sabato 19 marzo 2022

Lia e Rachele: una sororità sofferta - Cettina Militello - I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA 2022 (VIDEO)

I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA 2022
Lia e Rachele: 
una sororità sofferta
Cettina Militello

16 marzo 2022 (Solo online)
Sesto dei
I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA 2022
"Volti di fraternità e sororità
nella fede biblica"

promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto (ME)



Schema dell’intervento:

1. Il termine “sorella” nella catena relazionale

2. Sorella nel Primo Testamento

3. Sorella nel Nuovo Testamento

4. La sororità conflittuale di Rachele e Lia

5. La sororità, oltre il legame di sangue, per la costruzione di una comunità socio-politico-religiosa autenticamente “umana”
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... La “sororità” o “sorellanza” è una acquisizione recente. Dovrebbe soprattutto indicare la trama solidale del rapportarsi delle donne tra loro. Attitudine purtroppo non scontata, vista la rivalità che le ha sempre contrapposte, non ultimo a ragione di quel potere mediato, acquisito per la prossimità a un uomo, padre, marito, amante o figlio che sia.

La storia antica, come quella medievale e moderna, ci offrono innumerevoli prove di questi antagonismi, che   in un modo o nell’altro investono la sfera familiare. Un’amante insidia il potere di una moglie; e spesso la figlia insidia il potere riflesso della madre o lo contende alla sua stessa sorella. Sembra insomma – e lo ha dimostrato la storia di Dina, ma anche le altre orripilanti relative a donne, si veda l’episodio della concubina del Levita narrato in Gdc 19 – che la gratuità, comunque inficiata dal peso dell’“onore”, corra piuttosto sulla linea maschio/femmina, finalmente affrancata dalla domanda sessuale, più che sulla linea della prossimità sororale.

Comunque sia, davvero non è facile aprirsi alla sororità. Anzi la stessa difficoltà con cui il termine astratto fraternità ha conosciuto una flessione femminile è spia di un fatto tragicamente grave: l’assenza delle donne, la loro forzata invisibilità nella Chiesa come nella storia. 

...

Vorrei concludere evocando la Fratelli Tutti. In essa, nel suo capitolo IV, il nome nuovo della sororità/fraternità è “amicizia sociale”. Ecco una relazione di gratuità, senza ipoteca di possesso che può offrire anche alle donne una via di uscita dal sistema androcentrico e patriarcale.

D’altra parte, nella Scrittura, proprio l’amicizia costituisce il nome altro della fraternità/sororità, anche la più intima, qual è quella coniugale. Non dimentichiamo che amica è la sposa del Cantico e amica è la Sapienza. Amico/a è chi accetta di starci accanto in parità e reciprocità.

La sfida dunque, oltre il dramma di Rachele e Lia e la vicenda di Giacobbe (cfr. Gen 29-35), è costruire un mondo e una Chiesa in cui davvero si cammini accanto, nella fiducia, nella stima, nella accoglienza reciproca, senza misurarsi assommando figli a figli, gli stessi usando come rivalsa, senza accoglierli e amarli per se stessi.

La sfida sororale è smettere di misurarsi da donna a donna sul fronte del possesso, della carriera, dell’amore stesso, accettando piuttosto di riconoscere e far fruttificare il dono dello Spirito, il nome proprio di grazia, di cui si è portatori tutti e tutte, nessuno/a escluso/a.  Il che non è facile, ma è ... 


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