Tonio Dell'Olio
La forza della Flotilla
PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI 04 maggio 2026
Un atto grave che bisogna avere il coraggio di chiamare col proprio nome: pirateria. 180 persone rapite, 178 rilasciate, 32 maltrattate e ferite, due arrestate: Saif Abukeshek e Thiago Avila. L’intervento delle forze israeliane contro la Global Sumud Flotilla, impegnata in un’azione civile e nonviolenta diretta verso Gaza, rappresenta una violazione del diritto internazionale della navigazione.
Nega la libertà di circolazione in acque internazionali.
Colpire un’iniziativa disarmata significa oltrepassare un limite giuridico e morale. La Flotilla non è una provocazione, ma un gesto di testimonianza. Intende accendere i riflettori sulle condizioni drammatiche della popolazione palestinese di Gaza, stretta da anni in una crisi umanitaria che interroga la coscienza del mondo.
Fermarla con la forza non cancella questa realtà, semmai la rende ancora più evidente.
C’è però un altro elemento che merita di essere difeso e sostenuto: il metodo. La Global Sumud Flotilla incarna una nonviolenza attiva, concreta, capace di esporsi. Non si limita a denunciare, ma mette in gioco i corpi, attraversa i confini, assume il rischio per affermare un diritto e una dignità negata. È una strada esigente, che rifiuta la logica dello scontro e prova a incrinarla dall’interno.
Condannare quanto accaduto e pretendere il rilascio dei due attivisti trattenuti ora nelle carceri israeliane non è solo un dovere giuridico. È anche un atto politico e umano: significa riconoscere che la nonviolenza non è debolezza, ma forza che costruisce futuro.
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Visita delle avvocate di Adalah a Thiago e Saif:
segnalazioni di minacce di morte e detenzione prolungata

(Foto di https://freedomflotilla.org/)
A seguito di una visita appena conclusasi presso il centro di detenzione di Shikma da parte delle avvocate di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, Adalah lancia l’allarme riguardo agli abusi psicologici e ai maltrattamenti subiti dagli attivisti della Global Sumud Flotilla (GSF) Thiago Ávila e Saif Abukeshek. Entrambi gli attivisti sono giunti al sesto giorno di sciopero della fame (bevono solo acqua) per protestare contro il loro sequestro illegale da parte della marina israeliana in acque internazionali mentre erano impegnati in una missione umanitaria volta a sfidare l’illegale blocco su Gaza.
Thiago Ávila ha riferito di essere stato sottoposto a ripetuti interrogatori della durata massima di otto ore. Gli interrogatori lo hanno minacciato esplicitamente, affermando che sarebbe stato «ucciso» o avrebbe «trascorso 100 anni in carcere». Entrambi gli attivisti sono detenuti in isolamento totale. Le loro celle sono sottoposte a un’illuminazione costante ad alta intensità 24 ore su 24, una pratica nota dell’Israeli Prison Service (IPS) specificamente studiata per indurre privazione del sonno e disorientamento sensoriale. Inoltre, Thiago ha riferito di essere detenuto a temperature estremamente basse. Vengono tenuti bendati in ogni momento ogni volta che vengono spostati fuori dalle loro celle, anche durante le visite mediche. Adalah sottolinea che bendare un paziente durante una visita costituisce una grave violazione degli standard etici medici.
Gran parte dell’interrogatorio si è concentrato sulla Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria pacifica, il che conferma che la detenzione costituisce un tentativo di criminalizzare gli aiuti umanitari e la solidarietà.
Le avvocate di Adalah sono in attesa di sapere se domani verrà presentata una richiesta di proroga della detenzione e continuano a chiedere il loro rilascio immediato e incondizionato e la fine di questi procedimenti illegali.
Per gli ultimi aggiornamenti, seguite il canale WhatsApp di Adalah:
(fonte: Pressenza 04/05/2026)
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