lunedì 14 settembre 2026

ANGELUS 13/09/2026 - Leone XIV: il perdono è indispensabile, se manca non si può vivere in pace

ANGELUS

Piazza San Pietro 
Domenica, 13 settembre 2026


___________________________________

Leone XIV: il perdono è indispensabile,
se manca non si può vivere in pace

Nella catechesi dell’Angelus, il Papa esorta a perdonare sempre “anche quando è difficile fare il primo passo”. Il perdono "libera" e "spazza via anche le nubi più fitte" di conflitti, accuse, vendette che distruggono i rapporti e le famiglie e scatenano le guerre. Dal Pontefice anche l'invito a diffondere “la luce serena e risanante dell’amore che vince l’odio e disarma ogni rancore”

Fedeli riuniti in Piazza San Pietro (@Vatican Media)

È il perdono “senza misura” al centro della riflessione del Papa all’Angelus di questa domenica, 13 settembre: il perdono che Gesù ha testimoniato fin sulla croce verso i suoi persecutori. Affacciandosi dalla finestra dello studio del Palazzo Apostolico, Leone XIV ricorda che nel Vangelo della liturgia odierna, Gesù dice a Pietro di perdonare “fino a settanta volte sette”, cioè “oltre ogni limite”, e prosegue con una parabola sul servo a cui viene condonato un enorme debito, che però non mostra la stessa pietà nei confronti di un suo compagno e viene punito.

Dono e perdono alla base dell’esistenza

“Con queste parole - sottolinea Papa Leone - Gesù ci ricorda che dono e perdono sono alla base della nostra esistenza. Tutto ci è dato da Dio per puro amore, e nessuno di noi può dirsi perfetto nel rispondere a tanta bontà”. Come possiamo constatare ogni giorno, la gratuità, che è fonte della nostra stessa vita, “è anche la regola migliore per il nostro stare insieme”.

Il perdono è indispensabile e se manca non si può vivere in pace: prima o poi, nel cuore e tra le persone, nascono conflitti, accuse, rancori, vendette che distruggono i rapporti, dividono le famiglie, scatenano le guerre. Solo il perdono libera e riporta la luce, anche là dove la povertà materiale e morale dell’uomo, per un momento, ha reso cupo l’orizzonte e incerto il cammino. Il perdono, come un buon vento, spazza via anche le nubi più fitte, fino a far rivedere il sole.

L’esperienza di san Pietro: la carità che guarisce e conferma

Un’esperienza, quella del perdono, sperimentata più volte da san Pietro nella sua vita, in particolare quando, dopo aver rinnegato Gesù durante la Passione, lo incontra, risorto, sulla riva del lago di Galilea. Il Signore gli chiederà: "Mi ami?" e lo inviterà a seguirlo. “Proprio come all’inizio - nota il Papa - nel giorno del loro primo incontro, quasi nulla fosse successo”. E “questa carità, che dimentica e guarisce, segnerà per il primo degli Apostoli la conferma della sua missione”.

Perdonare sempre

Papa Leone XIV esorta quindi a chiedere alla Vergine Maria, Madre di Misericordia, “che ci aiuti a perdonare, sempre, anche quando è difficile fare il primo passo, e a diffondere, con coraggio e costanza, la luce serena e risanante dell’amore che vince l’odio e disarma ogni rancore”.
(fonte: Vatican News, articolo di DDebora Donnini 13/09/2026)

*************

PAPA LEONE XIV


Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Oggi il Vangelo (cfr Mt 18,21-35) ci parla di un valore fondamentale della vita cristiana: il perdono. Gesù lo ha insegnato e testimoniato fin sulla croce, dove ha pregato il Padre per i suoi persecutori con le parole che tutti conosciamo: «Perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34).

Nel brano odierno, Pietro interroga il Maestro proprio su questo tema: «Signore – gli chiede –, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?» (Mt 18,21). Le sue parole mostrano un cuore generoso: il numero sette, infatti, nella Bibbia simboleggia la pienezza, e “perdonare sette volte” vuol dire perdonare con grande larghezza. La risposta di Gesù, però, va oltre: «Non ti dico fino a sette volte – afferma –, ma fino a settanta volte sette» (v. 22), cioè oltre ogni limite, senza misura.

E per chiarire meglio il suo pensiero, il Salvatore racconta la parabola di un servo che aveva, nei confronti del suo padrone, un debito così grande da essere praticamente insolvibile. Ottenutone il condono per pura misericordia, non aveva però mostrato la stessa pietà nei confronti di un suo compagno, e per questo era stato rimproverato e punito severamente (vv. 23-30).

Con queste parole Gesù ci ricorda che dono e perdono sono alla base della nostra esistenza. Tutto ci è dato da Dio per puro amore, e nessuno di noi può dirsi perfetto nel rispondere a tanta bontà. Per questo la gratuità, che è fonte della nostra stessa vita, è anche la regola migliore per il nostro stare insieme. Lo sperimentiamo ogni giorno. Il perdono è indispensabile e se manca non si può vivere in pace: prima o poi, nel cuore e tra le persone, nascono conflitti, accuse, rancori, vendette che distruggono i rapporti, dividono le famiglie, scatenano le guerre.

Solo il perdono libera e riporta la luce, anche là dove la povertà materiale e morale dell’uomo, per un momento, ha reso cupo l’orizzonte e incerto il cammino. Il perdono, come un buon vento, spazza via anche le nubi più fitte, fino a far rivedere il sole. San Pietro stesso l’ha sperimentato più volte nella sua vita; in particolare quando, dopo aver rinnegato e abbandonato Gesù durante la Passione, incontrandolo risorto, sulla riva del lago, si sentirà rivolgere una sola domanda: «Simone […], mi ami?» (Gv 21,15), unita a un invito: «Seguimi!» (v. 19). Proprio come all’inizio, nel giorno del loro primo incontro, quasi nulla fosse successo. E questa carità, che dimentica e guarisce, segnerà per il primo degli Apostoli la conferma della sua missione.

Chiediamo allora alla Vergine Maria, Madre di Misericordia, che ci aiuti a perdonare, sempre, anche quando è difficile fare il primo passo, e a diffondere, con coraggio e costanza, la luce serena e risanante dell’amore che vince l’odio e disarma ogni rancore.

________________

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle!

Two days ago marked the twenty-fifth anniversary of the September 11th terrorist attacks in the United States of America. I renew my prayers for those who lost their lives and for those who continue to bear the wounds of that tragic day. At a time when conflict and violence afflict so many of our brothers and sisters, I invite everyone to pray that the Lord will bestow his gift of peace upon the world.

[Due giorni fa è ricorso il venticinquesimo anniversario degli attentati terroristici dell'11 settembre, negli Stati Uniti d'America. Rinnovo le mie preghiere per quanti hanno perso la vita e per chi porta ancora le ferite di quel tragico giorno. In un momento in cui conflitti e violenze affliggono tanti nostri fratelli e sorelle, invito tutti a pregare perché il Signore doni al mondo la pace.]

Il ricordo del tragico avvenimento di venticinque anni fa ci spinge a rinnovare il nostro impegno per la pace, anzitutto con la preghiera, che affidiamo all’intercessione della Vergine Maria.

Ed ora saluto con affetto tutti voi, romani e pellegrini!

Do il benvenuto ai gruppi venuti da San Paolo del Brasile e a quelli di diversi altri Paesi.

Saluto i membri dell’Associazione Religiosa Jesus Nazareno Cautivo residenti a Roma, il gruppo dell’Oratorio Salesiano di Chieri, i fedeli di Dolianova, in Sardegna, e i pellegrini venuti da Assisi sulla Via di San Francesco.

Saluto la “Famiglia Bellunese” con la Scuola di Erechim, in Brasile; come pure i motociclisti radunati per manifestare per la pace e la vita.

A tutti auguro una buona domenica.