giovedì 28 maggio 2026

Tonio Dell'Olio: Rising dreams Sogni verso il cielo - La bandiera-aquilone di Gaza in vetta all’Everest: “Sono i sogni dei bambini della Striscia”

Tonio Dell'Olio
 
Rising dreams - Sogni verso il cielo
 
PUBBLICATO IN MOSAICO DEI GIORNI  28 maggio 2026

C’è chi sale sull’Monte Everest per conquistare una vetta. E chi, invece, trasforma quell’impresa estrema in un gesto umano e politico, capace di parlare al mondo. Leonardo Avezzano ha scelto la seconda strada: arrivato sul punto più alto della Terra col progetto “Rising dreams”, ha fatto volare un aquilone con i colori della bandiera palestinese e i sogni dei bambini della Striscia di Gaza.

Un’immagine potente, quasi disarmante, che ha il potere di una preghiera. Perché mentre laggiù il cielo è attraversato dalle bombe, qualcuno ha voluto affidarlo ai desideri, ai disegni, alle speranze di chi continua a vivere sotto assedio. 

Tutt’altro che un gesto simbolico “inutile”, come qualcuno potrebbe pensare. I simboli sono ciò che tiene viva la coscienza del mondo quando la politica tace e l’abitudine rischia di rendere normale l’orrore.
Ogni gesto che rompe l’indifferenza, ogni voce che restituisce un nome alle vittime, ogni scelta che costringe a guardare negli occhi il dolore dei bambini, contribuisce a salvare qualcosa della nostra umanità. 

Da quella cima ghiacciata, a quasi novemila metri di altezza, quell’aquilone ha ricordato il grido dei bambini di Gaza. Anche un’impresa estrema può diventare un atto di pace: un modo per dire che i bambini non sono numeri, ma vite, sogni, futuro.

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La bandiera-aquilone di Gaza in vetta all’Everest:
“Sono i sogni dei bambini della Striscia”

Un aquilone nato tra le macerie di Gaza ha raggiunto la vetta più alta della Terra. Dentro, le parole e i desideri dei bambini palestinesi portati sull’Everest dall’alpinista giordano-palestinese Mostafa Salameh e dal filmmaker italiano Leonardo Avezzano.


Un aquilone realizzato con una bandiera palestinese e ricoperto dai messaggi scritti a mano dai bambini di Gaza è arrivato sulla cima dell’Everest. A portarlo fino a 8849 metri di altezza sono stati l’alpinista giordano-palestinese Mostafa Salameh e il filmmaker italiano Leonardo Avezzano, protagonisti della spedizione “Rising Dreams”.

La salita si è conclusa il 21 maggio alle 10:48 del mattino, quando il “Kite of Dreams” ha raggiunto la vetta più alta del Pianeta. L’obiettivo della spedizione non era soltanto alpinistico, ma simbolico e politico: è stato un gesto per riportare all’attenzione internazionale le condizioni dei bambini di Gaza, nel pieno della guerra, della crisi umanitaria e del blocco che continua a colpire la Striscia.

Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, l’aquilone conteneva sogni, pensieri e messaggi scritti dai bambini palestinesi. Un gesto che Salameh ha definito come “un atto di solidarietà, resistenza e speranza”, capace di dimostrare che “anche tra le macerie i sogni continuano a sopravvivere”.

Mostafa Salameh, rifugiato palestinese e alpinista ha guidato il progetto insieme ad Avezzano, che ha documentato l’intero viaggio: dalle strade di Gaza fino alla cima dell’Everest. Il materiale raccolto dovrebbe diventare parte di un racconto audiovisivo dedicato alla spedizione e alle storie dei bambini coinvolti.

Rising Dreams

La campagna, chiamata “Rising Dreams”, ha anche uno scopo di raccolta fondi a sostegno dei bambini di Gaza attraverso la Al Khair Foundation. Gli organizzatori ricordano che oltre 1,1 milioni di bambini nella Striscia vivono oggi in condizioni di fame e assedio, mentre migliaia hanno subito mutilazioni o traumi psicologici legati al conflitto.

Nel comunicato viene inoltre sottolineato il ruolo fondamentale degli sherpa nepalesi che hanno accompagnato la spedizione, definiti “essenziali per ogni salita all’Everest” grazie alla loro esperienza e conoscenza della montagna.

Pochi giorni dopo la vetta, il team di “Rising Dreams” ha partecipato anche a un incontro pubblico a Kathmandu, organizzato da associazioni culturali nepalesi e trasmesso in streaming globale. All’evento si sono collegati in diretta Zoom anche alcuni bambini di Gaza, trasformando il ritorno dalla spedizione in un momento di testimonianza e confronto collettivo.
(fonte: MontagnaTv 26/05/2026)

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Everest, alpinista italiano in vetta
con i sogni dei bambini di Gaza

Un aquilone palestinese sul tetto del mondo contro la guerra

L'alpinista italiano Leonardo Avezzano ha portato fino alla cima dell'Everest un aquilone con i colori della bandiera palestinese e i sogni scritti dai bambini di Gaza. A guidare la spedizione era l'alpinista giordano-palestinese Mostafa Salameh, che però non è riuscito a raggiungere la vetta. L'iniziativa punta a richiamare l'attenzione sulle conseguenze della guerra sui più piccoli. "Si tratta soprattutto di far capire al mondo quello che è accaduto a Gaza - afferma Salameh - Questi sono sogni: tutti i bambini hanno sogni e possono realizzarli se noi li aiutiamo. A Gaza è tutto più difficile. Per questo avevamo bisogno che il mondo intero lo sapesse. E quale modo migliore per farlo se non portare tutto questo sul tetto del mondo". "Questi sogni - prosegue - si realizzeranno. Perché questi bambini sono resilienti, restano sulla loro terra nonostante tutto quello che vedete a Gaza. È tutto distrutto: le loro case, le scuole, le università, gli ospedali, i luoghi di gioco, tutto. Ma loro sono ancora lì". "Hanno sogni che vogliono realizzare. E penso che portare questi sogni sul tetto del mondo significhi dire loro che nulla è impossibile". "La prima cosa che ho pensato di fare, una volta arrivato in vetta, è stata alzare il drappo, alzare l'aquilone e dedicare questo sforzo che abbiamo compiuto ai bambini di Gaza", dice Leonardo Avezzano, alpinista italiano


(fonte: askanews Nepal 26/05/2026)