
Max rappresenta Roberto Saviano - un uomo di trent'anni, vivo, ma che da quattro vive penosamente sotto scorta, dunque assillato e accompagnato da un'ombra di morte - come se fosse già cadavere. E qui, davvero, ogni limite, non solo di pietas, ma anche di buonsenso, è andato in pezzi. Questa provocazione diventa un termometro per misurare la febbre dei tempi.
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Trattasi ovviamente di fotomontaggio, o per meglio dire di elaborazione a Photoshop firmata dallo specialista Gian Paolo Tomasi. Un pugno alla bocca dello stomaco che innescherà inevitabilmente molte polemiche... «Una provocazione, un’immagine forte», commentano dal periodico Rcs... Andrea Rossi, direttore della testata, la spiega così: «Diciamo che non ce l’abbiamo fatta più di sentir gente attaccare Saviano. La goccia che ha fatto traboccare il vaso son state le dichiarazioni di Marco Borriello. A quel punto ci siamo detti basta».
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