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mercoledì 6 maggio 2026

Tonio Dell'Olio: Overshoot day l’impronta ecologica che preoccupa

Tonio Dell'Olio
 
Overshoot day
l’impronta ecologica che preoccupa

PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI  5 maggio 202

La notizia è passata sotto silenzio come se non ci riguardasse. Abbiamo continuato a vivere, mangiare, viaggiare, parlare e consumare – soprattutto a consumare – come se nulla fosse accaduto. Eppure il 3 maggio scorso l‘Italia ha tagliato il traguardo negativo del suo “overshoot day”, ovvero ha esaurito il “budget ecologico” dell’intero anno.

Dal 4 maggio in poi viviamo in deficit ecologico: utilizziamo capitale naturale e accumuliamo un debito che si traduce in crisi climatica, perdita di biodiversità, degrado del suolo e impoverimento degli ecosistemi. Rispetto allo scorso anno abbiamo anticipato di tre giorni! 

Si calcola che se tutto il mondo avesse lo stesso stile di vita di noi italiani, ci vorrebbero tre pianeti. Anche solo rispetto agli anni novanta, sciupiamo più energia, viaggiamo di più, abitiamo case che consumano suolo, sono cambiate le nostre diete che utilizzano più packaging, trasporti, refrigerazione, lavorazioni industriali. 

Si tratta di un disastro che non crea danni all’ambiente ma a noi. E fino a quando non capiremo questo, continueremo a vivere e comportarci esattamente come facciamo adesso. Abbiamo bisogno di imboccare un’altra strada con un diverso stile di vita e una politica nuova. 

La chiamano transizione ma papa Francesco con Alex Langer ci hanno insegnato che è “conversione ecologica” ed “ecologia integrale”.

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Il 3 maggio 2026 l’Italia ha ufficialmente consumato tutte le risorse naturali che la Terra può rigenerare in un anno intero. In questo video si spiega cos’è l’Overshoot Day, come viene calcolato dal Global Footprint Network, e perché la data italiana è arrivata in anticipo rispetto agli anni precedenti. Si nalizza l’impronta ecologica del nostro Paese, le cause principali (energia, mobilità, spreco alimentare, consumo di suolo) e i limiti di questo indicatore, per capire cosa ci dice realmente e cosa invece non misura. Infine, alcune proposte concrete per spostare questa data in avanti, senza puntare il dito ma con i numeri alla mano.