A colloquio con il nuovo presidente della Fondazione Migrantes,
arcivescovo Corrado Lorefice
Rispondere ai muri
con il diritto alla mobilità
Salvaguardare il diritto alla mobilità degli esseri umani e rispondere alla tendenza all’innalzamento di muri e confini che umiliano e schiavizzano. Sono le sfide e priorità che accompagneranno l’incarico del nuovo presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei e della Fondazione Migrantes, monsignor Corrado Lorefice, eletto nel corso della 82ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. Nato nel 1962 a Ispica, in provincia di Ragusa, Lorefice è arcivescovo metropolita di Palermo dal 2015 e subentra alla guida della Commissione e della Fondazione a monsignor Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa.
Da Palermo, posizione privilegiata, Lorefice ha sempre vissuto la necessità per il Mediterraneo di rispondere alla vocazione di essere luogo di scambio di culture. Un mare, indica l’arcivescovo ai media vaticani, «che non è chiamato ad essere cimitero o luogo di respingimenti», ma divenuto tale a causa di «scelte nefaste che stiamo facendo nel mondo, in Europa e purtroppo anche in Italia», scelte che portano a «pescare uomini, visto che ancora non si riesce a farli passare con tutti gli altri», esseri umani che «non possono esser né rigettati in mare, né riportati nei lager che sono sotto i nostri occhi».
Ormai «non si ragiona più in termini di casa comune, ma si pensa ad innalzare muri», una tendenza alla quale occorre rispondere, perché «chi vuole avere il diritto alla mobilità rischia di essere umiliato, schiavizzato, riportato con la forza lì nei confini che noi uomini abbiamo costituito, invalicabili».
«Ci sono pietre scartate – indica Lorefice citando l’enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas – che invece debbono diventare testata d'angolo, perché il mondo riparte solo dall'accoglienza, dalla solidarietà».
Grande fiducia per la nomina di monsignor Lorefice è stata espressa da Fondazione Migrantes, «conoscendo bene il suo magistero dal tratto umano e il suo servizio svolto in questi anni a Palermo e in una regione, la Sicilia, che è generosa e perseverante nell’accoglienza, nell’accompagnamento e nella cura pastorale delle persone migranti». Al presidente uscente, monsignor Perego, va poi il ringraziamento di Migrantes, «per i tanti anni spesi al servizio delle persone che sono al centro della nostra missione». Il suo, viene indicato, «è stato un servizio competente, prezioso e riconoscibile».
La nomina di Lorefice è stata accolta con gioia dalla Chiesa di Palermo che, nel garantire al suo pastore pieno supporto, indica come, «per la Chiesa italiana», quello di monsignor Lorefice «a favore delle donne, degli uomini e dei bambini che migrano – attraverso le rotte del Mediterraneo, in mare e via terra – fuggendo da condizioni di povertà estrema ma anche da persecuzioni e che desiderano essere accolti nel pieno rispetto della loro dignità, sia un impegno prezioso portato avanti alla luce dell’annuncio del Vangelo e del rispetto degli elementari diritti di ogni essere umano».
(fonte: L'Osservatore Romano, articolo di Francesca Sabatinelli 28/05/2026)
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