mercoledì 27 maggio 2026

Leone XIV alza la voce per difendere la Flotilla e chiedere pace per il Medio Oriente: “A Gaza sofferenza insopportabile, la guerra con l’IA calpesta le vite umane”

Leone XIV alza la voce per difendere la Flotilla e chiedere pace per il Medio Oriente:
“A Gaza sofferenza insopportabile,
la guerra con l’IA calpesta le vite umane”

Immagine di Leone XIV con la Sumud Flotilla costruita da IA

Non un generico appello alla pace, ma una denuncia forte contro la spirale di violenza che continua a travolgere il Medio Oriente. Lasciando Castel Gandolfo, Leone XIV è tornato a parlare con parole nette della tragedia che si consuma a Gaza e nei teatri di guerra della regione, chiedendo il rispetto dei diritti umani e condannando una guerra sempre più disumana, combattuta persino attraverso l’intelligenza artificiale.

Il Papa ha parlato davanti a Villa Barberini, rispondendo alle domande dei giornalisti sul fermo degli attivisti della Global Sumud Flotilla, bloccati dall’esercito israeliano mentre tentavano di portare aiuti umanitari nella Striscia. Alcuni di loro hanno denunciato pestaggi e maltrattamenti. Leone XIV non ha nascosto la gravità della situazione: “Si sta provocando sempre più odio”, ha affermato, ribadendo che “la violenza non aiuta”.

Il Pontefice ha quindi chiesto con forza un ritorno ai negoziati e al dialogo, sottolineando che ogni soluzione deve partire dal “rispetto dei diritti umani di tutti”. Ma il cuore del suo intervento è stato il riferimento diretto alla popolazione civile di Gaza, definita un popolo che “sta soffrendo”. Leone XIV ha denunciato il blocco degli aiuti umanitari, osservando che la popolazione continua a non ricevere assistenza sufficiente, mentre crescono proteste, tensioni e disperazione.

L’appello del Papa è rivolto “a tutte le autorità”, chiamate non soltanto a garantire l’arrivo degli aiuti, ma anche ad avviare già da ora un percorso di ricostruzione per una terra devastata dalla guerra.

Ma Leone XIV ha allargato lo sguardo anche oltre Gaza, collegando il dramma mediorientale alla trasformazione tecnologica dei conflitti contemporanei. Interpellato sull’intelligenza artificiale, all’indomani della pubblicazione dell’enciclica Magnifica humanitas, il Papa ha lanciato un monito che suona come uno dei più duri pronunciati finora dalla Santa Sede sul tema delle nuove guerre digitali.

“La guerra si fa oggi con l’IA”, ha detto, citando esplicitamente il Libano e “altri posti del mondo”, dove le tecnologie belliche colpiscono senza guardare alle vite umane. Un conflitto automatizzato, distante, sempre più impersonale, in cui – secondo Leone XIV – le vere vittime restano i civili.

Da qui la richiesta di “un’intelligenza artificiale disarmata”, frutto di un confronto che il Vaticano sta portando avanti anche con le grandi aziende tecnologiche. Il Papa ha ricordato il dialogo aperto dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale con Anthropic, una delle principali società internazionali del settore.

Le parole di Leone XIV arrivano mentre il bilancio delle vittime continua a crescere tra Gaza, Libano e gli altri fronti del Medio Oriente. E segnano un passaggio significativo nel linguaggio della Santa Sede: non soltanto un richiamo spirituale alla pace, ma una critica sempre più esplicita a una guerra che il Papa descrive come disumanizzante, capace di alimentare odio, cancellare diritti e trasformare le persone in bersagli invisibili.
 (fonte: Faro di Roma, articolo di Chiara Lonardo 26/05/2026)

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