martedì 28 aprile 2015

Per il Nepal preghiere e... azioni concrete!!!


Per il Nepal preghiere e... azioni concrete!!!

Disperato appello delle organizzazioni umanitarie:
“manca di tutto, serve ogni aiuto”

Difronte alla grande calamità che ha colpito il Nepal la nostra preghiera deve trasformarsi in solidarietà concreta...

Alcune proposte:



A Kathmandu Caritas Nepal si sta concentrando nel fornire riparo, teloni di plastica e fogli di lamiera, cibo e acqua alle popolazioni colpite. In coordinamento con le altre Caritas della rete internazionale, si sta organizzando per fornire anche supporto psicologico alle vittime. 
Con 25 euro si possono fornire alimenti essiccati per una famiglia per un mese, mentre con 10 euro si può assicurare:
- acqua per una famiglia per una settimana;
- una tenda per ospitare 3 famiglie;
- 30 kg di riso sufficienti per una famiglia per un mese;

Caritas Italiana ha messo a disposizione un primo contributo di 100.000 euro e, grazie anche ai suoi operatori nell’area, resta in costante contatto con le Caritas dei paesi colpiti, in coordinamento con l’intera rete Caritas.
Anche la Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato dei fondi in favore del nunzio apostolico in India e Nepal.

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UNICEF

Secondo l'Unicef almeno 940.000 bambini che vivono nelle zone gravemente colpite dal terremoto hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. Lo staff presente in Nepal registra il progressivo esaurimento di forniture di acqua e alimenti, interruzioni di corrente e il blocco della rete mobile. 

L'Unicef sta già inviando di cisterne di acqua e la fornitura di sali per la reidratazione orale e integratori di zinco per le persone raggruppate negli insediamenti informali, e fornisce tende per strutture mediche da campo, utilizzando forniture già pre-posizionate nel paese. Inoltre sta inviando due voli cargo con un totale di 120 tonnellate di aiuti umanitari, tra cui forniture mediche e ospedaliere, tende e coperte per il trasporto aereo urgente a Kathmandu. 

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MEDICI SENZA FRONTIERE


  • Le prime équipe sono arrivate in Nepal, stanno valutando i bisogni medici più urgenti e si apprestano ad avviare la propria risposta per iniziare a fornire assistenza medica e chirurgica, acqua potabile e beni di prima necessità entro le prime 72 ore dalla tragedia, le più cruciali per salvare vite umane in casi di terremoto.
  • Un’équipe di 17 operatori MSF è già a Kathmandu. Hanno effettuato una prima valutazione dei danni in elicottero. 
  • Un’équipe medico-chirurgica di 11 persone è appena arrivata da Bruxelles pronta ad allestire un’unità di chirurgia di emergenza per iniziare a effettuare interventi chirurgici. L’équipe raggiungerà anche i distretti di Tanahu, Lamjung e Gorkha per dare supporto agli ospedali, avviare cliniche mobili, distribuire materiali di prima assistenza come coperte, kit igienici e ripari, e fornire acqua e servizi igienico-sanitari, secondo i bisogni delle persone.
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Lo staff di Save the Children sul terreno riporta che sono 30 su 75 i distretti colpiti dal grave sisma, soprattutto nella regione occidentale e centrale, e si stimano in quasi 2 milioni i minori che hanno bisogno di aiuto.
Le comunicazioni all’interno del paese sono difficili e non sono ancora disponibili informazioni dettagliate sull’impatto del terremoto e sulla scala dei bisogni della popolazione. Per questo un team di Save the Children sta raggiungendo l’area circostante Kathmandu per fare una analisi e valutazione dei danni e delle necessità.
C’è bisogno urgente di acqua potabile, cibo, generi per il riparo e medicine. Gli aiuti stanno cominciando ad affluire ma sono ostacolati dai gravi danni subiti dalle infrastrutture.
Save the Children ha lanciato un massiccio intervento di soccorso attraverso un team di operatori specializzati in emergenza e voli carichi di aiuti stanno giungendo da tutto il mondo, inclusi Filippine e Dubai da cui sono in arrivo teloni che possono essere utilizzati come riparo d’emergenza, kit igienici e kit per l’acqua potabile.

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AGIRE E ALTRE ONG


Da quando è stata resa nota l'entità della tragedia, quattro Ong (Actionaid, CESVI, Oxfam, Sos Villaggi dei Bambini) aderenti al network di AGIRE si sono già mobilitate nel paese per valutare i bisogni più immediati: acqua, cibo, ripari per le famiglie senza tetto e interventi sanitari. Dalle ultime notizie che giungono nella sede italiani del network pare che i soccorsi siano già operativi nelle regioni di Kathmandu e Pokhara, dove l’’impatto del terremoto è stato peggiore.

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CROCE ROSSA


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Gli aiuti di Google, Facebook ed Apple
Come in occasione di altri terremoti (il primo fu quello di Haiti, nel 2010), Google partecipa alla ricerca di persone che potrebbero essere state coinvolte dal sisma in Nepal, con il servizio Person Finder , dove si può inserire il nome di una persona di cui si cercano informazioni o su cui si hanno informazioni.

Anche Facebook ha lanciato un servizio simile, che permette alle persone presenti nelle zona colpita dal terribile sisma di dare velocemente notizie di sé agli amici: «È un modo semplice per avvisare la famiglia e gli amici che stai bene - ha spiegato il cofondatore del social network, Mark Zuckerberg - Se ti trovi in una delle zone colpite dal terremoto, rispondi alla domanda e tutti le persone con cui sei in contatto avranno tue notizie». Ma Facebook è andato ancora oltre: gradualmente, tutti gli iscritti stanno vedendo nella parte superiore del News Feed (il Diario, in italiano) un pulsante che avvisa della possibilità di fare una donazione a International Medical Corps; inoltre, l’azienda ha fatto sapere che donerà un importo corrispondente a quello degli iscritti sino al raggiungimento di 2 milioni di dollari.

Non è finita, perché anche Apple e Viber si mobilitano per il Nepal: la compagnia di Cupertino ha lanciato una raccolta fondi su iTunes (da 5 a 200 dollari) a favore della Croce Rossa americana, che sta raccogliendo denaro e beni di prima necessità per la popolazione colpita dal sisma; Viber ha invece reso gratuite le chiamate internazionali dal Nepal e quelle dall’estero verso linee fisse e mobili nepalesi.