C’è ancora bisogno dello spirito di Assisi
di Tonio Dell'Olio
Si sono concluse ieri ad Assisi le giornate di dialogo e preghiera per la pace promosse dalla Comunità di Sant'Egidio, a quarant'anni dallo storico incontro voluto da Giovanni Paolo II. Tre giorni di testimonianze e confronti tra religioni e culture differenti. Un grido corale contro la guerra.
Nel suo videomessaggio Leone XIV ha scandito:
“Non c'è nessuna guerra santa: solo la pace è santa!”.
Ed è stato proprio Papa Prevost a condensare mirabilmente il senso del processo nato nel 1986:
“Proprio in questi tempi di cultura della potenza – ha detto –, c’è bisogno di far crescere lo spirito di Assisi, che è rifiuto della legittimazione religiosa della guerra, spirito di mediazione e dialogo, esperienza contemplativa e azione creativa per un futuro di pace.
Sì, perché la pace deve tornare a essere l’ideale comune dei popoli, la stella che guida ogni nostra scelta, il criterio che smaschera l’ingiustizia, l’orizzonte comune di tutte le genti”.
Il patriarca Bartolomeo I durante la preghiera cristiana ha interrogato con coraggio le Chiese: quarant'anni di dialoghi non sono bastati a fermare guerre, nazionalismi e fondamentalismi, anche cristiani. Abbiamo continuato a incontrarci senza incidere abbastanza sulla storia.
Una provocazione che non possiamo eludere.
Non basta chiedere a Dio di disarmare il mondo se custodiamo le armi nei nostri cuori.
(Fonte: Mosaico dei giorni - 28.10.2026)
