domenica 31 luglio 2011

"La crociata del bene con la forza degli onesti" di Carlo Maria Martini

Quando ogni giorno apriamo i giornali o ascoltiamo le notizie del giornale radio o della televisione, ci sentiamo presi come da uno sgomento, vedendo come tanti principi di convivenza non sono più accettati. 
Vorremmo che queste cose (comportamenti sociali amorali) non esistessero e che chi può esibire lo scoop più grave non venisse per questo premiato con vendite maggiorate. Una particolare causa di tristezza ci viene dalle notizie di sperpero del denaro pubblico. Vorremmo che finisse ogni ipocrisia o buonismo. In tutta questa materia affiora spesso la parola «etica» , che appare come la spiaggia della salvezza. 
Se tutti i politici si attenessero ai grandi principi etici, come quello del primato del bene comune insieme con il rispetto dovuto ad ogni persona, molte cose non succederebbero né sarebbero successe. 

Leggi tutto: La crociata del bene con la forza degli onesti di Carlo Maria Martini


La Chiesa e le coppie in crisi

Separati e divorziati che vogliono mantenere un rapporto con la Chiesa e con i sacramenti si trovano spesso a disagio. Un dialogo che cresce. La pastorale nelle diocesi.

... La posizione della Chiesa d’altronde è nota. Il Direttorio di pastorale familiare chiarisce che chi si risposa civilmente dopo un matrimonio religioso, non essendo «nella pienezza della comunione ecclesiale», non può accedere alla Confessione e alla Comunione, né può essere padrino o madrina per i sacramenti o svolgere alcuni servizi in parrocchia.
Princìpi duri, che però non significano affatto “scomunica”, anzi: le comunità cristiane sono chiamate a «considerarli ancora come loro figli», a «non giudicare l’intimo delle coscienze» e a porre in atto percorsi “inclusivi”. Diversa è la situazione di chi invece, separato o divorziato per una giusta causa, decide di vivere fedele al primo matrimonio senza risposarsi: queste persone hanno pieno accesso ai sacramenti.
Una disciplina, come si vede, che richiede una comprensione profonda del Matrimonio. Una disciplina che, a volte, nemmeno i sacerdoti conoscono bene.

La disciplina ecclesiastica, che nega la possibilità della Confessione sacramentale e della Comunione eucaristica per i separati o divorziati che abbiano iniziato una nuova relazione, suscita talvolta sofferenze tra i fedeli e la stessa Chiesa ed è sovente oggetto di attacchi dal fronte laicista. Ma quali ne sono le motivazioni profonde? 
Ne parliamo con monsignor Livio Melina, teologo moralista e preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia di Roma.

Sono una quarantina le diocesi che propongono incontri per i divorziati, una pastorale organizzata solitamente in piccoli gruppi condotti in équipe da sacerdoti, coppie sposate, psicologi e, sempre più frequentemente, da altre persone in situazione “irregolare”. Una pastorale che, per la delicatezza della materia, richiede particolari cure.


È il primo Convegno che l’Ufficio della CEI dedica, con questa specifica attenzione, ad una porzione dolorosa del corpo ecclesiale, quali sono appunto le famiglie che vivono la separazione.

“Il tema che affrontiamo con questo Convegno – Luci di speranza per la famiglia ferita – pone il delicato problema del ‘fare’ e del ‘come’ fare famiglia; ci porta a confrontarci con le fragilità delle relazioni e ad avvertire quanto sia vero che la famiglia è ad un tempo forte e debole…”.
Non è stato un saluto di circostanza quello offerto da S. E. Mons. Enrico Solmi, Presidente della Commissione Episcopale per la Famiglia, in apertura del Convegno promosso a Salsomaggiore (22-26 giugno) dall’Ufficio Nazionale della CEI.
Il Vescovo, fin dalle prime battute, ha lasciato intuire come si tratti di frontiere che chiamano a raccolta tanto la Chiesa che la società civile, e che richiedono l’avvertenza che i soggetti coinvolti in situazioni di separazione, divorzi e a volte anche di nuove unioni, non devono mai essere accostate come fossero categorie a parte.

La misura di ogni pastorale ecclesiale rimane il cuore di Cristo, secondo l’icona evangelica del buon Samaritano; da qui, l’attenzione che la Chiesa è chiamata ad avere nei confronti sia di quanti hanno visto fallire il loro matrimonio e sono separati o divorziati, sia di quanti, dopo essersi separati o aver divorziato, si sono risposati o convivono.
Partendo da questo orizzonte mercoledì 22 giugno mons. Carlo Rocchetta - teologo, direttore del centro familiare "Casa della tenerezza" di Perugia - ha sviluppato il suo intervento, La Chiesa Madre e Maestra per i coniugi in difficoltà. Dalla luce teologica alle scelte pastorali.

sabato 30 luglio 2011

Don Armando Zappolini: Il grido di un prete di strada

Sorriso franco e battuta pronta, don Armando Zappolini è un parroco toscano che, dall'inizio di quest'anno, è anche presidente del Coordinamento nazionale delle Comunità di accoglienza (Cnca). In questa intervista ci racconta, senza peli sulla lingua, l'Italia della politica e della Chiesa, viste con gli occhi degli ultimi.

Leggi tutto: Il grido di un prete di strada



La speculazione che affama

Cosa sta dietro l'impennata dei prezzi delle derrate alimentari? I mutamementi climatici, i biocarburanti, l'aumento del prezzo del petrolio, ma soprattutto una finanza di rapina.


Nelle scorse settimane è stata dichiarata l’emergenza alimentare in Somalia. L’appello internazionale in favore delle popolazioni del Corno d’Africa richiama le contraddizioni di un pianeta in cui un miliardo di persone getta derrate alimentari deperibili non consumate e sostiene assurdi ‘costi collaterali’ causati dall'abbondanza (le diete, il fitness dimagrante…), mentre un altro miliardo non ha pane a sufficienza. 
 Le preoccupazioni relative al cibo però non riguardano solo l’emergenza di questi giorni, ma alcuni squilibri strutturali rivelati dall’estrema volatilità dei prezzi registrata negli ultimi anni
Leggi tutto: La speculazione che affama


venerdì 29 luglio 2011

LA TRAGEDIA NEL CORNO D'AFRICA - "La carestia: emergenza che chiama"

Undici milioni di vite a rischio nel Corno d’Africa: un’ecatombe così vasta e talmente lontana da noi che rischia di non interrogarci, di lasciarci inattivi perché "impotenti". Ma il cristiano può chiamarsi fuori? C’è qualcosa che "non lo riguarda"? «La fede cristiana è fondata sul fatto che il Figlio di Dio s’è fatto figlio dell’uomo – risponde il teologo monsignor Piero Coda, presidente dell’Associazione teologica italiana e preside dell’Istituto universitario "Sophia" dei Focolari –. Se Dio stesso, in Gesù, ha condiviso la condizione umana in tutto eccetto il peccato, la via che il cristiano deve seguire non può essere diversa. Del resto non è Gesù stesso, in quella straordinaria pagina che descrive il "giudizio finale", a dire che qualunque cosa si sia fatta o non si sia fatta, nei confronti di chi è in necessità, è a Lui che è stata o non è stata fatta?». 

Leggi tutto: La carestia: emergenza che chiama



"Una politica nuova": Tonio Dell'Olio riflette sulle parole sempre attuali di don Tonino Bello

La politica ha bisogno di un radicale rinnovamento per essere “intesa come maniera esigente di vivere l’impegno umano e cristiano al servizio degli altri”.
Una politica “restituita finalmente alla simpatia della gente”.

Quando si apre quello scrigno meraviglioso degli scritti e dei discorsi di don Tonino, si resta sempre meravigliati non solo del linguaggio e dell’efficacia di immagini, simboli e originalità delle espressioni, ma soprattutto dell’attualità delle riflessioni proposte. Sembra che il tempo non sia passato e che, come per incanto, il fiume dei giorni si sia fissato nell’inchiostro della sua penna. Certo, cambiano i nomi e i riferimenti geografici, la datazione e le citazioni dei fatti, ma resta la verità profonda di intuizioni che pescano nel profondo e non lasciano mai nulla al caso.
Leggi tutto: Una politica nuova


Iscrizione gratuita alla newsletter settimanale di TEMPO PERSO



A chi desidera approfondire le tematiche trattate nei nostri post proponiamo l'iscrizione gratuita alla newsletter settimanale di TEMPO PERSO


Nella nwsl viene inoltre segnalato materiale relativo a:

  • spiritualità
  • attualità
  • mondialità
  • lotta alla mafia
  • scuola
  • socio-politica
  • ...


NIGRIZIA - Italiani (cristiani) in movimento Alla luce del referendum del 12 e 13 giugno, una riflessione sulla rinascita in corso dei movimenti, uniti nel segno dei "beni comuni" da proteggere.

NIGRIZIA L'editoriale del numero di luglio-agosto 2011

Italiani (cristiani) in movimento

Alla luce del referendum del 12 e 13 giugno, una riflessione sulla rinascita in corso dei movimenti, uniti nel segno dei "beni comuni" da proteggere. 


In questi mesi è riemerso un tesoro. Per dieci anni, o poco meno, si era inabissato. Il G8 di Genova, nel 2001, e l’arcobaleno delle manifestazioni oceaniche contro la guerra in Iraq, nel 2002, sono rimasti i frutti più copiosi di quel periodo, poi sepolti. Per anni, in molti ci siamo affidati a un ineluttabile avvicendarsi delle stagioni: le abbiamo osservate, anche criticate, ma sempre da spettatori. Mai da protagonisti. Per tanto, troppo tempo, siamo stati anestetizzati. Indifferenti.
È vero, ogni tanto spuntavano qua e là eccezioni (“No Tav”, popolo della pace, solidarietà con i migranti…), ma senza mai che alcuna di queste mobilitazioni spiccasse il volo. Com’è invece accaduto con i referendum del 12 e 13 giugno scorso e con le azioni che li hanno preceduti negli ultimi mesi.
Una quantità e qualità della mobilitazione tali che a qualcuno hanno fatto tornare in mente la parola e il senso del “movimento”. Anche se lo stare assieme di oggi – effervescente, fantasioso, ma assai frammentato – ha connotati e dinamiche diversi rispetto a quello d’inizio millennio. Ostinarsi a leggere e interpretare ciò che succede ora nel nostro paese con il vecchio lessico e con i vecchi schemi sarebbe un grave errore.


giovedì 28 luglio 2011

Ospedali Psichiatrici Giudiziari: "estremo orrore inconcepibile in qualsiasi Paese appena civile"

Durante un ciclo di ispezione negli ospedali psichiatrici giudiziari "abbiamo visto scene ottocentesche": letti di contenzione, lenzuola sporche e nove detenuti nella stessa cella. Inoltre, "per tenere in fresco l'acqua, le bottiglie erano lasciate nei water". Durante una conferenza stampa alla Camera sul sovraffollamento carcerario il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale, ha duramente denunciato il sistema carcerario.
La denuncia di Marino "A Barcellona Pozzo di Gotto (Messina, Ndr) ci sono le situazioni peggiori", ha sottolineato Marino. Qui i detenuti "vengono tenuti legati ai letti con un buco per la caduta degli escrementi". L'ospedale psichiatrico messinese dipende ancora, ha spiegato il senatore, dal ministero della Giustizia, in quanto il governo siciliano non ha recepito il passaggio di competenze al ministero della Salute. L'ispezione nell'Opg di Barcellona Pozzo di Gotto da parte della Commissione presieduta da Marino risale all'11 giugno scorso. In quell'occasione fu trovato un malato in contenzione (legato al letto).Opg di Barcellona Pozzo di Gotto Secondo quanto riferisce il senatore, infatti, nella struttura, che "non ha niente dell'ospedale", ma è più simile a un istituito penitenziario, i reclusi vengono sedati farmacologicamente, e quando le medicine non hanno effetto si ricorre alla contenzione fisica. Altri particolari sulla situazione della struttura sono stati forniti dal direttore Nunziante Rosania e dal cappellano Giuseppe Levita, ascoltati in audizione dalla commissione il 16 giugno scorso. Sempre l'11 giugno la Commissione ha visionato anche l'ospedale psichiatrico di Aversa. Qui non è stata riscontrata contenzione fisica. Le ispezioni nei sei Opg (ospedali psichitrici giudiziari) italiani rientrano nell'inchiesta sulla psichiatria, che nell'autunno scorso ha portato alla chiusura di Villa Pini in Abruzzo


LAGERS NEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI 




Sono 1.535 (1.433 uomini e 102 donne) i detenuti nei sei ospedali psichiatrici giudiziari (opg) italiani, tornati di nuovo sotto i riflettori dopo i sopralluoghi a sorpresa in alcuni ospedali psichiatrici giudiziari italiani da parte dei Nas che sono culminati con il sequestro di alcune aree dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino in Toscana e di quello a Barcellona Pozzo di Gotto in Sicilia.
Leggi tutto: Ospedali psichiatrici giudiziari: 6 ancora attivi

Sono stati messi sotto sequestro dai Nas parti degli ospedali psichiatrici giudiziari di Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, e Montelupo Fiorentino in Toscana. Sopralluoghi a sorpresa hanno riscontrato condizioni di degrado, inadeguatezza clinico-assistenziale, igienico-sanitaria e strutturale. In Italia esistono sei ospedali psichiatrici giudiziari, che accolgono circa 1.500 persone, l'intento del Parlamento è ora di accelerare il loro superamento

Ascolta l'intervista di Eleonora Belviso a Ignazio Marino (Pd), presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale

“Non sono riuscito a mangiare né a dormire per due giorni, pensavo di aver visto tutto nella mia attività. Ma per quanto preparato questa missione è stata uno choc”. Così si esprime il senatore Domenico Gramazio, Pdl, che ha accompagnato venerdì scorso il presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale Ignazio Marino (Pd) in un blitz a sorpresa in un paio di ospedali psichiatrici giudiziari

Vedi anche il nostro precedente post:

Opg - “inferno organizzato”



Cristiani immaginari


Fa un certo effetto la definizione che in Facebook dà di sé Anders Behring Breivik. L’autore della strage di Oslo, il macellaio che ha ucciso una settantina di ragazzi quasi uno per uno e ha affidato altre vittime a una bomba, si è definito “cristiano”. I giornali, nel parlarne, hanno poi aggiunto pietosamente l’aggettivo “fondamentalista”. Forse per alleviare un po’ lo scandalo. 
Dopo questo episodio è venuta alla luce una posizione estrema prima inesistente, si è posto una sorta di precedente inaudito. E d’ora in poi il mondo è autorizzato a pensare che accanto ai cristiani “moderati” possa crescere un’ala fondamentalista capace di atti terroristici, proprio come in Occidente si pensa dell’islam. Siamo diventati speculari. Forse bisognerebbe che qualcuno dicesse chiaro e forte che non è una questione metodologica: stesse idee ma prassi diversa. Sono proprio le idee che non hanno nulla a che fare col cristianesimo, nel senso evangelico del termine.

Leggi tutto: Cristiani immaginari di Mirella Camera


Anders Behring Breivik: folle, cristiano fondamentalista, massone, martire, mostro, cretino... ?

Sei ore prima del massacro, l’attentatore di Oslo aveva collocato un video su Youtube invitando ad “abbracciare il martirio”. Nel documento, che contiene il piano dettagliato dei devastanti attacchi terroristici, Anders Behring Breivik sostiene che ci sono “momenti in cui e’ necessaria la crudelta’” e in cui “e’ meglio uccidere molte persone che non abbastanza”. 

...Visto così, dal finestrino dell’auto che lo porta in tribunale, Breivik è l’uomo più contento del mondo, soddisfatto di sé, non ha nulla di torvo o di arrabbiato, non ha la tenebrosità del diavolo né quegli occhi di ghiaccio che molti gli hanno attribuito senza neppure guardarlo in faccia... Certo, sono infinite le vie della follia, ma la strada che ha scelto Breivik è quella della giocondità, della semplicità.
Leggi tutto: Il sorriso del mostro

Anders Behring Breivik: un frustrato, un egocentrico, un pazzo. Questi gli aggettivi usati per metabolizzare l’angoscia e l’orrore della strage che questo trentaduenne norvegese ha provocato il pomeriggio di venerdì 22 luglio piazzando un’autobomba nel centro di Oslo e sparando, qualche ora dopo l’esplosione, su ragazzi inermi: giovani laburisti in raduno sull’isola di Utoya.

... L'omicida di oltre 90 persone pare si sia definito «un fondamentalista cristiano», termine privo di qualsiasi senso. Spesso, fra l'altro, si identifica erroneamente il fondamentalismo con l'integralismo, specialmente religioso, di una o di un'altra fede (oggi soprattutto quella islamica), e in generale con una forma particolarmente intollerante di tradizionalismo religioso.

Cristiano fondamentalista, conservatore, il killer norvegese si descrive come un crociato.

La follia non può spiegare tutta la tragedia di Oslo e dell’isolotto di Utoya. Il delirio anti-islamico di Anders Breivik ha una cornice che non possiamo ignorare né semplificare ricorrendo alla facile etichetta del fondamentalismo cristiano che avrà molte responsabilità – ad esempio nell'estremismo di certi settori della destra religiosa nordamericana – ma che in questo specifico caso non c’entra nulla.

«Breivik è uno squilibrato, certo. Ma i movimenti populisti e anti integrazione, che creano un clima di odio contro gli immigrati stranieri, stanno guadagnando terreno in diversi Paesi europei. Perciò i capi di governo e di Stato, i leader moderati di centrodestra e centrosinistra, devono alzarsi in piedi e parlare forte. Più forte. È venuta finalmente l’ora di farlo»

"Sono posizioni sicuramente condivisibili... in qualche caso ottime!"... questo il commento dell'onorevole leghista Mario Borghezio alle ragioni che hanno spinto il killer di Oslo, Breivik, a compiere la strage in Norvegia. Tratto da "La zanzara" di Radio24



Esiste un Paese europeo nel quale l'esponente di un partito al governo - ripeto: di un partito al governo - dichiara pubblicamente: «Il cento per cento delle idee di Breivik sono buone, in qualche caso ottime. Le posizioni di Breivik collimano con quelle dei movimenti che in Europa ormai ovunque vincono le elezioni».
Questo Paese è l'Italia. L'autore della dichiarazione è l'eurodeputato Mario Borghezio. Il partito al governo è la Lega.
Leggi tutto: La Lega e la sindrome norvegese

Riflessione differente e propositiva di Pax Christi sul testamento biologico: "Amore per la vita. crociata o invito a riflettere?"

Di fronte al disegno di legge dedicato al testamento biologico, e che propriamente riguarda disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, sarebbe auspicabile un ampio dibattito ma, in un clima di nuova crociata, siamo costretti a subire l’aspra contrapposizione ideologica che invece di aiutare il discernimento, fa aumentare il disagio dei cittadini e dei cristiani. Pax Christi offre per questo una riflessione differente e propositiva ai suoi aderenti e nel suo sito internet www.paxchristi.it 
Amore per la vita, relazione di cura e dignità umana


Per approfondire: Testamento biologico


mercoledì 27 luglio 2011

Città per gli uomini e salvaguardia del Creato

Dal numero di Luglio di Jesus

L'appoggio del mondo cattolico a quei sindaci che hanno fatto della vivibilità delle città la loro bandiera non è un caso: negli ultimi anni, infatti, è andata crescendo la sensibilità ecclesiale per le tematiche ecologiche. Ne è un esempio il recente Forum per la salvaguardia del Creato, promosso da Greenaccord.

Leggi tutto: Città per gli uomini


Leggi anche:

Per capire e affrontare la crisi: "Lacrime e sangue la manovra ingiusta" e "Un Giubileo per l'Italia"

Quante manovre ancora e per giungere dove?... anche questa volta, la manovra ha dosato sacrifici in proporzione alla forza politica dei settori sociali interessati: colpire genericamente tutti significa colpire chi è già più debole e, inoltre, senza lobby protettive... I governi italiani di questi ultimi anni si sono specializzati a sacrificare il futuro, forse perché non ha lobby o forse perché sperano che la proverbiale capacità degli italiani di farcela in qualche modo farà il miracolo. Ecco allora che i tagli sulla scuola e l'umiliazione di chi è portatore forzatamente inattivo di forza lavoro sono i due pilastri consolidati sui quali si costruiscono le manovre economiche...
Leggi tutto: Lacrime e sangue la manovra ingiusta di Nadia Urbinati

Per capire e affrontare la crisi
In questi giorni si susseguono segnali di allarme per gli attacchi speculativi, alternati ad altri di distensione e di ottimismo. In realtà, dobbiamo prendere coscienza che la situazione è grave, e dobbiamo attrezzarci come Paese e come Europa per affrontare una fase che potrebbe rivelarsi non meno difficile e lunga di quella dell’autunno del 2009. Infatti, la crisi che stiamo vivendo in questi giorni è molto più di un fenomeno di contagio (delle crisi greca e/o portoghese): è una crisi di fragilità strutturale dell’Italia e dell’Europa. Il malato è grave, e non si tratta ancora di una malattia mortale, ma neanche di una semplice influenza stagionale: è un secondo mini-infarto che se non produce un cambiamento degli stili di vita può portare a conseguenze fatali. Nell'intervallo tra le due crisi il "paziente Italia" ha continuato a comportarsi di fatto come prima, tranne per qualche passeggiatina pomeridiana o alcune pillole, senza aver però dato un segnale forte di inversione di tendenza.
Sono almeno tre gli elementi per proporre una diagnosi, e una possibile terapia.
Leggi tutto: Un Giubileo per l'Italia di Luigino Bruni


martedì 26 luglio 2011

Per non dimenticare Rita Atria

Diciannove anni fa moriva la giovane testimone di giustizia siciliana.
Commemorazioni a Roma e a Scandicci

Una giovane donna coraggiosa, che ha sfidato Cosa nostra e la sua stessa famiglia. Si è tirata fuori dall’asfissia mafiosa collaborando con la giustizia. Ha perso i suoi affetti. E’ stata costretta a vivere isolata, protetta da uno Stato che si è dimostrato incapace di tutelarla. Ma non è mai tornata indietro nella sua scelta di legalità e giustizia. Rita, “Rituzza” come veniva chiamata, è morta sola. Ha deciso di togliersi la vita pochi giorni dopo la strage di via D’Amelio a Palermo. Con Paolo Borsellino aveva stretto un rapporto umano, molto stretto. Il magistrato palermitano era diventato per Rita un appoggio, un punto di riferimento. Con la morte di Boorsellino Rita è sprofondata nella soluti dine in una città, Roma, dove non poteva avere alcun legame. Il 26 luglio del 1992 Rita decise di farla finita. Fu una sconfitta per lo Stato incapace di proteggere una ragazza innamorata della giustizia.

"Rita, non t'immischiare, non fare fesserie" le aveva detto ripetutamente la madre, ma, Rita aveva incontrato Paolo Borsellinoun uomo buono che le sorride dolcemente, e lei parla, parla…racconta fatti. Fa nomi. Indica persone, compreso l'ex sindaco democristiano Culicchia, che ha gestito e governato il dopo terremoto.
"Fimmina lingua longa e amica degli sbirri" disse qualcuno intenzionalmente, e così al suo funerale, di tutto il paese, non andò nessuno. Non andò neppure sua madre...
Leggi tutto: Rita Atria

26 luglio 2011 - 19 anni fa si tolse la vita Rita Atria, sette giorni dopo la morte del giudice Paolo Borsellino. Fu la sua tragica reazione all’assassinio di chi l’aveva ascoltata e aiutata a passare dalla voglia di ‘vendetta’ contro chi le aveva ammazzato il padre e il fratello al desiderio di ‘giustizia’.

La storia di RITA ATRIA e di PAOLO BORSELLINO contro i mafiosi di Partanna.



Visita il sito Rita Atria


25 luglio 2011 - “LasciateCIEntrare”: iniziativa dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa davanti a CIE e CARA italiani per reclamare il diritto di accesso ai giornalisti/2

Uno può trovare tutti i sinonimi che vuole, ma io un posto del genere lo chiamo carcere. Un posto, voglio dire, con grate alte una decina di metri, e 27 telecamere che vigilano 24 ore al giorno, e soldati dell’esercito a controllare i monitor, e poliziotti a darsi il cambio con carabinieri e Guardia di Finanza. Anzi, il carcere è un po’ meglio, perché almeno a Rebibbia le cooperative sociali ti fanno lavorare, i volontari ti portano libri, il cappellano ti sta ad ascoltare, e se ti va bene trovi pure un bigliardino per fare una partita ogni tanto. Qui, al Cie di Ponte Galeria, non si può: le stecche del calcio balilla sono di ferro e dunque potenziali armi, i libri sono materiale infiammabile e dunque potenziali torce. E poco conta che le camere non abbiano sbarre alle finestre: le sbarre sono dieci metri più in là, alla fine del cortiletto che divide un complesso dall’altro.
Leggi tutto: LasciateCIEntrare di Andrea Sarubbi

Sono peggiori delle carceri e dentro ci sono persone che non hanno fatto niente di male. Dunque vanno chiusi e va rimossa la censura imposta su tutti i centri per migranti dal ministro dell'Interno Roberto Maroni che li ha vietati alla stampa. E' questo il messaggio che arriva dalla mobilitazione "LasciateCIEntrare 1"con manifestazioni davanti a 13 centri in tutt'Italia, di cui la maggior parte sono luoghi di detenzione ma ci sono anche Cara e centri di prima accoglienza.

«Un monumento alla distruzione della Costituzione, un treno deragliato con esseri umani a bordo». La definizione dei Cie (centri di identificazione ed espulsione) è di Furio Colombo, a capo del Comitato per i diritti umani della Camera, che con altri parlamentari (Rosa Villeco Calipari, Andrea Sarubbi, Vincenzo Vita e Livia Turco del Pd, Pancho Pardi dell’Idv) sono entrati ieri mattina a Ponte Galeria, alle porte di Roma, per una visita di quasi 3 ore in uno dei più grandi centri di identificazione d’Italia.

... Ma i giornalisti e le giornaliste davanti ai Cie fanno capire anche che la cronaca non è soltanto, necessariamente, quella dei delitti privati raccontati fino al dettaglio estremo: Meredith e Amanda, Sarah e zio Michele, Melania e Salvatore. Hanno assunto come metro professionale quello della rilevanza sociale, del valore pubblico di certi fatti, magari sfidando le leggi dell’audience e della tiratura. Così facendo, rendono un servizio non solo alla credibilità dell’informazione, ma persino alla credibilità delle istituzioni italiane. Perché Maroni, impedendo gli ingressi, si è assunto la grave responsabilità di far pensare che in quei luoghi vietati siano brutalmente calpestati i diritti di migliaia di esseri umani. Chi chiede di entrare ha davvero a cuore, senza alcuna retorica, il prestigio dell’Italia.
Leggi tutto: «Se l'immigrato dev'essere per forza cattivo» di R. Natale, presidente Fnsi

25 luglio 2011 - “LasciateCIEntrare”: iniziativa dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa davanti a CIE e CARA italiani per reclamare il diritto di accesso ai giornalisti.

Si sono svolte ieri, davanti a vari Cie (Centri di Identificazione dei cosiddetti “clandestini”) e Cara (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), altrettante manifestazioni in nome del diritto all’informazione su quanto accade in luoghi quasi sempre proibiti alle telecamere. L’iniziativa è stata intitolata “LasciateCIEntrare’

Decine e decine di giornalisti italiani e stranieri, rappresentanti di associazioni, movimenti, semplici cittadini hanno partecipato ieri alle manifestazioni LasciateCIEntrare promosse davanti ad alcun CIE e CARA italiani per reclamare il diritto di accesso ai giornalisti.

Duecento minorenni, in condizioni sanitarie pessime e senza alcuna convalida giudiziaria, sopportano da oltre cinquanta giorni l'interminabile attesa di uscire da un inferno dove ogni diritto viene negato. La testimonianza di Alessandra Ballerini

FNSI e OdG hanno organizzato una giornata di mobilitazione nazionale presso i Centri di Identificazione ed Espulsione italiani. Testimonianze di Enzo Iacopino (Presidente OdG), Roberto Natale (Presidente FNSI), Gabriella Guido (Rete Primo Marzo), Flavio Lotti (Coordinatore nazionale della Tavola della Pace) e i parlamentari e le parlamentari: Furio Colombo, Livia Turco, Andrea Sarubbi, Rosa Villecco Calipari, Pancho Pardi davanti il CIE di Ponte Galeria (RM).


LasciateCIEntrare


Per approfondire visita il blog di Gabriele Del Grande Fortress Europe


lunedì 25 luglio 2011

L'OMELIA DI P. GREGORIO BATTAGLIA


Omelia di P. Gregorio Battaglia
della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (ME)
XVII domenica del T. O. anno A - 24.07.2011

... Da qualche domenica il Signore ci propone una serie di parabole, la prima quella del seminatore... e poi altre... ed ora in questa XVII domenica Gesù ci  parla di un tesoro nascosto... un campo... una perla preziosa e la rete gettata nel mare e poi... Gesù si rivolge ai discepoli e chiede: "avete compreso tutte queste cose?" ed i discepoli dicono di sì. Speriamo che anche noi possiamo dire "sì, ho compreso che questa vita che ci sta di fronte nasconde una presenza, la mia vita è parabola di questa presenza di come Dio si è nascosto nella nostra storia personale, di comunità, sociale..."


ASCOLTA


Leggi: PREGHIERA DEI FEDELI


CRISI ECONOMICA E MODELLO DI SVILUPPO - ‎"La storia è a una svolta? Il futuro dell'umanità."

 ‎"La storia è a una svolta?" 
Il futuro dell'umanità.






Le preoccupate e preoccupanti dichiarazioni del presidente Obama
Armageddon, l'apocalisse biblica: a tanto è arrivato a metà luglio Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, per descrivere l’eventuale default dei conti pubblici a stelle e strisce, chiamando a raccolta tutte le forze del Congresso Usa per un percorso di responsabilità politica. "Serve un approccio equilibrato, sacrifici condivisi e l'intenzione di fare scelte impopolari da tutte le parti", ha affermato l'inquilino della Casa Bianca. Ma, al di là dei contenuti della manovra finanziaria in atto a Washington, fa tremare i polsi l'"apocalisse" economica. Pietro Cafaro, docente all'Università Cattolica di Milano di storia economica e sociale ed esperto di moneta, banche e finanza, riconosce che "si tratta di un'affermazione che non può essere sottovalutata".

Un weekend di paura, con lo spettro di una riapertura dei mercati lunedì mattina che potrebbe avvenire nell'angoscia di un imminente "default" degli Stati Uniti d'America, o quantomeno di un declassamento del loro rating sovrano, con effetti a cascata sul costo del denaro e su tutta l’economia mondiale. 

Siamo di fronte ad una svolta probabilmente epocale: il modello economico nato 250 anni fa dalla rivoluzione industriale e basato sulla crescita infinita si scontra con i limiti fisici della biosfera. Dopo la caduta del Muro di Berlino, ci si era illusi che l’economia capitalistica e liberista, guidata dalla mano invisibile del mercato, avrebbe portato progresso e benessere per tutti, ma così non è stato. Il mondo non è mai stato così ricco (per pochi) e mai così povero (per moltissimi) e taledivario è in aumento anche nel mondo occidentale. 

... La decrescita è quanto di più femminile si possa immaginare, un antidoto alle tensioni competitive, alle eterne frustrazioni di un ideale di superman impossibile da raggiungere, alleansie da prestazione (in qualunque campo le si vogliano intendere o temere), ancora una volta tipiche dell’uomo occidentale moderno.
Cosa c’è di più bello dell’essere accolti, abbracciati con calore, rassicurati, invece che vivere la propria intera esistenza come una gara di corsa veloce?...

Leggi anche: dagli atti del 34° Convegno nazionale delle Caritas diocesane. Filo conduttore del confronto: gesti, parole e segni di amore per l'uomo di oggi. "Educati alla carità nella verità. Animare parrocchie e territori attraverso l'accompagnamento educativo": "Crisi economica e nuovi modelli di sviluppo" (pdf) - Leonardo BECCHETTI, docente di Economia e presidente della Cvx − Comunità di Vita cristiana − e della Lms − Lega missionaria Studenti


domenica 24 luglio 2011

Stragi a Oslo e Utoya... e in questo momento siamo tutti Norvegesi!!!

Il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg non ha dubbi: quella che ha colpito il suo Paese con il doppio attentato di venerdì a Oslo e sull'isola di Utoya è una «tragedia nazionale» e lui l'ha vissuta in prima persona. Come capo del governo, e forse possibile obiettivo di almeno uno degli attacchi, quello realizzato nel centro della capitale con l'esplosione di un'autobomba, proprio a due passi dai suoi uffici. E come padre: anche i suoi figli erano al raduno dei giovani laburisti nel Tyrifjorden, dove lui stesso avrebbe dovuto essere l'ospite d'onore per un intervento di saluto. L'esplosione sull'Akergataa lo ha costretto a rinviare l'appuntamento, quando ancora nessuno sapeva che anche ad Utoya ci sarebbe stato l'apocalisse.
Leggi tutto: Il premier: «È un incubo nazionale» Sale a 92 il bilancio delle vittime



Anders Behring Breivik, l'estremista cristiano norvegese arrestato per la duplice strage perpetrata venerdi a Oslo in cui almeno 92 persone sono rimaste uccise, davanti alla polizia si è assunto la responsabilità del suo gesto ed ha spiegato che il suo «è stato un atto atroce ma necessario». Lo ha riferito ieri sera alla Tv norvegese Geir Lippestad, il legale che lo rappresenta, aggiungendo che il suo assistito lunedi comparirà davanti a un magistrato che dovrà decidere se rilasciarlo o se trattenerlo in carcere. Davanti al giudice, ha detto l'avvocato, «spiegherà tutto». Il legale ha aggiunto anche che, secondo lui, «la strage era stata pianificata» da tempo.
Leggi tutto: Norvegia, la strage dei ragazzi Il killer confessa: atroce, ma necessario

Ora che la "pista islamica", su cui siamo stati tutti fin troppo pronti a puntare, si è dissolta, l'orribile strage di Oslo (almeno 90 morti, e una ventina di feriti in ounto di morte) verrà con ogni probabilità derubricata al rango del gesto imprevedibile di un folle, tale Anders Behring Breivik, 32 anni, definito "cristiano fondamentalista" in mancanza di meglio, qualunque cosa ciò voglia dire.
Leggi tutto: Oslo, il killer venuto dalla destra

"Breivik, con la sua passione per la massoneria, non è un tipico fondamentalista". Inoltre in questo momento "una caccia ai fondamentalisti cristiani sarebbe sbagliata e pericolosa". Sulla strage di Oslo, sull'attentatore Anders Behring Breivik e sul rischio di una stigmatizzazione del fondamentalismo cristiano interviene da Vienna il sociologo italiano Massimo Introvigne, rappresentante dell'Osce (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per la lotta all'intolleranza e alla discriminazione contro i cristiani.

Benedetto XVI, ricordando gli attentati avvenuti in Norvegia, ha lanciato un accorato appello ed espresso il proprio profondo dolore.



"Libera in Festa" - don Ciotti: "La lotta alla mafia parte da Roma" e "Meno leggi ma più legge"

"La lotta alla mafia non si fa in Sicilia. La lotta alla mafia si fa a Roma, nel Parlamento italiano con leggi chiare, puntuali e coraggiose". Così don Luigi Ciotti ha aperto la prima edizione di "Libera in Festa", la festa nazionale di Libera che ha preso il via ieri a Firenze e continuerà fino al 26 luglio con incontri, convegni concerti ed eventi. Don Ciotti ha anche chiesto la corretta applicazione di un "codice etico" della politica: "Chiediamo un provvedimento legislativo che aggiorni i criteri di non candidabilità a cariche elettive per chi è rinviato a giudizio o già sotto processo per reati gravi come la corruzione o altri di stampo mafioso"

Leggi tutto: Libera: aperta ieri la Festa nazionale, don Ciotti "La lotta alla mafia parte da Roma"

Il no alla mafia di Don Ciotti: "Meno leggi ma più legge"



sabato 23 luglio 2011

MAFIA - Barcellona Pozzo di Gotto (ME) - Le rivelazioni del pentito Bisognano. Il capo dei capi era...

-Santuario Madonna del Carmine -
Lo striscione é già stato danneggiato più volte
MAFIA - Barcellona Pozzo di Gotto (ME) - 
Le rivelazioni del pentito Bisognano. Il capo dei capi è...

«L'avvocato Saro Cattafi è il capo dei capi della mafia di Barcellona. L'imprenditore ed ex presidente del Consiglio comunale di Barcellona, Maurizio Marchetta, era uno di noi e ci diceva in anticipo quando venivano spiccate le ordinanze di misura cautelare». Melo Bisognano, il boss dei mazzaroti ora collaboratore di giustizia, dopo aver raccontato di estorsioni, del cimitero dei morti ammazzati e degli affari che gravitano intorno alla discarica di Mazzarà Sant'Andrea, ha alzato il tiro. ..."...Il patrimonio riconducibile a Saro Cattafi nel marzo scorso é stato messo sotto chiave. Secondo gli accertamenti delle Fiamme Gialle, coordinate dal sostituto procuratore Vito Di Giorgio, anche questi beni come quelli del valore di 7 milioni di euro... Negli anni novanta fu coinvolto dalle accuse di un collaboratore di giustizia nelle indagini sulle stragi di Capaci e di Via D'Amelio. In cui furono ammazzati i Magistrati Falcone e Borsellino. Nonostante lunghe indagini, alal fine é stato sempre prosciolto"

Leggi tutto:

Leggi:


Leggi:

Leggi:


Leggi:


Leggi: