domenica 24 marzo 2019

"Un cuore che ascolta - lev shomea" - n. 20/2018-2019 (C) di Santino Coppolino

"Un cuore che ascolta - lev shomea"
Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)



Traccia di riflessione
sul Vangelo della domenica
di Santino Coppolino


Vangelo: 
Lc 13,1-9



Il cap.13 del Vangelo di Luca è costituito dalle Parabole del Regno che hanno come inclusione due episodi aventi come tema comune la morte (13,1-5.31-35). I due fatti di cronaca descritti nel nostro brano richiamano con forza ciò che maggiormente scuote la fede dei cristiani: la morte provocata dalla violenza dell'uomo e quella prodotta dai disastri naturali: <<Quale fiducia possiamo avere in Dio, se anche gli innocenti patiscono sofferenza?>>(cit.). Gesù non ci offre una spiegazione, ma ci invita a leggere questi avvenimenti ad un livello differente, più profondo, in termini di perdizione e di salvezza. Il Signore ci esorta ad andare alla radice del nostro cuore, a saper discernere qual è la mentalità che sovraintende la nostra vita: è quella del Regno oppure quella del divisore? 
La soluzione al male non sta tanto in una sua analisi più corretta, bensì nel cambiamento (metànoia) del nostro modo di sognare, progettare e vivere la vita, abbandonando i nostri piani di morte per condividere totalmente il sogno d'amore del Padre. Se non ci lasciamo guidare dal Signore Gesù sul cammino della vita, se non abbandoniamo i pensieri e i progetti di violenza e di morte, la morte stessa sarà il nostro salario. Solo se scegliamo di servire la vita, se lasciamo che il Vignaiolo lavori le dure zolle della nostra esistenza e che lo concimi con il suo sangue, potremo produrre quei frutti dolcissimi che il Padrone della vigna attende da noi. Questo è il significato profondo della storia degli uomini, il "Kairòs" della misericordia del Padre, "l'anno della sua pazienza", <<una dilatazione della salvezza e una dilatazione del giudizio, ancora e sempre per un anno, da allora fino ad ora e fino alla fine>>(cit.). Nel caso contrario saremo solo vuota apparenza, albero senza frutti che rende improduttiva la terra, inutile fogliame che a nulla serve se non ad essere tagliato e gettato nel fuoco.