Non hanno più pane
di Tonio Del'Olio
La fame non manca di certo! Mancano i soldi per affrontarla.
In Sudan il Programma alimentare mondiale (PAM) ha dovuto ridurre da cinque a tre milioni e mezzo le persone a cui far giungere qualcosa da mangiare e tagliare le razioni e denuncia che sono quasi venti milioni quelli che vivono nell’insicurezza alimentare acuta.
Al PAM mancano 646 milioni di dollari per assicurare gli aiuti necessari: una cifra enorme quando si parla di pane, quasi trascurabile rispetto a quanto gli Stati spendono ogni giorno per le armi.
Non siamo davanti a una fatalità, ma a una decisione politica.
Stati Uniti, Paesi europei e Regno Unito hanno ridotto i finanziamenti mentre guerre e sfollamenti “alimentano la fame”. Così gli operatori umanitari sono costretti a scegliere chi potrà mangiare e chi sarà abbandonato. Non esiste contabilità più oscena.
La comunità internazionale continua a produrre emergenze e poi dichiara di non avere risorse per soccorrerne le vittime. Finanzia gli eserciti che devastano i raccolti, ma lesina sul cibo per i bambini; invoca la sicurezza, ma condanna milioni di persone all’insicurezza più radicale: non sapere se domani mangeranno.
La fame del nostro tempo non è soltanto uno scandalo.
È un bilancio, una gerarchia di priorità, una scelta.
E quando il pane viene tagliato per non tagliare le armi, ogni governo donatore dovrebbe chiamarla con il suo nome: è complicità.
