurezza e una nuova visione del ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo.
Leggi tutto: Pensiamoci bene!

Il ministro – ammiraglio Giampaolo Di Paola non si smentisce e, come ovvio per un titolare della Difesa che viene direttamente dalle gerarchie militari, esalta ad ogni occasione il ruolo delle Forze armate come strumento unico e indispensabile di sicurezza interna ed esterna e come testimonianza della grandezza e del prestigio di un paese. Sdegnato dalle polemiche intorno alla parata del 2 giugno, pochi giorni dopo, ha affermato sugli schermi televisivi, come riportato dai quotidiani: “Le Forze armate hanno bisogno di avere delle capacità operative importanti. Siamo un grande Paese e per poter lavorare con altri grandi Paesi e per lavorare con loro c’è bisogno di investire...
Leggi tutto: Rigettare il DDL Difesa: l’appello delle associazioni

Firma e diffondi la campagna "Lavoro non bombe" promossa dalla Tavola della pace. Per ritrovare un po’ di pace, per uscire dalla crisi insieme, più liberi ed eguali.
APPELLO
LAVORO NON BOMBE
Quello che vogliamo è il lavoro, non le bombe. Il lavoro ci da la vita, le bombe ce la tolgono. Il lavoro crea sicurezza, le bombe la distruggono. Vogliamo che i nostri soldi siano spesi per creare dignità e lavoro, non per comprare altre bombe. Senza lavoro non c’è pace né giustizia. Milioni di persone in Italia non hanno un lavoro dignitoso. Milioni di persone nel mondo vivono nella miseria sotto l’incubo delle bombe. Bisogna cambiare strada. Tagliare le spese militari per liberare risorse, investire sui giovani, sul lavoro e lo stato sociale. Questo chiediamo alla politica e alle istituzioni. Per ritrovare un po’ di pace, per uscire dalla crisi insieme, più liberi ed eguali.

PER FIRMARE L'APPELLO CLICCA QUI!


Mons.Montenegro:"Se la mafia c'è è anche colpa nostra" - Niente funerale ad boss della mafia


Mons.Montenegro:"Se la mafia c'è è anche colpa nostra"
Niente funerale ad boss della mafia

Il testo integrale dell'omelia che mons. Francesco Montenegro ha pronunciato il 1° luglio, nel Santuario di San Calogero, in occasione dei festeggiamenti.

"Mi piace oggi guardare con voi S. Calogero come uomo di pace e operatore di pace, come dice il Vangelo. Basta guardare ciò che porta nella mani per comprendere ciò che caratterizza la vita di questo santo uomo: la Bibbia e la cassetta delle medicine per aiutare i sofferenti. Vive la pace infatti chi è in atteggiamento di benevolenza verso il fratello. Qual è il pensiero contrario all'amore? La violenza, l’arroganza, l'odio, l'ipocrisia, la sopraffazione. Calogero è la pagina bella della nostra città. È la pagina scritta da Dio che vale la pena leggere dopo quelle riguardanti la mafia e i mafiosi che i quotidiani ci hanno offerto. È una pagina però che deve farci riflettere, perché la mafia non è solo un argomento da romanzi o da film, la mafia sono volti e storie vere che oggi si intrecciano ed influiscono sulle nostre storie e sulla storia di questo territorio, Sono coloro che, usando la prepotenza e la violenza, decidono sulla vita e sulle cose altrui, sulle scelte politiche come sulle economiche. Sono coloro che per favorire guadagni illeciti e supremazia criminale hanno tutti gli interessi ad incrementare il clientelismo, il controllo sociale, l’emarginazione e a ripudiare le forme pacifiche e oneste di vita. Sono coloro che non solo creano ma anche approfittano della povertà materiale degli altri, che provocano mancanza di posti di lavoro e povertà culturale, che reperiscono la manovalanza malavitosa, e seminano sfiducia nell'amministrazione pubblica e che sono anche causa della partenza dalla nostra terra di molti dei suoi figli, spesso i migliori. ..."
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Niente esequie per Lo Mascolo, ma soltanto una preghiera e la benedizione della salma. Il motivo? Lo Mascolo era considerato il nuovo boss mafioso di Siculiana, e l’ordine della Curia è stato netto: nessun funerale in chiesa per boss e presunti tali. 
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mercoledì 4 luglio 2012

"Lascia perdere chi ti porta a mala strada" speciale su Rai1 per ricordare don Pino Puglisi

“LASCIA PERDERE CHI TI PORTA A MALA STRADA”
Speciale di Rai Vaticano dedicato a don Pino Puglisi
trasmesso su RAI UNO martedì 3 luglio ore 23,10

”Con i fatti e con il martirio don Pino Puglisi ha fatto della sua esistenza un capolavoro di fede e di dignità umana, un monumento alla libertà”. Dopo l’annuncio dato dal Vaticano della prossima beatificazione del sacerdote siciliano padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia a Palermo il 15 settembre 1993, per la prima volta il Postulatore della Causa di Beatificazione, monsignor Vincenzo Bertolone, Arcivescovo di Catanzaro, spiega i motivi per cui la Santa Sede ha deciso di riconoscere don Pino Puglisi “martire”, e lo fa in una intervista esclusiva concessa alla Rai nel corso di uno speciale che Rai Uno ha mandato in onda martedì 3 luglio, alle 23,10.
Un vero e proprio docu-film sulla vita del sacerdote ucciso il giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, firmato da Pino Nano (responsabile dell’Agenzia Nazionale della TGR) e da Filippo Di Giacomo (teologo e autore storico di Rai Vaticano). “Padre Puglisi – dice mons. Bertolone in questa intervista alla Rai – ha pagato con la vita il desiderio di proclamare l’incompatibilità assoluta tra mafia e Vangelo, e tutto ciò lui lo ha fatto da antieroe. Lo scrittore russo Pavel Evdokimov ha scritto che per la prassi marxista un santo è un uomo inutile. Per la Chiesa è invece questa inutilità, questa umile e totale disponibilità verso il Trascendente, verso Dio, a fare di un suo figlio una memoria vivente da imitare. Puglisi beato non sarà solo motivo di devozione, ma un punto di riferimento alto, uno stimolo, un esempio, un segno di grande valore per tutti, ma in primis per i sacerdoti”.
Lo speciale di Rai Vaticano, della durata di un’ora, ha come titolo una delle frasi che don Pino Puglisi più amava ripetere ai suoi ragazzi del quartiere Brancaccio, in cui venne ucciso: ”…Lascia perdere chi ti porta a mala strada…”. In esclusiva assoluta per Rai Vaticano, il programma di Marco Simeon propone anche una lunga intervista a Salvatore Grigoli, l’uomo che ha confessato di avere ucciso il sacerdote di Brancaccio per conto di Cosa Nostra, diventato oggi ’storico’ pentito di mafia, e che in questa particolare occasione ricostruisce in video e in presa diretta i dettagli di quella tragica sera del 15 settembre 1993 a Brancaccio. Lo speciale di Pino Nano e Filippo Di Giacomo parte proprio dalla cronaca di quel delitto per poi ricostruire, attraverso documenti filmati e testimonianze inedite, la vita e la storia di questo straordinario testimone del nostro tempo. (Fonte: Rai Vaticano)

*****
Don Pino Puglisi è una delle vittime della mafia e nel corso dei prossimi mesi verrà dichiarato dal Papa "martire". Salirà sugli altari come "beato", senza dover dimostrare alcun miracolo. Nella Chiesa Cattolica, dunque, verrà introdotta la nuova figura del "martire della legalità". Lo speciale, oltre a raccontare la vita di don Pino Puglisi, analizza con interviste, inserti di cronaca, questa nuova figura di italiano, al servizio del bene comune, con profonde motivazioni ideali. Tra le numerose interviste, quella esclusiva dell'assassino di don Puglisi, per l'occasione condotto a Roma dalla sua residenza protetta.

"L'ESPERIENZA DEL NULLA" - LA PAZIENZA DELL’AMORE - OREUNDICI: IL QUADERNO DI LUGLIO-AGOSTO 2012 di Arturo Paoli - L'editoriale di Mario De Maio

IL QUADERNO DI LUGLIO-AGOSTO 2012
L'ESPERIENZA DEL NULLA

LA PAZIENZA DELL’AMORE
vivere è gestire le relazioni in modo amoroso
di Arturo Paoli

All’epilogo della mia lunga vita ripenso alla bontà del Padre che ha ordinato lungo questo cammino degli eventi che mi hanno aiutato. Due personaggi dominano la folla dei ricordi, uno sulla terra e il secondo nei cieli, Giorgio La Pira e Teresa d’Avila. I due coincidevano nell’avvicinare a me una visione simpatica della vita religiosa. Ero in un tempo di transizione fra l’adolescenza e la giovinezza e nonostante tante amicizie e tanti progetti di eventi che rallegrano la vita, entravo in pensieri profondi che mia madre definiva malinconia, ma per me erano pieni di luce. Proprio in questi giorni ho trovato in un autore una definizione che incoscientemente cercavo da molti anni.
Leggi tutto: LA PAZIENZA DELL’AMORE di Arturo Paoli

Cari amici,
l’essere non conosce il suo valore finché non fronteggia il nulla: la possibilità di non esistere”, scrive Luigi Zoja nella prefazione a “La pazienza del nulla”, che riprende due capitoli di un vecchio libro che Arturo scrisse tanti anni fa, rievocando l’esperienza dell’incontro con il deserto, che lui fece entrando nel noviziato dei piccoli fratelli. Questo piccolo libro, che mi sono scoperto a leggere con l’entusiasmo con cui da giovane mi lasciavo trasportare dagli scritti di Arturo, ci aiuta a vivere questo momento di grande cambiamento. Stanno crollando le sicurezze sulle quali abbiamo costruito il nostro sistema di vita. Ci rendiamo conto di essere su un cammino di non-ritorno. E adesso?
Leggi tutto: L'EDITORIALE di Mario De Maio


L'ateismo

più che una negazione di Dio
è un fenomeno
di disattenzione.
Dio è una presenza silente.

Michele Dò


martedì 3 luglio 2012

Ricordando Alexander Langer - "UN BICCHIERE DI CRISTALLO TRA CORRAZZATE DI PIOMBO"

Non esiteremo mai a seguire l'esempio della tua vita, "invidiabilmente ricca di viaggi, di incontri, di conoscenze, di imprese, di lingue parlate e ascoltate, di amore"...

Carissimo Alexander, 
anche quest'anno il calendario, inesorabilmente, torna a fermarsi su quel terribile 3 luglio, il giorno in cui tutto si fermò, il giorno del tuo più crudele dei commiati, lasciandoci in un vuoto immenso e un oceano di dubbi e domande.
La stella polare della tua esistenza è stata la purezza e la profondità dell'animo umano che va oltre ogni barriera, ogni egoismo, amando rivolgendo lo sguardo soltanto verso lo scrigno custodito nel cuore dell'uomo. Cresciuto in una regione di frontiera, hai visto nella conoscenza reciproca, nell'incontro fecondo, una ricchezza da costruire quotidianamente. E, cercando di farti comprendere da tutti, ti sei abbandonato all'ascolto del cuore, dell'animo, della sensibilità di chi avevi di fronte. Hai precorso i tempi, hai attraversato sentieri e strade con la lungimiranza e la visione di chi sapeva guardare oltre ogni orizzonte. Viaggiatore inquieto, hai donato tutto te stesso all'umanità sofferente e oppressa, caricandoti i pesi e i dolori che hai incontrato con un amore immenso
Leggi tutto: Alexander Langer, il tuo viso serio e gentile ci accompagna ancora

Nell’agosto del 1995, un mese dopo la partita di Alex, appare su «Rocca» il testo del suo intervento al Convegno di Assisi 1994; partendo dal recupero della semplicità francescana Alex stende lo sguardo su questo mondo malato e cerca di dare concretezza all’insegnamento del santo di Assisi. Il suo pensiero e riassumibile nel motto «lentius, profondius, soavvius», che oggi è diventato lo slogan di coloro che ricordano Alex con affetto.
Leggi tutto: Alex Langer

Per tutta la sua vita Alexander Langer non ha fatto altro che saltare muri, attraversare confini culturali, nazionali, etnici, religiosi. 
"Saltare i muri. Il viaggio di Alex Langer" è una serie di quattro puntate che prova a ricostruire, raccontare, ricordare momenti della sua intensa biografia. Lo facciamo con l'aiuto di intellettuali, scrittori, attivisti, politici che gli sono stati vicino e hanno condiviso molte delle sue battaglie. 
PASSIONI Rai radio3
1a puntata
Violare i confini (audio)
2a puntata
Radicalità  (audio)
3a puntata
Lentius, profundius, suavius (audio)
4a puntata
Vivere come 6 miliardi di persone  (audio)


Guarda anche il nostro precedente post:


JESUS, luglio 2012: "Caro Diogneto - 43" di Enzo Bianchi

JESUS, luglio 2012
Caro Diogneto - 43
Rubrica di ENZO BIANCHI 

Gli uomini da sempre sono alla ricerca di Dio, in tutte le culture e in tutti i tempi: lo cercano perché hanno sete di lui, lo bramano come risposta alla loro domanda di senso, ma nessun uomo ha mai visto Dio, neppure Mosè, neppure i profeti a cui Dio parlava come ad amici. Ora, Giovanni nel suo vangelo pone a sigillo del prologo una lapidaria affermazione: «Dio nessuno l’ha mai visto, ma il Figlio unigenito, che è rivolto verso il seno del Padre, ce ne ha fatto l’esegesi (exeghésato)» (Gv 1,18), ce ne ha dato il racconto, la narrazione, la spiegazione. Se nessuno ha mai visto Dio, chi vede Gesù e lo ascolta può conoscere Dio, può trovare in Gesù il racconto e la spiegazione di Dio: Gesù è l’ultimo e definitivo racconto di Dio, e chi vede lui, la sua vita, la forma del suo vivere, intravede il Padre. Come Gesù stesso ha detto a Filippo: «Chi ha visto me ha visto il Padre» (Gv 14,9), cioè chi contempla Gesù nella fede vede il Padre. In altre parole, l’esperienza di Dio si fa attraverso l’esperienza di Gesù Cristo, la conoscenza di Dio passa per la conoscenza di Gesù Cristo: chi desidera conoscere il cuore e il volto di Dio non può che rivolgersi al cuore e al volto di Gesù! 

Leggi tutto: Caro Diogneto - 42


lunedì 2 luglio 2012

Omelia di P. Alberto Neglia

Omelia di P. Alberto Neglia
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)
 XIII domenica T. O. anno B 1.7.2012

Abbiamo ascoltato la Parola del Signore che la liturgia di questa domenica ci propone ed è una parola che ci dà speranza, ci dà fiducia nella vita, è molto bello quello che ascoltavamo nella prima lettura presa dal libro della Sapienza... Dio è vita e tutto ciò che crea lo crea per la vita...

Per ascoltare l'omelia clicca qui



"Una via per sottrarsi all'ansia della crisi" di Silvano Fausti

Una via per sottrarsi all'ansia della crisi
Silvano Fausti

La crisi economica ci interroga sul nostro futuro ed acuisce l’inquietudine per il domani. La nostra risposta tipica, scrive p. Silvano Fausti, biblista e gesuita, è «l’ansia dell’accumulo e l’affanno», non occupazione ma pre-occupazione, «dove esauriamo tutte le nostre energie senza occuparci». La risposta del Vangelo è un’altra: non divisione di sé nell'inquietudine ma condivisione di quel si ha con gli altri. Non molto distante dal principio che governa tante iniziative della Rete.

Nella nostra epoca comprendiamo abbastanza bene che cosa è l’affanno – un sinonimo attuale potrebbe essere “stress” – con tutto ciò che comporta, con gli ansiolitici e i sedativi, il lavoro affannoso come droga. L’uomo ha bisogno di vita, perché ha paura di morire, allora pensa di garantirsela accumulando i beni. Perché si accumula? La radice dell’accumulo è l’ansia, l’affanno, la paura che venga meno la vita.

Leggi tutto: 

Il testo è la sintesi redazionale della lectio divina tenuta nella Chiesa di San Fedele in Milano nel corso di vari anni. L’audio originale può essere ascoltato qui.


domenica 1 luglio 2012

L'ANNUNCIO GLOBALE DI UN DIO DELLA VITA CHE LIBERA Intervista a p.Alex Zanotelli (VIDEO)

L'ANNUNCIO GLOBALE DI UN DIO
DELLA VITA CHE LIBERA
Intervista a p.Alex Zanotelli (VIDEO)

...L'annuncio di Dio, il Dio della vita, appassionato della vita, ma non solo come vita spirituale ma anche come vita umana....

DENUNCIAMO UN SISTEMA DI MORTE BASATO SUI SOLDI E LE MERCI GESTITO DA POCHI CHE GOVERNANO
...viviamo in un mondo dove l'unica cosa che non conosce frontiere sono i soldi e le merci metre invece non possono circolare liberamente gli uomini...
SPESE MILITARI
...i pochi che hanno tutto "devono" spendere molto ...
L'ACQUA E' LA MADRE
Non si può privatizzare l'acqua, si tratta di un bene fondamentale intoccabile!
LA POLITICA
...

GUARDA LA PRIMA PARTE


GUARDA LA SECONDA PARTE

FANCIULLA IO TI DICO, ALZATI! - Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM


FANCIULLA IO TI DICO, ALZATI! 

Commento al Vangelo Mc 5,21-43
di p. Alberto Maggi OSM

"Nella narrazione della risurrezione della figlia del capo della sinagoga e della guarigione della donna affetta da flusso di sangue, l’evangelista intende rappresentare la situazione del popolo di Israele. Il popolo, che è sottomesso alla legge, è morto e il popolo che è escluso dalla legge vive una situazione di impurità, rappresentato dalla donna con il flusso di sangue.
Ciò che unisce i due episodi è:
- la cifra ‘dodici’, indicata come anni di malattia per la donna e come età per la figlia del capo della sinagoga. Il numero ‘dodici’, lo sappiamo, è il numero che rappresenta le dodici tribù di Israele, quindi indica tutto il popolo di Israele.
- E l’altro termine è il termine ‘figlia’ (qug£thr), adoperato da Gesù per la donna che viene guarita, e per indicare la figlia del capo della sinagoga.
In entrambe le situazioni si guarisce, si recupera la vita attraverso una trasgressione. Gesù tocca, prende la mano della bambina, del cadavere – ed era proibito nel Libro del Levitico toccare un cadavere – e la bimba ritorna in vita, mentre nel brano, che adesso vediamo di comprendere e di esaminare, è la stessa donna che compie questa trasgressione.
Scrive l’evangelista che questa “donna”, anonima – significa che è un personaggio rappresentativo nel quale ogni lettore si può immedesimare – “aveva perdite di sangue”. Il sangue è la vita, e perdere sangue significa perdere la vita. Una donna in queste condizioni, secondo il Libro del Levitico, è una donna in perenne condizione di impurità. Se non è sposata non trova nessuno che la sposa, se è sposata non può avere rapporto con il marito, quindi è destinata alla sterilità, anzi il marito la può addirittura ripudiare. Quindi una donna che non ha nessuna speranza; è impura, non può entrare nel tempio, non può celebrare la Pasqua, è equiparata a un lebbroso.
Allora, per la donna non ci sono speranze; se continua ad osservare la legge va incontro alla morte, ma lei, che ha sentito senz'altro la parola di Gesù, il messaggio di Gesù, il Gesù che ha purificato il lebbroso, il Gesù che non guarda i meriti delle persone, ma i loro bisogni, ci prova. Ci prova di nascosto perché una donna che, nelle sue condizioni, pubblicamente e volontariamente, toccava un uomo, veniva messa a morte, perché lo rendeva impuro. ..."

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