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sabato 23 giugno 2012

Padre Bartolomeo Sorge: come uscire dalla crisi

 Più fonda la notte
 più brillano le stelle!
 Il cristiano è chiamato a portare la luce nelle tenebre, 
voi siete la luce del mondo dice il Signore.

Padre Sorge: come uscire dalla crisi

Video  dell'incontro tenuto il 10-06-2012 con padre Bartolomeo Sorge su "Come uscire dalla crisi", tenutosi a Calco (LC). Padre Sorge ha presentato la sua visione della crisi globale che stiamo vivendo, sia a livello economico che politico.


 I tempi bui sono tempi da cristiani!
Il cristiano è chiamato a portare la luce nelle tenebre, voi siete la luce del mondo dice il Signore.
....Più fonda la notte tanto più brillano le stelle. Non siamo noi le stelle luminose ma portiamo la luce di Cristo con la fede, nonostante i nostri peccati,  ... tempi difficili tempi dei cristiani, non ci possiamo chiudere in sacrestia a cantare inni e respirare incenso, dobbiamo andare fuori,  per le stade , nel mondo, laddove l'uomo costruisce la città, dove l'uomo soffre ..., nei centri della vita..., é tempo di stelle che brillino proprio perchè il buio é fondo!

PRIMA PARTE


SECONDA PARTE


TERZA PARTE


QUARTA PARTE



QUINTA PARTE


SESTA PARTE


SETTIMA E ULTIMA PARTE


Rio+20: i potenti sono nudi di Alex Zanotelli

Rio+20: i potenti sono nudi
 di Alex Zanotelli
L’assemblea dell’Onu sul clima si chiude senza risultati efficaci. Nel Vertice dei Popoli, organizzato a Cupula dos Povos, è stato il giorno delle mozioni finali dei cinque gruppi tematici: diritti e giustizia sociale e ambientale; in difesa dei beni comuni; sicurezza alimentare; fonti di energia e industrie estrattive; sicurezza e diritti del lavoro. 

La Cupula dos Povos, l'insieme di movimenti, associazioni, organizzazioni popolari e indigeniste, che dal 15 al 22 giugno si sono confrontati a Rio in centinaia di assemblee, hanno chiuso i loro lavori in una grande assemblea plenaria, molto animata e partecipata. E hanno presentato precise proposte.
L'assemblea dell'Onu, riunitasi ben lontano dai movimenti, al Rio Center, si sta concludendo senza risultati. Spiace costatare che varie realtà italiane - come Legambiente, Wwf... - si siano trovate nei palazzi del potere invece che alla Cupula dos Povos. Infatti, la presenza italiana alla Cupula è stata veramente povera.
Muovendomi oggi nello spazio della Cupula dos Povos, una stupenda lingua di terra lungo la Baia da Gloria, ho potuto nuovamente rendermi conto della vivacità dell'ambiente, dell'intensità delle discussioni, della massiccia presenza di giovani: tutti aspetti che fanno ben sperare.
Impossibile seguire tutti i dibattiti che si tenevano nello stesso tempo in luoghi diversi. Ho potuto partecipare al dibattito promosso dal Contratto mondiale dell'acqua, incentrato sull'oro blu. Un tema che è stato al centro delle discussioni in questi giorni. ....

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Rio+20: i potenti sono nudi di Alex Zanotelli



venerdì 22 giugno 2012

Fede, ateismo e irreligiosità in Italia - GENTILI SENZA CORTILE - "ATEI FORTI" E "ATEI DEBOLI" NELLA SICILIA CENTRALE

Gentili senza cortile: è una nuova ricerca a cura del Cesnur (Centro studi sulle nuove religioni) sul tema ateismo e irreligiosità in Italia. La ricerca è stata diretta e condotta da Massimo Introvigne e da Pierluigi Zoccatelli, vicedirettore del centro, e fa parte di uno studio sulla fede in Italia di cui sono già stati pubblicati tre volumi contenenti i dati di altrettante ricerche. L'indagine Gentili senza cortile, effettuata nel territorio della Sicilia centrale, viene presentata all'Istituto Salesiano di Gela dai due autori e da monsignor Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina.

Monsignor Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina, presenta il libro di Massimo Introvigne e Pierluigi Zoccatelli GENTILI SENZA CORTILE - "ATEI FORTI" E "ATEI DEBOLI" NELLA SICILIA CENTRALE
Leggi il testo integrale della prefazione di monsignor Michele Pennisi

Quanto sono veritieri i dati sulla religiosità in Italia? Che valore dare alle dichiarazioni di molti italiani che ancor oggi continuano a definirsi cattolici? Perché tante persone sembrano di fatto indifferenti nei confronti della religione anche se non hanno il coraggio di definirsi atei o agnostici?
Ecco alcuni interrogativi su cui ruota il dibattito pubblico sulle sorti della religione nella società avanzata, che appassiona sia gli studiosi dei fenomeni religiosi sia gli uomini di chiesa. Perché al di là delle apparenze, oltre la superficie, si coglie in ampie quote di popolazione una distanza tra le intenzioni e il vissuto religioso che pone non pochi problemi di interpretazione.
Proprio questo tema è al centro della recente e interessante indagine che Massimo Introvigne e Pierluigi Zoccatelli (che dirigono il Centro Studi sulle Nuove Religioni di Torino) hanno condotto in un’area del Sud, che si presenta come un caso studio emblematico di ciò che accade non solo in quella regione ma in tutto il Paese.


"Il Papa è triste" di Aldo Maria Valli

 Fuga di notizie e documenti trafugati in Vaticano: affranto e silenzio o schiettezza evangelica?
"Il Papa è triste"
 di Aldo Maria Valli

Il Papa è triste. Il Papa è affranto. Il Papa piange. Solerti comunicatori vaticani fanno a gara nel farci sapere quanto sta male il Papa a causa delle fughe di notizie dal suo appartamento. Possiamo capirlo. Ma non una parola sul contenuto dei documenti trafugati. Leggere la posta degli altri non sta bene, d’accordo. E spifferarla ai giornali sta ancora meno bene, d’accordissimo. Ma vogliamo dire qualcosa anche a proposito del contenuto dei documenti usciti dai sacri palazzi?
Possibile che, di fronte all’evidenza delle carte, nessuno provi un po’ di vergogna?
I fatti dicono che sul tavolo del papa arriva di tutto, e che in Vaticano uno degli sport più praticati è l’affarismo. Tutto questo deve passare sotto silenzio? E poi vogliamo parlare del linguaggio usato da questi curiali? Diciamolo francamente: è insopportabile e fa venire la nausea. Tutto il contrario della schiettezza evangelica. .
Nessuno ha smentito quanto rivelato dal libro di Nuzzi. Questo è il punto. E se nessuno ha smentito vuol dire che quei testi sono veri. Vuol dire che l’appartamento papale è davvero il terminale di intrighi, ripicche, complotti, furbate più o meno riuscite. Vuol dire che il cuore della Chiesa è gravato da queste miserie, da queste meschinità.
Anche a noi spiace per il Papa. Ma il dispiacere per lui non deve indurci a nascondere la verità, anzi. Qui c’è una macchina curiale che non funziona, che produce per lo più sporcizia, che ingombra il tavolo del papa, del successore di Pietro, di cartacce che andrebbero gettate direttamente nel cestino e nemmeno degnate di uno sguardo. Lo schema di potere che ne emerge è fatto di raccomandazioni, di untuose richieste, di giochi e giochini tutti fondati sull’opportunità, se non sull’opportunismo, e non sulla verità...

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giovedì 21 giugno 2012

Rifugiati... immigrati... colpevoli di miseria...

Rifugiati, l’allarme della Caritas: “A Roma situazione più difficile”. Nella capitale 1500 persone vivono in insediamenti spontanei (baraccopoli, tendopoli, edifici abbandonati) al di sotto degli standard di salute e sicurezza. 
Immigrazione, otto migranti dispersi nel canale d’Otranto mentre altre quattro persone sono state tratte in salvo dopo che la loro piccola imbarcazione è naufragata a circa sei miglia dalla punta del Salento, tra Leuca e Torre Vado.
Notizie già scivolate precipitosamente in basso, a pagina 26, tra le “varie dal Mondo”: i neo disperati, i neofiti della miseria guardano a antichi affanni come a una minaccia. Per chi invece soggiorna nelle comode tane del privilegio abituato a distogliere gli occhi staccando un assegno scaricabile dai redditi e preferirli invisibili, meglio non incontrarli con i loro secchi e le scope nei corridoi degli algidi uffici, meglio se sono vittime così li si può frettolosamente liquidare con la pietas e meglio ancora se sono morti chè così ci si toglie il pensiero.
Così la Giornata mondiale dei rifugiati diventa un’altra, l’ennesima commemorazione, un giorno della memoria evaporata della solidarietà e della compassione, che non vuole dire pietà o beneficienza ma vivere i dolori degli altri come fossero anche nostri, sia pure nel timore che diventino talmente nostri dal dover provare pena per noi stessi, stranieri in ogni luogo, spaventati dal domani e annichiliti dalla miseria.
Leggi tutto: Colpevoli di fame

Sperimentazione di un modello di dialogo e intervento a favore dei richiedenti e titolari di protezione internazionale in situazione di marginalità 
... Nelle grandi città italiane molti rifugiati vivono nei cosiddetti “insediamenti spontanei”: vere isole di emarginazione, spesso a pochi metri da stazioni e centri commerciali, che accolgono centinaia di persone, convinte di non avere alternativa. Se pur con livelli di gravità diversi, in tutti questi insediamenti le condizioni abitative sono abbondantemente al di sotto di ogni standard minimo accettabile in relazione alla salute e alla sicurezza...
Come può accadere questo? Quali percorsi si possono pianificare per superare una situazione inaccettabile, che offende la dignità di tante persone?

Un giorno a Lampedusa e a Zuwarah, a Evros e a Samos, a Las Palmas e a Motril saranno eretti dei sacrari con i nomi delle vittime di questi anni di repressione della libertà di movimento. E ai nostri nipoti non potremo neanche dire che non lo sapevamo. Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell'Europa almeno 18.286 persone. Di cui 2.352 soltanto nel corso del 2011. Il dato è aggiornato al 19 giugno 2012 e si basa sulle notizie censite negli archivi della stampa internazionale degli ultimi 24 anni. 
Ragazzi di Tunisi dispersi al largo di Lampedusa nel marzo 2011 
Vedi anche il nostro precedente post:


Don Tonino Bello - Non essere amati è triste, ma la vera tragedia è non amare!

«Datela voi la vostra solidarietà per non far vivere nell’isolamento gli altri!
Perché non essere amati, non essere accolti, non essere accettati dagli altri è triste. Non essere attesi la sera, non essere amati è triste, ma la vera tragedia è non amare!
Per cui, per quanto potete, cercate di dare agli altri senza volontà di cattura, senza calcolo, senza mai pensare se va a buon porto quello che avrete dato. Perché soltanto quando avrete dato vi accorgerete di avere una vita ricchissima!
La vita vuota non è quando si svuota dei vostri assegni o dei vostri beni. La vita vuota è quando non si hanno ideali, ed è pesante allora, perché la vita non è come le valigie: una valigia tanto più è piena tanto più è pesante, ma la vita quanto più è vuota, tanto più diventa pesante!
Io vi auguro che possa essere leggerissima la vostra vita, proprio perché sovraccarica anche di quella solidarietà che dà sapore a tutti i vostri giorni e che vi farà rimanere sempre giovani, anche quando le vostre spalle si incurveranno per il peso della vita!»
(don Tonino Bello)



mercoledì 20 giugno 2012

Una storia di ordinaria santità - Chiara Corbella, la regola delle 3P e le testimonianze in rete

Chi ha detto che non c’è stato il miracolo?!
Il miracolo è avvenuto e molto più grande di quanto non ci si aspettasse!
Che turbinio di emozioni, pensieri, parole e sguardi che mi ritornano alla mente dopo il funerale di Chiara al quale ho avuto la grazia di partecipare sabato!...
Piccoli passi possibili” questo il motto francescano che Chiara ha preso come regola di vita...
“Chiara non è morta serena, è morta felice”. Ha vissuto spendendo la sua vita per l’amore agli altri, consumandosi per gli altri e felice di farlo, aveva confidato ad Enrico “forse la guarigione in fondo non la voglio davvero. Pensaci, che cosa colpisce di più? una donna guarita dal tumore o un marito felice con il figlio senza la mamma? Una testimonianza che potrebbe salvare tante persone…”.
Poche ore prima della morte, Enrico con tutta la sua tenerezza di marito innamorato le ha chiesto: “A Chia’, ma sto giogo è davvero così dolce?” “Sì, è tanto dolce”.
Enrico – così ha raccontato frate Vito – davanti alla prospettiva che presto non avrebbe più visto Chiara diceva “Perché dovrei essere triste? mia moglie sta andando da Uno che la ama più di me!”
Questi ragazzi, la vita e la morte di Chiara… ma che dico, la sua nascita al Cielo, sono un boomerang che sta volando nei luoghi più inaspettati e dove passa sconvolge, tocca i cuori, fa venire una gran voglia di santità!...

Sono una privilegiata perché sabato mattina, nella Festa del Cuore Immacolato di Maria, ho assistito al funerale di Chiara Corbella Petrillo, e ho accompagnato una nuova sorellina in cielo, una sorella a cui vorrei andare dietro, mettendomi in fila, insieme alle mille persone che erano in chiesa, e alle migliaia che stanno imparando a conoscere la sua storia. Migliaia che presto saranno milioni, perché bonum est diffusivum sui, il bene è contagioso.
Leggi tutto: Tutti dietro a Chiara di Costanza Miriano

Ieri sono stato con Monica all'incredibile funerale di Chiara Corbella... 
Tutt'ora ho dentro di me tante emozioni, pensieri e riflessioni su quanto ho visto con i miei occhi e ascoltato con le mie orecchie. A Santa Francesca Romana sono stato 2 ore e mezza in piedi, con altre 1.000 persone e un caldo quasi asfissiante, ed è stata un'esperienza straordinaria.
Fra le varie cose che mi hanno colpito maggiornamente, c'è stato...

"Chiara è una delle tante donne che ogni giorno provano ad andare oltre le avversità e gli schemi della vita e, tra due sentieri, scelgono sempre quello più accidentato. E sarebbe bello che una scuola della nostra città portasse il nome di Chiara Corbella a caratterizzare, con la forza e il coraggio comuni a tantissime altre donne, il più importante spazio di crescita umana e formativa dei nostri ragazzi'' (Patrizia Prestipino, Assessore provinciale alle Politiche Giovanili di Roma - Fonte: Asca)

"Chiara ha espresso due volontà per il suo funerale, la prima che fosse celebrato da padre Vito nostra guida spirituale, la seconda che nessuno doveva portare fiori perchè davanti a DIO non abbiamo nulla, tutto è dono e tutti quelli che avrebbero partecipato al funerale dovevano ricevere loro un dono: una piantina." un DONO da custodire e averne cura perchè questo fa DIO: ti fa doni da custodire.
Tante cose tante parole potrei ancora citare di questa festa, che rivivrei ancora e ancora.
Quanto spinge a tanti di noi a scrivere di Chiara, non è fanatismo ma è una comunione che ha legato tantissimi nella preghiera per questi giovani…è una comunione benedetta che continua e continuerà ancora più stretta e forte attorno ad Enrico...
Le parole si arrestano lasciano spazio ad un sospiro grande del cuore … non si può tenere sotto il moggio una lucerna… e Chiara ed Enrico devono risplendere come testimoni di una PERFETTA e incomprensibile LETIZIA.
Leggi tutto: la coccola di DIO attraverso Chiara ed Enrico di Floriana

... Letta con gli occhi della fede, la storia di Chiara - ed Enrico - si spiega con le parole che ha usato padre Vito: un «evento straordinario». «Noi - ha detto - abbiamo visto la vita eterna». Perché Chiara ha affrontato ogni giorno con fede, gioia, speranza. Portando avanti la regola delle "3P" appresa proprio ad Assisi: Piccoli Passi Possibili...
Omelia di padre Vito alla messa del funerale di Chiara Corbella (audio)

Guarda i nostri post precedenti:

Una storia di ordinaria santità: il coraggio di Chiara Corbella che rinvia le cure e muore per far nascere il suo bimbo!

Una storia di ordinaria santità - Chiara Corbella ed Enrico Petrillo ci mostrano che anche oggi il Vangelo può essere vissuto.



20 giugno 2012 Giornata Mondiale del Rifugiato

La Giornata Mondiale del Rifugiato 2012 vuole farci riflettere sulle difficili scelte che un rifugiato è spesso costretto a fare nel corso della propria vita alla ricerca di protezione:




Questi sono solo alcuni esempi di scelte difficili e laceranti che nessuno dovrebbe mai trovarsi a dover affrontare. L’UNHCR aiuta milioni di rifugiati in tutto il mondo a ricostruirsi una vita.
Nessuno sceglie di diventare rifugiato.
GUERRE E VIOLENZE HANNO SEPARATO MILIONI DI RIFUGIATI DAI PROPRI CARI.



"Il Vaticano, il Vangelo e Machiavelli" di mons. Luigi Bettazzi - "La Chiesa e il Concilio" intervista a p.Bartolomeo Sorge

Il Vaticano, il Vangelo e Machiavelli
di mons. Luigi Bettazzi

Quanto sta avvenendo in Vaticano in queste settimane e mesi ha sconcertato il mondo. Ed ha sconcertato soprattutto i cattolici.

Se qualcuno, dal di fuori, può guardare con soddisfazione il rivelarsi di lotte meschine entro le mura del potere vaticano, i cattolici – ma non soltanto loro – osservano invece con sgomento il manifestarsi di faide all’ultimo coltello, proprio laddove si predica e, soprattutto, si dovrebbe testimoniare la pace, come frutto dell’amore. Ovvero la sostanza del messaggio evangelico di Gesù.

Certo la Chiesa è fatta di uomini – anzi di persone umane, ma in Vaticano quasi esclusivamente di uomini al maschile – ed è quindi inevitabile che vi siano debolezze umane, come ce ne sono sempre state, anche più gravi di quelle di questo periodo.

Colpisce però che al giorno d’oggi, proprio a cinquant’anni di distanza dall’inizio del Concilio Vaticano II che voleva rinnovare la Chiesa, i mezzi di comunicazione abbiano potuto divulgare in tutto il mondo queste miserie del vertice istituzionale della Chiesa cattolica.

È vero che chi ha organizzato tutto questo pasticcio – al di là del povero maggiordomo che sicuramente sarà stato indotto a questo compito malvagio “per il bene della Chiesa” – l’avrà fatto forse pensando davvero al bene della Chiesa. O per lo meno a quello che lui pensava come bene della Chiesa. Ma era Niccolò Machiavelli, non il Vangelo, a tranquillizzare che «il fine giustifica i mezzi»!

E il mio pensiero corre a quanti, soprattutto a cominciare dai giovani, scandalizzati di questi comportamenti, ne riceveranno una sollecitazione, se non a opporsi alla Chiesa, almeno a lasciarla o a disinteressarsene. Non è proprio questa la “nuova evangelizzazione” da proporre!

Eppure, dal momento che Dio dal male è capace di ricavare anche il bene, credo che la Chiesa, dall’intera vicenda, peraltro ancora in corso, possa ottenere una sollecitazione a dismettere le sue aspirazioni e i suoi programmi di potenza e di ricchezza per ritrovare sempre più l’ispirazione evangelica della semplicità, della povertà, della coerenza.

Penso e prego per papa Benedetto, che aveva intrapreso un’opera di purificazione della Chiesa, incoraggiando trasparenza e severità nell’ambito della questione della pedofilia, ed ora si trova proprio in casa queste lordure (cui aveva già accennato in quella famosa Via Crucis prima di essere eletto al soglio pontificio, nel Venerdì santo della Quaresima del 2005). Preghiamo per lui e per la Chiesa, perché sappiano trarre da questa vicenda così triste l’ispirazione e la forza per una purificazione decisa e trasparente, che sia di conforto per quanti vorrebbero un mondo più giusto ed esemplare.

* Vescovo emerito di Ivrea (To); già presidente di Pax Christi


La Chiesa e il Concilio

 Rivalutiamo veramente i laici…  

 Abbiamo bisogno di una fede adulta!   

intervista a p.Bartolomeo Sorge 

… Siamo in ritardo sulla riforma interna, perchè non abbiamo avuto il coraggio di applicare quello che il Concilio indicava, bisogna quindi riprendere con più lena il lavoro di rinnovamento interno della Chiesa … manca lo spirito collegiale, anche nel rapporto tra gerarchia e laici, riconoscendo ai laici la dignità, la maturità, la vocazione e la missione propria dei laici, che ricevono non dal parroco, dai Vescovi o dal Papa, ma direttamente da Cristo … 
Bisogna avere il coraggio di muoverci!

GUARDA IL VIDEO


martedì 19 giugno 2012

In attesa della Conferenza Rio+20 - Il futuro della Terra è già iniziato

Il futuro della Terra è già iniziato

Con l’approssimarsi di Rio+20, si moltiplicano iniziative e convegni preparatori. In cerca di un modello di prosperità sostenibile.

Leggi tutto:

Conferenza Rio+20: una sfida importante

Rafforzare e rinnovare l'impegno politico per lo sviluppo sostenibile globale

Leggi tutto:
Processo preparatorio
Livello internazionale
Livello nazionale
Guarda anche il nostro precedente post:


lunedì 18 giugno 2012

L'OMELIA DI P. AURELIO ANTISTA


Omelia di P. Aurelio Antista
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)
 XI domenica del T.O. anno B - 17.6.2012

Con questa domenica riprendiamo quello che la Chiesa chiama il Tempo Ordinario che avevamo interrotto con l'inizio della Quaresima... 
Qual è la caratteristica di questo tempo? è il tempo in cui siamo chiamati a testimoniare la nostra fede al Signore, testimoniare il suo amore, la sua misericordia nello scorrere dei giorni, nell'ordinarietà della vita, vivendo in questa storia nella quale siamo immersi...

Per ascoltare l'omelia clicca qui


Bocciatura in prima elementare? ...La scuola può lasciare indietro i più deboli? - Interventi ed opinioni

«Bocciare è come sparare su un cespuglio al cui interno può esserci una lepre o un ragazzo». Una frase cara a Don Milani, come ricorda Daniela Lastri, responsabile scuola del Pd toscano. Bocciare a scuola è sempre più raro, ma non a Pontremoli. Nella città del Premio Bancarella si boccia addirittura in prima elementare. Cinque bimbi dell’istituto comprensivo Tifoni di Pontremoli dovranno ripetere l’anno, non sono maturi per la seconda. 
Cinque bocciati su 59 alunni suddivisi in due sezioni sono tanti, sono un caso nazionale...

Bocciati in prima elementare. Quattro bambini dovranno ripetere l'anno: tre a seguito dei risultati degli scrutini effettuati alla scuola primaria di Landriano in provincia di Pavia e un altro non potrà frequentare la seconda classe di una scuola di Mapello, nel bergamasco.

La bocciatura in prima elementare? Paradossale, certo, ma il naturale “risultato” di una scuola che torna al passato, che torna a fondarsi su valutazione e meritocrazia e non si ferma a soccorrere chi, per una ragione o per l’altra, resta indietro.
Luisa Mattia, scrittrice per l’infanzia e un'esperienza "sul campo" come insegnate, commenta così la strana vicenda della scuole elementare di Pontremoli, in provincia di Massa Carrara, dove cinque bambini, di cui tre stranieri e uno disabile, sono stati respinti e il prossimo anno dovranno ripetere la prima elementare.

Le norme sono chiare: se un alunno non raggiunge determinati obiettivi in determinate materie, matura un debito; se poi le materie sono tante, ripete l’anno! Perché stupirsi se sei bambini di una prima primaria sono stati bocciati? So bene che da ogni parte si predica che bocciare, soprattutto nelle prime classi di una primaria, è una cosa assurda!

Se la scuola torna indietro
Il dibattito sui casi di bambini respinti alla scuola elementare ci riporta indietro nel tempo, a cinquant'anni fa, a don Milani e Mario Lodi e a riscoprirne l'attualità.
Leggi tutto:


"Corruzione, una bestemmia" di Enzo Bianchi

"Corruzione, una bestemmia" 
di Enzo Bianchi

Oggi ci appare sempre più difficile trovare una persona “che cammina senza colpa, agisce con giustizia e parla lealmente, non dice calunnia con la lingua, non fa danno al suo prossimo e non lancia insulto al suo vicino”, una persona che “anche se giura a suo danno, non cambia; presta denaro senza fare usura, e non accetta doni contro l’innocente” (Sal 15, 2-15). E ci sembra un triste segnale del degrado dei nostri tempi. Ma proprio il salmo citato ci ricorda come il problema etico della corruzione fosse ben presente già 3000 anni fa. Del resto, sempre il Salterio, ripreso anche da san Paolo, ci ricorda che vi sono situazioni e stagioni in cui “non c’è nessun giusto, nemmeno uno, non c’è sapiente, non c’è chi cerchi Dio! Tutti hanno traviato e si son pervertiti; non c’è chi compia il bene, non ce n’è neppure uno” (Sal 14,1-3; Rm 3, 10-12).
Dobbiamo allora rassegnarci alla corruzione dilagante, anche in un paese che continua a vantare solide radici cristiane? Credo che l’etica nei rapporti sociali sia uno degli ambiti maggiori in cui ai credenti è chiesto da far emergere, nella semplicità della condotta quotidiana, la “differenza cristiana”, quel “tra voi non è così” (Mc 10,43) lasciato da Gesù ai discepoli come regola di condotta proprio nei confronti dell’esercizio del potere. Purtroppo la corruzione nel nostro paese riguarda anche persone che si dicono cristiane, che fanno uso delle parole della fede ma poi contraddicono in modo scandaloso quello che confessano con il loro stile di vita, con la logica del potere che abbisogna di denaro per vivere nel lusso, nell’ostentazione, nell’arroganza, nella sfrontatezza sessuale.
Se riflettiamo bene, il termine stesso di “corruzione” ci rimanda infatti al deteriorarsi del corpo, alla corruzione della morte. Ora, lo stesso avviene sul piano della vita interiore e spirituale: la corruzione mina la nostra “integrità” – anche in questo caso il concetto si estende dalla dimensione fisica a quella morale – ci smembra, ci rende irriconoscibili come esseri umani degni di tal nome. I cristiani si ricordino che se assumono lo stile di vita della corruzione, fanno bestemmiare il nome del loro Dio tra i non cristiani.
ENZO BIANCHI

pubblicato su "Famiglia Cristiana"- 17 giugno 2012


domenica 17 giugno 2012

Una storia di ordinaria santità - Chiara Corbella ed Enrico Petrillo ci mostrano che anche oggi il Vangelo può essere vissuto.

Il messaggio di Enrico  (per leggere il testo vai alla fine di questo post)
... “Questa mattina stiamo vivendo, quello che 2000 anni fa visse il centurione, quando vedendo morire Gesù disse: Costui era veramente figlio di Dio” ha detto invece nella sua omelia frate Vito, giovane francescano, conosciuto ad Assisi, che ha assistito spiritualmente Chiara e la sua famiglia nell’ultimo periodo, trasferendosi anche nella loro casa.
“La morte di Chiara è stata il compimento di una preghiera” ha proseguito. La giovane, difatti, ha raccontato il frate, “dopo la diagnosi medica del 4 aprile che la dichiarava ‘malata terminale’, ha chiesto un miracolo: non la guarigione, ma di far vivere questi momenti di malattia e sofferenza nella pace a lei e alle persone più vicine”.
“E noi – ha detto ancora frate Vito, visibilmente emozionato – abbiamo visto morire una donna non solo serena, ma felice”. Una donna che ha vissuto spendendo la sua vita per l’amore agli altri, arrivando a confidare ad Enrico “forse la guarigione in fondo non la voglio, un marito felice e un bambino sereno senza la mamma rappresentano una testimonianza più grande rispetto ad una donna che ha superato una malattia. Una testimonianza che potrebbe salvare tante persone…”
Leggi tutto: CHIARA CORBELLA PETRILLO: LA SECONDA GIANNA BERETTA MOLLA

Gli diranno, quando sarà grande e potrà capire, che sua madre è morta per farlo nascere; gli diranno pure di non sentirsi in colpa perché questa scelta sua mamma la fece senza esitazione, e gli diranno ancora che il coraggio di questa scelta nasceva da una fede chiara, limpida e infinita. Francesco ha compiuto da pochi giorni un anno e non sa che questa mattina sua madre, Chiara Corbella, ai piedi dell’altare, nella chiesa di Santa Francesca Romana, avrà l’estremo saluto del suo papà, Enrico Petrillo, che ha atteso con la gioia di ogni padre la sua nascita, e degli amici che in tutti i mesi della lunga e difficile malattia hanno pregato per la sua guarigione.

Ha detto il più bel sì, pensando alla Madonna. E mercoledì Chiara, 28 anni, è «nata in Cielo». Ha lasciato il suo terzo bambino alle cure del papà ed è andata a fare la mamma ai due figli che la stavano aspettando. Questa non è una storia di dolore. Ma di amore, speranza, famiglia, e santità. Una storia che ha fatto il giro di tutta Italia rimbalzando su internet col ping pong di sito in sito...

#Chiara ed Enrico... Alcuni pensieri del giorno dopo... (dalla pagina fb di Gianluigi De Palo)

Mi trovo a scrivere queste righe dopo una nottata strana. Una di quelle nottate in cui ti rigiri nel letto e ti senti l'anima indolenzita. Dolorante. Livida.
Alla morte non ti ci abitui. Anche quando la bellezza di una vita che si dona la uccide, le toglie il pungiglione.
E ripenso a Chiara.
A Chiara ed Enrico: non riesco proprio a scinderli quei due.
Alla loro fede. Alla loro gioia contagiosa. Ma soprattutto alla loro ironia. Divertenti e sorridenti anche nei momenti più difficili. Capaci di scherzare fino all'ultimo respiro.
E ieri, davanti a Chiara vestita da sposa e ad Enrico con gli occhi gonfi di pianto ho pensato che è stata una Grazia conoscerli.
Icona di una generazione che farà parlare di sè.
Una generazione che non si rassegna.
Che rifiuta di farsi inghiottire dalla mediocrità.
Che ha nel cuore il desiderio di fare della propria vita un'opera d'arte.
Che difende - lo abbiamo visto concretamente - la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno...
La loro testimonianza ci fa capire sino in fondo le parole di Giovanni Paolo II a Tor Vergata durante la Gmg del 2000 e ci mostra che sono vere.
Chiara ed Enrico ci mostrano che - oggi - il Vangelo è vero e può essere vissuto.
Una giovane famiglia romana in queste ore di dolore, sta contagiando con il suo fascino e la sua bellezza una generazione. E non solo.
E nel vedere tutto questo clamore, Chiara, da lassù ci starà prendendo in giro, come sempre.

Il funerale di Chiara Corbella

Sono appena rientrato a casa dal funerale di Chiara Corbella.
Difficile esprimere con le parole quello che ho dentro, tutta la Messa mi ha suscitato così tante emozioni, così tante riflessioni, così tante preghiere, così tante lacrime, così tanti desideri santi… che non so se riuscirò a ricucire il tutto e farne un discorso dal senso compiuto.
Quello che è certo è che ho partecipato ad un matrimonio e non ad un funerale, ad un festa e non ad un lutto, cioè ad un esempio di quello che è (e dovrebbe essere) realmente il Cristianesimo.

Il funerale di Chiara Corbella (i canti)

Il messaggio di Enrico
Siamo saliti insieme su questa collina
glielo avevo promesso
di amarci per tutti i nostri giorni
aspettavamo di vederlo arrivare da lontano
sempre con le lampade accese giorno e notte
sognavamo di vederlo insieme
ma Lui voleva di più per noi
come la primavera è arrivato in silenzio
sotto di noi ha fatto nascere i fiori
ci deve aver accompagnato 
da soli non ce la potevamo fare 
era il suo profumo la pace dei fiori
indimenticabile
quell’eternità nei tuoi occhi
li avevo già incontrati ma non ci potevo credere
ai Suoi Occhi nei tuoi e a quella pace
solo Lui è la pace 
l’ho riconosciuto dall’Amore
così i miei occhi ancora fissi nei Suoi 
per non perderti e non avere paura
e i nostri cuori innamorati sulla croce
la meraviglia della primavera
che meraviglia la primavera
sei tu il fiore più bello
ed io l’ape più felice
io l’avevo intuito
Lui lo sapeva da sempre
che miracolo la vita amore mio!
sempre a mani vuote davanti a Lui
per tutta l’eternità sempre così
sempre così generoso di noi 
è in Lui la vita
e in te io ho vissuto Lui
mi avete scelto tra mille per accompagnarti
mi ha dato il coraggio di salutarti
ho pensato che fosse finita la gioia
ma poi Francesco me l’ha ricordata
lui è la fedeltà in Dio
è l’amore che non delude
è la follia della croce dell’Amore
semplicemente donata
diceva “come il Padre ha mandato me così io mando voi”
ma solo ora ne ho capito il senso
solo Dio può amare cosi
da soli non era possibile farcela
noi siamo la meraviglia della primavera 
che dona la vita all’inverno
sapendo che si morirà felici
perché morendo vincerà la morte
ti amo come la primavera ama l’inverno
con la dolcezza e nel silenzio
mi hai disciolto le nevi
per meravigliare ancora di più
gli increduli quando ci rivedranno tornare
ancora una volta
ma questa volta per sempre
insieme.

Vedi il nostro precedente post: