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sabato 16 maggio 2026

Opinioni contrastanti su un'esperienza scolastica di una scuola di Marostica a favore di migranti aTrieste

Opinioni contrastanti su un'esperienza scolastica di una scuola di Marostica a favore di migranti aTrieste


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I piccoli angeli arrivati a Trieste per aiutare i migranti: i bimbi commuovono tutta Italia


Ci sono momenti che riescono ancora a rompere il rumore del mondo. Momenti piccoli, apparentemente semplici, che però hanno la forza di attraversare lo schermo di un telefono, entrare nelle case, fermare le persone e lasciare qualcosa dentro.

È successo nelle ultime ore con il video condiviso da Linea d’Ombra e diventato virale nel giro di pochissimo tempo. Un filmato nato nel cuore di Trieste, in quella piazza Libertà che da anni viene chiamata “la piazza del mondo”, luogo dove si intrecciano speranze, viaggi, paure, attese e frammenti di umanità provenienti da ogni angolo della terra.

Ma questa volta, a colpire profondamente migliaia di persone, non sono stati i numeri, le emergenze o le polemiche. A lasciare il segno sono stati dei bambini.

Bambini arrivati da Marostica, in provincia di Vicenza, con i loro insegnanti, per conoscere da vicino la realtà della rotta balcanica e dare una mano ai volontari impegnati nell’assistenza ai migranti che ogni giorno arrivano a Trieste dopo viaggi lunghi, durissimi e spesso disumani.

Parole semplici che valgono più di mille discorsi

Nel video non ci sono slogan costruiti, frasi preparate o discorsi studiati. Ci sono occhi sinceri, emozioni vere e parole che arrivano dritte perché nascono senza filtri.

“Per aiutare”, dice un ragazzo quasi con naturalezza.

“Per dare cibo ai più bisognosi e stargli vicino”, aggiunge un altro.

E poi arriva quella frase che ha travolto il web, condivisa migliaia di volte in poche ore:

“Per noi è poco, ma per loro è tantissimo”.

Una frase pronunciata con la leggerezza e la purezza che solo i più giovani riescono ancora ad avere. Senza rabbia. Senza divisioni. Senza il bisogno di schierarsi.

Solo con umanità.

Ed è forse proprio questo ad aver colpito così profondamente chi ha guardato il video.

Camminare bendati per capire il buio degli altri

Tra i momenti più forti del racconto c’è anche l’esperienza vissuta dai ragazzi a scuola prima di arrivare a Trieste.

Uno degli studenti racconta di aver affrontato un percorso bendato e scalzo insieme ai compagni per provare a comprendere, almeno simbolicamente, cosa significhi attraversare territori sconosciuti nel buio della rotta balcanica.

Sassi sotto i piedi. Ostacoli improvvisi. Acqua. Paura. Disorientamento.

“Loro camminano nel buio per non farsi trovare”, spiega uno dei ragazzi.

E mentre lo racconta non c’è retorica. C’è solo il tentativo sincero di immedesimarsi nel dolore degli altri.

Un esercizio umano prima ancora che scolastico.

Perché quei bambini, senza forse rendersene pienamente conto, hanno fatto qualcosa che tanti adulti oggi sembrano aver dimenticato: provare a capire.

Piazza Libertà torna a essere la piazza del mondo

Da anni piazza Libertà è il simbolo di una Trieste sospesa tra confine, accoglienza, sofferenza e speranza. Un luogo che divide, fa discutere, genera tensioni politiche e sociali.

Eppure, in mezzo a tutto questo, il video di questi ragazzi è riuscito a riportare per qualche minuto l’attenzione su qualcosa di diverso: l’umanità.

Non quella urlata. Non quella esibita.

Quella silenziosa.

Quella che si vede in un panino consegnato con timidezza. In uno sguardo pieno di empatia. In un ragazzo che dice “è bello aiutarli” senza aspettarsi nulla in cambio.

In un tempo in cui il dibattito pubblico sembra sempre più feroce, aggressivo e incapace di ascoltare, le parole di questi bambini hanno avuto la forza di una carezza.

Una generazione che forse può ancora insegnare qualcosa agli adulti

Il successo virale del video non nasce soltanto dall’emozione del momento. Nasce dal fatto che tante persone, guardandolo, hanno rivisto qualcosa che sembrava perduto: la capacità di provare compassione senza cinismo.

Quei ragazzi arrivati da Marostica non hanno parlato di geopolitica, decreti o strategie. Hanno parlato di fame, freddo, paura e dignità.

Hanno raccontato il dolore degli altri con una delicatezza che spesso manca persino agli adulti.

E mentre Trieste continua a vivere ogni giorno il passaggio di storie difficili e vite spezzate lungo la rotta balcanica, quel gruppo di bambini è riuscito, anche solo per pochi minuti, a ricordare a tutti che dietro ogni volto esiste prima di tutto una persona.

Forse è questo il motivo per cui il video sta commuovendo così tanto il web.

Perché in quelle immagini molti hanno visto non solo dei ragazzi.

Ma la parte migliore dell’umanità.
(fonte: Trieste Cafe 14/05/2026)


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Dipiazza furioso sul caso dei bambini in piazza Libertà:
“Atto indegno, pronto a denunciare”

Il caso dei bambini arrivati a Trieste nell’ambito di un progetto scolastico dedicato alla rotta balcanica continua ad agitare il dibattito politico e cittadino. Dopo le polemiche esplose nelle ultime ore e gli interventi di diversi esponenti politici, anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza è intervenuto con parole durissime ai microfoni di Trieste Cafe.

E lo ha fatto senza mezzi termini.

“Trovo scandaloso che vengano utilizzati dei bambini per fare questo”, ha dichiarato il primo cittadino, visibilmente contrariato mentre commentava il video diventato virale nei giorni scorsi.

Un intervento molto netto, quello del sindaco, che ha voluto prendere pubblicamente posizione sulla vicenda legata alla visita a Trieste di una classe di una scuola elementare di Marostica, coinvolta in attività di sensibilizzazione sul tema della rotta balcanica e dell’immigrazione.

“Atto indegno, lunedì vado dagli avvocati”

Nel corso dell’intervista concessa a Trieste Cafe, Roberto Dipiazza ha annunciato di voler approfondire la questione anche sul piano legale. ...

Continua nel sito TRIESTE Cafe

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Da Marostica a Trieste, alunni in gita con i migranti in piazza Libertà.
Scatta una doppia interrogazione parlamentare

I due partiti di centrodestra puntano il dito su un video pubblicato in questi giorni dall'associazione umanitaria Linea d'ombra. Il ministero dell'Istruzione annuncia verifiche

Sono stati portati a Trieste nell'ambito delle collaborazioni tra onlus. Nel video si vedono i bimbi che consegnano i pasti ai migranti e, incalzati dalla referente della onlus Linea d'ombra, Lorena Fornasir, raccontano che nella loro scuola in provincia di Vicenza hanno svolto questa attività bendati e senza scarpe.


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Gli alunni danno da mangiare ai migranti insieme ai volontari.
E sulla scuola di Marostica scoppia la bufera

Interrogazione al ministro Valditara, che manda gli ispettori. L'accusa di «fare il lavaggio del cervello ai bambini», dando loro «messaggi diseducativi»


I bambini delle quinte classi di un plesso di Marostica, in provincia di Vicenza, hanno aiutato le associazioni di volontariato a distribuire i pasti ai migranti che si radunano a piazza Libertà a Trieste. E hanno raccontato l’esperienza fatta a scuola per comprendere il fenomeno migratorio, in modo da presentarsi a Trieste, puntualmente informati di chi avrebbero incontrato: i profughi della Rotta Balcanica. Tra gli esercizi preparatori, hanno provato ad immedesimarsi, bendati e senza scarpe, nelle persone che avrebbero incontrato. E che per arrivare in Italia hanno affrontato ostacoli e insidie.

A Trieste sono scoppiate le polemiche. L’europarlamentare della Lega ... e il senatore ... dello stesso partito, hanno parlato di “immagini vergognose” e di “scene inaudite”: «Le maestre hanno fatto un vero e proprio lavaggio del cervello a questi piccoli». «La scuola non deve esporre i bambini a messaggi diseducativi», ha insistito il deputato di Fdi ... propone un’interrogazione a Valditara. È intervenuto anche il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha fatto sapere che l’Ufficio scolastico regionale per il Veneto «ha immediatamente avviato le opportune verifiche, al fine di accertare le modalità didattiche delle attività disposte e le modalità di svolgimento». Il ministero «monitorerà con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda».

Gian Andrea Franchi, uno dei volontari, ha confermato che nei giorni scorsi, assieme ai Fornelli resistenti di Bassano del Grappa e alla Fattoria sociale Conca d’oro, hanno partecipato appunto anche gli scolari di Marostica. «Premetto – specifica la moglie, Lorenza Fornasir – che gli insegnanti avevano tutte le autorizzazioni a portare i bambini alla gita scolastica. Ebbene, una di queste maestre, che fa parte del “fornello resistente” di Vicenza, uno dei 65 che da ogni parte d’Italia vengono a Trieste per assistere gli immigrati, mi ha chiesto se poteva portare una classe, del plesso di Marostica. Le ho detto “certamente”, perché noi abbiamo centinaia di bambini, di scout, di gruppi parrocchiali che vengono a visitare piazza Libertà e ci aiutano nella distribuzione del cibo. Le ho consigliato, però, di preparare i bambini all’esperienza. E così è stato».
Gli scolari, dunque, sono arrivati preparati. «E infatti hanno dimostrato una capacità di affrontare l’esperienza in un modo così bello, puro, spontaneo, genuino, che è stata una cosa magnifica. Tant’è che io ho fatto un video che è diventato virale. E aveva l’autorizzazione della scuola. Perfino gli agenti della polizia che si trovano in piazza ci hanno osservato sorpresi, con simpatia». ...

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