giovedì 23 aprile 2015

"Eucarestia e città" di p. Alberto Neglia, carmelitano (VIDEO INTEGRALE)

"Eucarestia e città" 
di p. Alberto Neglia, carmelitano 
(VIDEO INTEGRALE)


ITINERARIO DI FORMAZIONE

PER LA VITA CRISTIANA
Vicariato di Barcellona PG (ME)
Anno 2015



CRISTO SVELA L’UOMO ALL’UOMO
La forza umanizzante del Vangelo




 16 MARZO 2015

            "Nella Costituzione conciliare Lumen Gentium del Vaticano II viene ricordato: «I fedeli… partecipando al sacrificio eucaristico, fonte e apice di tutta la vita cristiana, offrono a Dio la Vittima divina e se stessi con Essa» (LG 11). Noi, però, purtroppo, a volte vi partecipiamo stancamente, come spettatori, spesso annoiati perché comprendiamo poco. Anche se c’è una comprensione verbale difficilmente riusciamo a coglierne il senso teologico
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«Le azioni liturgiche non sono azioni private, - è detto nella Costituzione sulla Sacra Liturgia, - ma celebrazioni della Chiesa che è sacramento di unità, cioè popolo santo radunato e ordinato sotto la guida dei vescovi. Perciò tali azioni appartengono all’intero corpo della Chiesa, lo manifestano e lo implicano…» (SC 26). 
Tutte le azioni liturgiche sono celebrazioni della Chiesa, l’Eucaristia, allora, espressione massima della liturgia, è celebrazione di tutta l’assemblea cristiana
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Quindi, nella liturgia, l’assemblea è il soggetto celebrante. 
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Nell’Eucaristia, quindi, la comunità che celebra è coinvolta nel mistero di Cristo e in quello che lui stesso ancora celebra sull’altare e poi viene rimandata nella vita dove è chiamata ad esprimere ciò che ha vissuto nell’evento celebrativo. In questo senso l’Eucaristia risveglia nella comunità credente il mistero di Gesù e la abilita a raccontarlo nel frammento dell’esperienza quotidiana, costruendo la città. 
Per comprendere quale è la vitalità che l’Eucaristia imprime alla comunità, ci sembra opportuno ricordare, brevemente, cosa celebra Gesù e cosa propone a noi credenti quando ci esorta: «Fate questo in memoria di me» (Lc 22,19).
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In questo senso, l’Eucaristia fa la Chiesa, è il sacramento della comunione ecclesiale. Essa, cioè, mostra che la relazione dei credenti con Cristo non può esaurirsi in un percorso privato. La Chiesa non è costituita da una costellazione di credenti che singolarmente sono uniti a Gesù Cristo Signore. La relazione personale con Cristo è il centro dinamico di una rete di rapporti vitali che fanno dei credenti il suo corpo, unico e indivisibile. Ogni gesto, quindi che intacca la comunione ecclesiale e ogni scelta che interrompe i rapporti di amore fraterno fra i credenti, spezza e sospende quella comunione vitale con il Cristo che viene celebrata e vissuta ecclesialmente nel momento eucaristico.
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