Benvenuto a chiunque è alla "ricerca di senso nel quotidiano"



domenica 23 agosto 2026

"Un cuore che ascolta - lev shomea" n° 42 - 2025/2026 - XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO anno A

"Un cuore che ascolta - lev shomea"

"Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo
e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione sul Vangelo
a cura di Santino Coppolino

XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - anno A

Vangelo:

Riconoscere in Gesù il Messia, il Figlio del Dio vivente, conferisce a Pietro il primato sulla comunità, un primato che è principalmente responsabilità, nell'amore e nel servizio. Lungo il corso della bimillenaria storia della Chiesa, il primato pietrino è stato inteso ed esercitato in molti modi, spesso frainteso e malinteso, con o senza colpa. Nella Comunità di Gesù l'autorità ha bisogno di continua purificazione; essa va vissuta non come esercizio di potere, ma come assunzione di responsabilità. Pietro, purtroppo, è "Bar-Jona", figlio di Giona, e come suo padre fugge le conseguenze dell'amore. Pietro non accetta un Messia debole e indifeso che si consegna inerme nelle mani degli uomini, rifiuta categoricamente un Dio che ama e usa misericordia verso tutti, compresi i carnefici del Figlio, compresi i pagani. Per questa ragione tenterà di dissuadere Gesù dall'andare a Gerusalemme (16,22). Gesù è certamente il Messia, ma non il Messia dominatore e sterminatore dei nemici della fede atteso da certa tradizione giudaica. Per Gesù il potere è ontologicamente diabolico (Mt 4,1-11). I figli di Dio, invece, sono coloro che seguono il loro Maestro e Signore nell'amore e nel servizio ai fratelli, sono le «pietre viventi edificate come edificio spirituale sulla Pietra viva scartata dagli uomini» (1Pt 2,4-5). Essi sono coloro che sono stati resi immuni dal «lievito dei farisei e sadducei» (Mt 16,6), veleno mortale che intossica la vita e le relazioni tra gli uomini e che impedisce di scorgere negli altri fratelli da amare.