Fame di giustizia e carità
per costruire
un mondo nuovo
La «fame di giustizia» e di «autentica carità», quella che non si sazia con un piatto in tavola, ma che è strumento fondamentale per la costruzione di un mondo nuovo. È questa la «fame» che Leone XIV ha richiamato sabato 11 luglio, nel Borgo Laudato si’, all’interno dei giardini delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Insieme a lui, seduti ai tavoli appositamente allestiti presso il Padiglione del Riposo, duecento persone che vivono in condizione di vulnerabilità sociale nel territorio della diocesi di Roma. Ospiti speciali per un’iniziativa speciale denominata «A pranzo con il Papa» e che segue quella svoltasi lo scorso anno nel medesimo luogo, in favore dei più fragili assistiti dalla Caritas di Albano.
Dopo il saluto di benvenuto dei cardinali Baggio e Reina e dell’arcivescovo Marín de San Martín, il Papa parla a braccio, ma le sue parole nascono dal cuore per descrivere «una Chiesa che veramente sa aprire le porte, accogliere, ricevere tutti; dove c’è amore per tutti e dove nessuno è nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione, il perdono, la pace».
Là dove Gesù è presente alla mensa, aggiunge il Vescovo di Roma, allora si sta «veramente costruendo un mondo diverso, un mondo di speranza, un mondo che è luce» di fronte al buio che scaturisce «dalla violenza, dall’odio, dalla discriminazione». Di qui, l’esortazione a lavorare insieme per eliminare le cause della povertà e delle ingiustizie «che ancora esistono nel nostro mondo».
Nata dalla collaborazione tra il Centro di Alta Formazione Laudato si’, il Dicastero per il Servizio della carità e la diocesi di Roma, l’odierna iniziativa è stata scandita da diversi momenti che hanno preceduto il pranzo con il Papa, tra cui la messa con la liturgia della custodia della creazione e la visita guidata nel Borgo Laudato si’.
(fonte: L'Osservatore Romano 11 luglio 2026)
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