
Il tema si ricollegava direttamente al Giubileo straordinario indetto daPapa Francesco perchè la misericordia è la parola chiave per indicare l’agire di Dio verso di noi e il nostro aprirci a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali.

Durante il Convegno inoltre è stato diffuso il Rapporto "La primavera dei profughi e il ruolo della rete ecclesiale in Italia" (pdf) aggiornato ad aprile 2016.
"... Prima di parlare di Chiesa dobbiamo allora parlare di Dio. Il nostro è un Dio inquietante e scomodo, perché è tra noi e con noi. Ha la faccia da uomo. Ha fame, ha sete, è solo, è senza vestiti, è malato. Ce lo possiamo trovare tra i piedi. Parla con la samaritana, con l’adultera, non si vergogna di andare da Zaccheo, prepara la festa per il figlio mascalzone, rivaluta i rottami della società. E’ il Dio che sta dalla nostra parte. Anzi "quando lo cerchiamo nel tempio, Lui si trova nella stalla; quando lo cerchiamo tra i sacerdoti, si trova in mezzo ai peccatori; quando lo cerchiamo libero, è prigioniero; quando lo cerchiamo rivestito di gloria, è sulla croce ricoperto di sangue" (Frei Betto). La Chiesa, che è la continuazione di Cristo, non può non essere così. “Non avvicinarsi al mondo è un peccato contro la propria identità” (Mons. Romero).

Lo ha detto, lunedì 18 aprile, il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, nella sua prolusione in apertura del 38° convegno nazionale delle Caritas diocesane intitolato “Misericordiosi come il Padre. ‘Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso’ (Lc 6,36)”.
Leggi anche l'intervento di:
- S.E. Mons. Nunzio GALANTINO, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana "Inclusione sociale dei poveri: una priorità" (pdf)
- S.Em. Card. Luis Antonio TAGLE, presidente di Caritas Internationalis "Opere di una misericordia senza confini" (pdf)
- don Francesco SODDU, direttore di Caritas Italiana Sintesi dei tavoli di confronto (pdf) e orientamenti per un cammino comune (pdf)