domenica 22 febbraio 2015

"Un cuore che ascolta - lev shomea" - n. 11/2014-2015 (B) di Santino Coppolino

'Un cuore che ascolta - lev shomea'

Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)

Traccia di riflessione
sul Vangelo della domenica
di Santino Coppolino


Vangelo: 
Mc 1,12-15











Breve ma intensa pericope quella del Vangelo di questa Domenica, la prima di Quaresima. Subito dopo il battesimo, immersione totale nel progetto d'amore del Padre fino alle estreme conseguenze, Gesù viene sospinto dallo Spirito Santo nel deserto, luogo inospitale e di morte, luogo della prova e della fedeltà a Dio, dove Israele soggiornò per 40 anni dopo la liberazione dall'Egitto, fu tentato e cadde, vittima del peccato dell'idolatria del potere e della mormorazione contro Dio. Deserto dove Israele osò perfino tentare il suo Signore: "Mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere"(Sal 94,9), ma da dove venne fuori come un vero popolo, forgiato dall'asprezza della vita e dalla mano di YHWH. Come Israele, come ogni uomo, anche Gesù vive la tentazione per 40 giorni, cifra simbolica che indica tutta la vita, perché per tutta la vita Gesù verrà tentato sul potere, sulla modalità di essere Messia, Figlio di Dio. L'evangelista Marco, a differenza di Matteo e Luca, non specifica il numero e il tipo delle tentazioni. Emergeranno nel seguito del suo Vangelo, durante tutto l'arco dell'esistenza di Gesù, che sarà tutta una tentazione. Marco infatti attraverso il suo "segreto messianico", mette in guardia il proprio lettore dalla tentazione di narrare ad alcuno l'esperienza della Gloria dell Tabor, senza che prima abbia attraversato l'umiliazione e la morte del Golgota. Il "Vattene Satana" che l'evangelista Matteo pone in questo punto, Marco lo colloca al cap.8,33 dove sarà Simon Pietro ad essere chiamato Satana da Gesù, e da lui contestato aspramente proprio per il suo modo di intendere il Messia.