giovedì 1 maggio 2014

“Nella precarietà, la speranza” - Senza lavoro non c'è umanesimo - Veglie in tutta Italia per il lavoro

Messaggio della Commissione Episcopale 
per il primo maggio


Senza lavoro non c'è umanesimo
“Nella precarietà, la speranza”


“La giornata del primo maggio, quest’anno, capita nella vicinanza della Pasqua, appena celebrata. Si tinge perciò di speranza, questo nostro messaggio, già alla luce di quell’evento di grazia. Resta però una giornata di lotta, non contro, ma pro, tutti insieme, sempre necessaria, per la tragedia crescente di questa crisi”.
Così si apre il Messaggio che la Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, rivolge al mondo del lavoro in occasione del primo maggio 2014. Come Vescovi della pastorale sociale, si legge nel testo, “chiediamo a tutti una particolare empatia, davanti ai tantissimi drammi sociali”.
“Non si tratta più - prosegue il testo - semplicemente del fenomeno dello sfruttamento e dell’oppressione, ma di qualcosa di nuovo: con l’esclusione resta colpita, nella sua stessa radice, l’appartenenza alla società in cui si vive, dal momento che in essa non si sta nei bassifondi, nella periferia o senza potere, bensì si sta fuori. Gli esclusi non sono “sfruttati”, ma rifiutati, “avanzi!”.
Ecco allora la proposta di cammino individuata dalla Chiesa Italiana, che si sta preparando al grande Convegno di metà decennio a Firenze, attorno alla figura di Cristo che dà senso e significato al nuovo umanesimo. Dal 24 al 26 ottobre 2014, intanto, a Salerno si rifletterà sul tema “Nella precarietà, la speranza!”.
Come icona biblica per questo cammino, è stato scelto il brano evangelico della pesca miracolosa (Lc 5,1-11). A fronte del dramma delle reti vuote i Vescovi richiamano tre condizioni essenziali per reagire: solida formazione, coraggiosa volontà d’impresa, fraterna cooperazione.
“Ci rendiamo conto degli errori commessi” - è la conclusione del Messaggio – ma vogliamo intraprendere “strade di solidarietà, che non portino allo scarto ma all’incontro solidale con i giovani e i fragili”. 

«Le parole di Simone: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla”, assomigliano a quelle di chi oggi racconta: “Ho spedito centinaia di curriculum vitae ma nessuno mi ha risposto”. È la dignità da ritrovare nel lavoro che non c’è a fare da fil rouge ai tradizionali appuntamenti di riflessione e preghiera, in occasione del 1° maggio, festa dei lavoratori e memoria liturgica di san Giuseppe lavoratore.
Da Nord a Sud: tante diocesi italiane hanno prestato particolare attenzione anche alla “geografia del lavoro”, organizzando le Veglie di preghiera in luoghi simbolici che richiamano subito al mondo del lavoro.