venerdì 28 dicembre 2018

“Un Dio curioso” di Alberto Fabio Ambrosio - Recensione di Aldo Pintor

“Un Dio curioso” 
di Alberto Fabio Ambrosio
Recensione di Aldo Pintor

Ammetto di essere sempre stato una persona molto curiosa. Fin dall'infanzia ho sempre letto avidamente tutto ciò che mi capitava sotto mano. Soprattutto quello che riguardava usi costumi e leggende di tutti i popoli del mondo. E questa curiosità non mi è mai passata. Perdura anche adesso. Persino in campo alimentare dove molti italiani sono schizzinosi verso altre abitudini alimentari mi è estranea ogni chiusura nazionalista. Ho sperimentato e apprezzato con gusto la cucina praticamente di tutti e cinque i continenti. 

Pertanto con questa mia storia personale non potevo non notare un libro che si intitola “Un Dio curioso” scritto dal domenicano Alberto Fabio Ambrosio (Castelvecchi, pp. 122, € 15) di cui avevo già apprezzato gli altri suoi libri che trattano di sufismo e di spiritualità islamica. 

Mi affascina davvero un Dio curioso, decisamente molto più del Dio dei bigotti che lo vorrebbero fuori dal mondo al chiuso nelle sagrestie e per tediarlo con le loro preghiere egoistiche. Quanti ricordi noiosi mi riemergono ogni volta che mi viene presentato un Dio completamente disincarnato che non si occupa del mondo. Eppure spesso il termine “curioso” non ha un significato positivo nella nostra cultura ammorbata di individualismo. In realtà secondo l'immagine molto umana che la Bibbia ci dà di Dio, questi dopo aver creato il mondo continua a seguire la sua creazione appassionandosi alle vicende dell'umanità lasciata ormai libera. E questo suo amore per la nostra libertà si nutre di curiosità anche se probabilmente certe nostre scelte gli danno anche parecchie sofferenze. Dopo essersi rivestito di umanità in Gesù Cristo, Dio senz'altro condividerebbe le seguenti parole del commediografo latino Terenzio: “Sono un uomo e nulla di ciò che è umano lo considero a me estraneo”. Tutti questi concetti senz'altro ci vengono in mente leggendo il libro di Alberto Fabio Ambrosio che come abbiamo già sottolineato ha sempre seguito con curiosità la spiritualità dei nostri fratelli mussulmani. 

L'autore che è originario di Fano e ha vissuto a lungo nella spledida Turchia, di cui è profondo conoscitore, ci conduce nei più vari e reconditi aspetti del mondo contemporaneo alla ricerca di una spiritualità e di un cristianesimo che sia veramente incarnato e che non tralasci nulla di quanto è umano. Alla base questo libro vi è un vivido e sincero desiderio di dialogo tra il cristianesimo e il mondo contemporaneo. Dialogo assolutamente necessario se non urgente. Nel libro vi sono raccontate le esperienze biografiche dell'autore, i libri e i film che lui ha amato e gli eventi di cronaca spesso tragici che hanno segnato le tappe della sua vita. Può sembrare che la lettura non abbia un particolare filo conduttore ma in realtà è multiforme come è multiforme la vita che ognuno di noi conduce. Viene dato particolare risalto a due figure della cultura contemporanea, il filosofo francesce di origine cinese Francois Cheng e l'artista coreano p. Kin En Joong protagonista di una celebre conversione al cristianesimo. Ambrosio ci svela come ogni vita è composta da tanti frammenti di esperienze che giorno dopo giorno creano la nostra identità. E questa non deve essere mai sclerotizzata. Dobbiamo sempre accogliere le novità e gli incontri che avvengono quotidianamente e contribuiscono a fare di noi un qualcosa di unico e irripettibile. Come diceva il grande maestro toscano del 1900 Giovanni Vannucci “Ognuno di noi è un messaggero che Dio manda al mondo e dopo di noi non manderà mai più”. Dio insomma segue con curiosità la sua creazione nello svolgersi di tutte le esistenze uniche e inimitabili che sono passate sono presenti e passeranno nel nostro mondo. E rispetta sempre la nostra libertà anche quando questa ci porta in sentieri pericolosi. In conclusione non vergogniamoci della nostra curiosità anche se questa parola viene troppo spesso pronunciata con tono di biasimo. Penso che il Padreterno abbia molta simpatia per le persone curiose. Più di quanta non ne abbia per quanti egoisticamente pensano esclusivamente ai fatti loro.

Guarda la scheda del libro “Un Dio curioso” di Alberto Fabio Ambrosio