lunedì 14 settembre 2026

Buon anno scolastico 2026-2027 a tutti! - 8 milioni gli studenti sui banchi - L'augurio e le riflessioni di mons. Caiazzo

Buon anno scolastico 2026-2027 a tutti!


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Parte l'anno scolastico, 8 milioni gli studenti sui banchi

Valditara assicura 'tutti i docenti in cattedra'
ma i sindacati parlano di 200mila precari

Con la settimana che inizia riprende in tutte le regioni il nuovo anno scolastico che vedrà impegnati circa 8 milioni di studenti fino al prossimo giugno.


A parte alcuni sindaci che hanno pubblicato delle ordinanze per rinviare di qualche giorno l'inizio dell'anno scolastico per via del caldo, le lezioni sono riprese il 7 settembre a Bolzano, poi il 10 è stata la volta di Veneto, Valle d'Aosta e a Trento: circa 530 mila in Veneto, oltre 15mila in Valle d'Aosta, 66mila e trecento circa a Trento.

Da lunedì 14 settembre si torna in classe in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte e Umbria e Lombardia. Martedì 15 settembre sarà la volta di un gruppo numeroso formato da Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Il giorno seguente, mercoledì 16 settembre, riprenderanno le lezioni in Abruzzo, Basilicata e Sardegna. A chiudere formalmente questa lunga catena d'avvio sarà infine la Puglia, dove il primo suono della campanella è programmato per giovedì 17 settembre.

Per il titolare dell'Istruzione la scuola inizierà con tutti i docenti in cattedra. Sono state fatte immissioni in ruolo di docenti su posto comune, di sostegno e per l'insegnamento della Religione cattolica, per un totale di 37.430. E' stata anche coperta, ha spiegato, la quasi totalità delle supplenze, pari a circa 118 mila posti. Inoltre, sono stati confermati, su richiesta delle famiglie, ben 55.814 supplenti su posto di sostegno, quasi 10 mila in più rispetto al 2025/2026. Ed è stata effettuata in più l'immissione in ruolo di 342 dirigenti scolastici e sono in fase di conclusione anche le assunzioni di 12.284 unità di personale Ata.

Ma per i sindacati la situazione non è affatto così rosea: i precari sarebbero oltre 200 mila e Il caro vita costringe migliaia di supplenti meridionali o del Centro Italia a rinunciare all'immissione in ruolo al Nord. Inoltre l'ultimo rapporto di Cittadinanzattiva ricorda che sono 68 i crolli avvenuti nelle scuole da settembre 2025 ad agosto 2026, con il ferimento di 12 persone, e che la situazione non è molto migliorata in questi ultimi mesi.

Rispetto ai rischi naturali, il 44% delle nostre scuole si trova in territori ad elevata sismicità (zona 1 e 2), il 19% ricade in aree a pericolosità idraulica, mentre sono 5.113 gli edifici scolastici collocati in aree a rischio frana. Anche il cambiamento climatico minaccia direttamente la salute di studenti e personale scolastico: solo il 7,4% delle scuole italiane infatti dispone di sistemi di condizionamento o ventilazione. Ben oltre la metà degli edifici scolastici non possiede il certificato di agibilità (23.218; 59%), rilasciato dal Comune, che attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici. Il quadro regionale - secondo i dati della rivista specializzata Tuttoscuola - è fortemente polarizzato: in Valle d'Aosta 122 edifici su 139 (87,8%) ne sono dotati, mentre nel Lazio — anche per la presenza di numerosi edifici storici nella Capitale — la percentuale non raggiunge il 13% (407 su 3.203). Sulla presenza infine di amianto nelle scuole, l'Inail stima che gli edifici scolastici potenzialmente a rischio sull'intero territorio nazionale possano essere oltre 14.000.
(fonte: ANSA 13/09/2026)

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Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo (Arcivescovo della diocesi di Cesena-Sarsina) ha scritto una lettera agli studenti e alle loro famiglie, agli insegnanti, ai dirigenti e al personale tutto della scuola per accompagnare con alcune riflessioni l’inizio di un nuovo anno scolastico.



LETTERA ALL’INIZIO DEL NUOVO ANNO SCOLASTICO 2026/27

Carissimi studenti, insegnanti, dirigenti, genitori, personale tutto della scuola, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, come pastore di questa Chiesa di Cesena-Sarsina, desidero parteciparvi il mio pensiero che mi auguro possa essere accolto come segno del mio affetto paterno e della mia vicinanza, e, nello stesso tempo, vuole essere stimolo per alimentare la speranza. 

La mia è una riflessione che sento di condividere, mentre inizia per tutti voi una nuova avventura. 

La società attuale sta vivendo un momento di crisi globale che scuote l’umanità, mettendoci tutti, credenti e non, di fronte alle nostre responsabilità. C’è bisogno che ritroviamo la direzione giusta per riscoprire la bellezza del viaggio e dell’avventura educativa. Si avverte l’urgente necessità di costruire una cultura umana, inclusiva e attenta alle realtà dei giovani. La riapertura delle scuole inaugura un cammino, un anno nuovo e mai ripetitivo, il cui compito primario è la crescita degli studenti attraverso incontri, confronti, nascita di relazioni, di conoscenze, di fiducia reciproca nei rapporti quotidiani. Si cresce insieme e insieme ci si aiuta ad essere responsabili

 Il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso anno, pensando a voi studenti, ci ha ricordato: «La scuola contribuisce, in misura determinante, a far crescere la loro personalità, a radicare i loro valori, a definire e consolidare le loro speranze, a metterne alla prova intelligenza, socialità, creatività. Vi si prepara il domani della nostra civiltà e della nostra democrazia. A scuola si disegna il futuro». 

Il 28 0ttobre 2025 Papa Leone XIV ha pubblicato una lettera apostolica: “Gravissimum educationis”. In essa ci ricorda che soprattutto noi cattolici, nell’ambiente educativo «complesso, frammentato e digitalizzato» di oggi, siamo chiamati a «disegnare nuove mappe di speranza», sottolineando come necessario lo sviluppo della vita interiore. 

Mi rendo sempre più conto di quanto voi, ragazzi e giovani, soprattutto quando vi sentite più fragili, quando vivete momenti di paura ed ansia, avvertite il bisogno di spazi di spiritualità, di silenzio per ritrovare voi stessi, recuperando valori umani e spirituali che vi permettano di affrontare con coraggio e serenità i propri limiti, quali occasioni di crescita nella ricerca della verità. 

Spesso siete voi che ricordate a noi adulti le disuguaglianze che minano fortemente la pace nel mondo, la crisi climatica che in questo tempo sta investendo ogni angolo della terra. Siete proprio voi che dovete cogliere il grido di dolore che sale da questa nostra casa comune, costringendo noi adulti a smettere di fare scelte disastrose e a ricominciare a rispettarla ed amarla, non distruggendo le risorse del creato, beni da difendere e da tramandare. Per essere cittadini autentici di questo nostro mondo bisogna uscire dalla logica di un’istruzione fatta di indottrinamento di conoscenze accettate senza alcuna verifica. E’ necessario favorire e incoraggiare lo sviluppo di un pensiero critico, riappropriarsi di valori umani che vadano al di là delle nozioni e permettano di dare corpo a parole quali dignità umana, diritti inviolabili della persona. Fantastica avventura che ha bisogno dell’apporto di tutti: famiglia, scuola, Chiesa, istituzioni, social media. 

Un altro aspetto importante mi sembra che sia l’uso “saggio” delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale, «ponendo la persona prima dell’algoritmo» (da poco è stata pubblicata una Enciclica di Leone XIV “Magnifica Humanitas”). Bisogna favorire, dice il Papa, una «alleanza educativa” per aiutare le nuove generazioni a «digiunare» dall’intelligenza artificiale. Solo così si possono «proteggere i nostri giovani dalla promessa della macchina perfetta, da quella seduzione sottile che fa sembrare inutile il pensiero umano proprio quando è più necessario». Da qui la necessità di una ecologia della comunicazione, per vincere la disinformazione e ricercare la verità. 
Tutti siamo chiamati a prendere coscienza che, come raccomanda Papa Leone alle famiglie, alla scuola e al mondo dell’educazione, «Occorre opporsi, con scelte pubbliche lungimiranti, all’interesse immediato delle piattaforme – concentrate in poche mani – quado esso contrasta con il bene dei minori”. E rivolgendosi ai giovani li esorta a restare umani: “Uomini e donne in carne ed ossa. Non apparenze, ma volti affidabili. Persone che cercano la giustizia perché ne hanno fame, come del pane quotidiano”. 

Un altro pensiero, certamente non ultimo, nell’osservare i tanti conflitti di guerra sull’intero pianeta (almeno 65), è per la promozione di una pace «disarmata e disarmante». Usando il linguaggio di Gesù, siamo chiamati, oggi più di ieri, ad essere «operatori di pace». Dai banchi di scuola bisogna partire per vivere la cura della cultura della pace. Ogni comunità, continua a ripetere Leone XIV, dev’essere una «casa della pace e della non violenza», «dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono». 
La scuola ha da sempre questo compito: educare e promuovere la cultura della pace. E nel vostro cuore, cari ragazzi e giovani, è innato l’anelito alla giustizia e alla pace. 

Prego per ognuno di voi (credenti e non) e per tutti, affinché possiate vivere questo nuovo anno scolastico promuovendo e consolidando relazioni vere, ricche di umanità, desiderosi e pronti a costruire un mondo migliore di quello che vi stiamo lasciando. Ho fiducia in voi. Abbiamo tutti fiducia immensa in voi. 

✠ Don Pino, Arcivescovo
(fonte: Diocesi di Cesena-Sarsina)